Archivio dell'autore: Linda Serra

8 Settembre a Fagnano Castello

A Fagnano ci sono nate mia nonna, mia madre e mia zia. Abbiamo una bellissima casa dove ho trascorso tantissime estati da bambina fino alla pre adolescenza. Qui ci sono persone che mi hanno vista muovere i miei primi passi e in questa casa sono custoditi ricordi indelebili.

A Fagnano poi abbiamo smesso di venirci perché abbiamo comprato casa a mare e le estati in paese sono diventate all’improvviso meno attraenti. Eppure, quando ero bambina, ero felicissima di stare qui: il paese era un posto sicuro in cui potevo scorrazzare per strada senza pericoli, passare le giornate nel negozio di mia zia a curiosare fra bottoni, filati e biancheria; oppure nella cucina dell’Albergo di mio zio, dove mia zia preparava i pranzi e le cene per gli ospiti.

Mi piaceva tantissimo guardarla cucinare: aveva una cucina grandissima e indossava il camice bianco, preparava dei piatti buonissimi, mentre lo zio stava al bar e faceva il gelato.

Quando poi sono cresciuta ho conosciuto delle altre ragazzine e dei ragazzini come me e abbiamo formato un gruppo: alcuni come me erano forestieri in vacanza, altri erano Fagnanesi. Uscivamo a fare delle passeggiate la mattina e anche la sera. Le nostre uscite funzionavano che partivano “le romane” che stavano “al Cristo” infondo al paese e passavo a chiamare Katia, poi era il turno mio che scendevo, e insieme passavamo a chiamare Raffaella e via di seguito… insomma alla fine del tragitto, quando arrivavamo in piazza, eravamo un gruppo di 10 persone.
Non facevamo nulla di particolare, passeggiavamo, stavamo sul corso, chiacchieravamo ridevamo un sacco…e ci sembrava di essere al centro del mondo. E’ a Fagnano che ho dato il mio primo bacio e non ho dormito tutta la notte; è qui che ho vissuto il mio primo grande amore di ragazzina.

L’evento del paese, in assoluto, è sempre stata la festa dell’8 Settembre: la festa in cui si rende omaggio alla Madonna dell’Immacolata Concezione.

Una festa che dura 3 giorni dal 6 all’8 Settembre, la serata finale prevede un concerto in piazza a cura di un artista di fama più o meno nazionale.
Nel corso degli anno suonato Lucio Dalla, Little Tony, i Matia Bazar e altri che non ricordo…

Quest’anno dopo tantissimi anni ho deciso di tornare qui a Fagnano, per la festa dell’8 Settembre, per vivere ancora  questa casa, per dormire ancora qui e per ritrovare quell’atmosfera ferma che caratterizza i posti che scolpiscono il nostro passato.

Abbiamo deciso di arrivare il 7 sera perché mia mamma voleva svegliarsi con il suono della banda che passa sotto casa nostra…e così è successo.

Alle 9 circa ho sentito la musica in lontananza , sono saltata giù dal letto come quando ero bambina, ho gridato “Mamma Mammaaaa la banda!” e sono corsa ancora addormentata a spalancare il balcone. Ci siamo ritrovati io, papà e mamma sul terrazzo ad aspettare la banda che passasse. E’ stato surreale e bellissimo: eravamo solo noi al balcone e i musicisti ci hanno pure salutato mentre suonavano con cenni e sorrisi e uno si è messo pure a ballare sotto al balcone!
Finita la musica, tutti e 3 giù per un meritassimo caffè nel dell’Albergo che adesso è gestito da mia cugina.

L’avvenimento più importante e partecipato del paese è in assoluto la precessione della Madonna. Tutto il paese si trova in Piazza e si accompagna la Madonna in processione. La tradizione vuole che ai balconi si appendano le coperte più belle. Questa usanza deriva dal fatto che, un tempo, le cose più preziose erano le coperte del corredo di nozze e così, si metteva la coperta più bella di tutte per abbellire le case in onore del passaggio della Madonna.

Noi quest’anno abbiamo messo le coperte ad entrambi i balconi e abbiamo atteso che la processione passasse.

La festa “pagana” purtroppo è stata rovinata da una pioggia torrenziale: il concerto è stato annullato, ma  io e Mamma, impavide siamo uscite lo stesso però, ad un certo punto,  ci siamo riparate in chiesa e mamma mia ha raccontato questo:

 

 

“Questa è la chiesa dove ho fatto la prima comunione e il battesimo e ho ascoltato le mie prime messe. La vedi la corano della Madonna? E’ d’oro. Quando è successo il miracolo io c’ero: ero lì in quell’angolo con nonna. Pregavamo la Madonna perché i Tedeschi stavano avanzando. Avevamo paura perché tutti dicevano che i Tedeschi ammazzavano tutti ovunque andassero. Ad un certo punto si è spalancato il portone e Mario Cordasco ha gridato “E’ finita la Guerra! Hanno firmato l’armistizio!” allora tutti ci siamo messi a piangere- ricordo ancora l’emozione come se fosse ieri- e abbiamo subito pensato che dovevamo raccogliere i soldi per fare la corona alla Madonna. Allora mia madre, tua nonna, si è tolta degli orecchini d’oro e li ha messi nel cestino e io che ero una bambina ci ho messo i miei risparmi saranno state 2 lire…”

La guardo e le dico:

“Mamma, quindi infondo, la festa dell’8 Settembre di Fagnano è si una festa cattolica, ma in fondo è una festa antifascista…”

Mi madre sgrana gli occhi e dice

“l’8 Settembre? Certamente!”

Fuori sono iniziati i fuochi d’artificio, li hanno anticipati per via della pioggia. Ci affacciamo sulle scale della chiesa e ci troviamo fra tutte le signore che si sono portate la sedia da casa per vedere il concerto sedute e altri che come noi, hanno cercato  riparo dalla pioggia.

E’ tutto surreale, è tutto fermo qui e anche questo sarà un ricordo scolpito nella mia memoria.

Riflessioni di fine estate…

E’ stata un’estate di riflessioni, di discorsi e di grandi visioni, di grandi feste e anche di solitudini.

Ho imparato tante cose quest’estate e ho riflettuto su chi sono e chi voglio essere.

Ne ho tratto alcune semplici conclusioni, forse banali, ma credo che valga la pena appuntarle, prima che mi sfuggano.

Credo che dobbiamo riappropriarci delle nostre vite e del nostro tempo, distinguendo chi siamo da ciò che facciamo. Il lavoro è uno dei più potenti anestetici che conosco: aiuta a distrarsi, ad andare avanti e innesca meccanismi di dipendenza cronica.

Non credo che la vita di una persona possa coincidere con un mestiere o con quello che essa fa per campare: anche qualora il suo fosse il lavoro più bello e coinvolgente del mondo, abbiamo bisogno tutti indistintamente, di dedicarci a noi stessi, alle persone che siamo e al nostro progetto personale di vita.

La crescita degli individui non può non coincidere con le profonda conoscenza di noi stessi e dall’amore per noi stessi. Dobbiamo ri-abituarci a parlare con le persone a voce, guardandole negli occhi e vedendo l’effetto che le nostre parole hanno sul prossimo. E’ importante dedicarsi ai tramonti, alla cura del nostro io, al mare, al sole, a chi ci ama e a chi amiamo, è importante far festa e creare occasioni di gioia. Dobbiamo ri- abituarci ad aver pazienza, a non volere tutto subito, qui e ora.

Dobbiamo ri- abituarci alla lentezza, alla scoperta lenta delle cose, delle emozioni e delle persone. Le persone sono universi e vanno scoperte, curate, rispettate e amate: non dobbiamo armare l’esercito per invadere l’altro, ma creare occasioni di conoscenza e di condivisione.

Dobbiamo conoscerci rifuggendo le etichette e gli stilemi che la società impone continuamente, tentando di incasellarci in modelli e ruoli..

Credo che il primo passo sia imparare ad essere se stessi: essere noi stessi è la cosa più difficile e più semplice allo stesso tempo.

Il secondo passo potrebbe essere imparare che il mondo non va salvato tutti i giorni e che l’umanità andrà avanti comunque: anche se noi ci concediamo un giorno di pausa.

Il terzo passo è  cercare  compagni di vita con cui essere liberi e non persone attorno alle quali costruire delle gabbie a due piazze.

E’ importante fermarsi, guardarsi dentro e guardare fuori per comprendere dove stiamo andando: correre continuamente sempre è la miglior strada per non arrivare da nessuna parte…

La felicità va coltivata, non soltanto desiderata.

🎉Ode Ai Party🎧

Beati Coloro i quali affrontano temperature infernali, colgono passaggi al volo per andare a fare festa.
Beati coloro i quali, non curanti del freddo, né del caldo, si sistemano come possono su un prato o su un’amaca per riposare poche ore uno accanto all’altro…
Beati coloro i quali si svegliano con il sole del mattino e con la faccia ancora stropicciata dal (poco) sonno, preparano il caffè per tutti, lavano anche le tazzine per servirlo, mentre altri arrivano dal bar con un vassoio di brioches per tutti.
Beati coloro che si prendono cura degli estranei e condividono ciò che hanno, con chi gli sta accanto da 5 minuti…
Beati coloro i quali credono nel divertimento e nello stare bene, come parti importanti delle nostre esistenze, al di là dei lunedì e dei doveri che ciascuno di noi ha…e dei ruoli che ciascuno riveste.
Baeti coloro che ridono e fanno festa, perché ridere è importante e volersi bene anche solo per poche ore, muove l’energia più bella che fa andare avanti il mondo.
Grazie a tutti e…
Beati Noi <3

Mr. FtoM e le battaglie silenziose

IMG_4438Al Cassero ho fatto davvero tutto: la cliente, la barista, la guardarobiera,l’amica, l’hostess , la volontaria, la Miss, l’addetta  tessere, la light J etc.etc.

Stasera sono andata al Cassero su invito di Kai in veste di Giurata per la

seconda edizione di Mr. F to M. ( concorso di bellezza per maschi transessuali).

Ho Visto  uomini  bellissimi sfilare  con orgoglio mostrando i propri corpi  segnati dal proprio percorso di cambiamento.

Avrebbero meritato tutti 10 per il coraggio di essere se stessi fino in fondo: ad ogni costo.

Alla domanda “Perché vorresti vincere?” Uno dei concorrenti risponde : “Abbiamo tutti già vinto”.  Ad un altro (il mio preferito) viene chiesto “Perché hai deciso di partecipare? ” “Perché finalmente mi sono guardato nello specchio e mi sono riconosciuto.”

Dopo aver ballato la musica più trash che esista, come se fosse il 1985, vado a letto convinta che nel mondo ci sono piccoli-grandi eroi che conducono battaglie silenziose solo per essere se stessi…

Ci sono piccoli grandi eroi che marciano tutti i giorni per la propria libertà e il proprio sogno; credo che se il mondo non vada definitivamente a picco sia grazie a persone come loro.

Ancora una  volta grazie Cassero per avermi portata con te, in un viaggio bellissimo e profondo.

love is love e io e i miei problemi di tutti i giorni non siamo nulla.

 

We’re An Happy Family

happy_familyWe’re an happy family but we’re not Me, Mom and Daddy…that’s another story!

We’re friends, lovers, single and couples we’re just a family made of people who are not born under the same roof but who love each other more and more.

We don’t live under the same ceiling and in the same house, we just live near one each other.

 

We don’t need excuses, festival or something to celebrate to meet for a dinner, or to hug one each other or to sleep together on the sofa at Sunday…
We just love to meet, to share life time, laughs, dreams, problems and expectations.happy_family2

We’re The Family, we’re where we must be when we need one each other and it doesn’t matter if we’re happy or sad… we don’t need excuses: love doesn’t needs anything else.

Thank You My Happy Crazy Lovely Family

PN. I really don’t know why I wrote this in English :D.

Ballando con i gabbiani

Questo post è in programma da tanto tempo, esattamente dal 13 Agosto 2017.

2016-08-13 13.51.20Quella mattina ero a Badolato, scesa in spiaggia, non ero di ottimo umore, così ho iniziato a camminare con gli auricolari nelle orecchie.

Ho camminato tantissimo sulla spiaggia deserta, per chilometri, quando mi sono trovata in mezzo a decine e decine di gabbiani che sostavano a riva.

Ho iniziato a cantare e ballare sulla sabbia come se non ci fosse nessuno a vedermi e in effetti la spiaggia era deserta, ma se anche ci fosse stato qualcuno, credo non l’avrei visto.

2016-08-13 13.50.28I gabbiani se ne stavano lì a guardarmi e a loro modo, ballavano con me: muovendo le ali, disponendosi sulla sabbia in modi differente e cambiando posizione in base ai miei movimenti.

Nell’iPhone avevo i Cure, La Badu e Jimi Hendrix…il mare era meraviglioso e spumeggiante, invitante e selvaggio, come solo il mare di Calabria sa essere. Ho trascorso con i gabbiani e il mare un paio d’ore magnetiche: il tempo d’imparare a cantare Penitentiary Philosophy .

E’ stato un momento magico che non voglio dimenticare e quindi eccomi qui ad appuntarlo sul questo blog-taccuino…

Gli attimi sono un soffio e i giorni ingialliscono e diventano mesi e poi anni, gli anni passano e diventano vita, la vita è maledettamente bella e indimenticabile, forse per questo ne abbiamo solo una…o tante tutte differenti.

Spesso succede che la vita cambia, non è mai la stessa, fa i capricci, ci scombussola i piani ed annacqua i ricordi e così è bene prendere appunti…

I gabbiani sono miei amici e se passate sa Badolato, portategli un saluto da parte mia 🙂

 

 

 

 

Casalecchio con furore

 

IMG_4027Mentre pensavo di volare con ai piedi le ali di Jeremy Scott…ho preso la bici temeraria da via Oberdan direzione Casalecchio per raggiungere la festa di compleanno di mio nipote…

Nel frattempo ho anche incrociato la Sanzo che ha provato saggiamente ad avvertirmi che sarebbe arrivato un uragano di lì a poco, ma io, in modalità “SuperZia” ho deciso di ignorare i suoi consigli…Ho pedalato fino a Casalecchio non curante e adesso sono seduta in un Bar a Casalecchio (molto vicino al Bowling) che bevo The Freddo e guardo il temporale.

 

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Il barista é Napoletano ha una foto di Lucio Dalla con scritto

“Uno dei miei grandi sogni è essere napoletano”

In sottofondo c’è Pino Daniele…credo che passerò a breve al prosecco.

La laurea di Bora

boraLa laurea di mia cognata Bora si è svolta in tipico stile Tenembaum: io e mio fratello siamo arrivati in forte anticipo e abbiamo atteso le discussioni delle tesi precedenti (Bora era l’ultima della mattina).

Quando mancano circa 4 candidati mio fratello decide di andare a prendere i nostri genitori per portarli in tempo per assistere alla discussione, ma ovviamente, in perfetto stile Tenembaum, succedono degli imprevisti, come ad esempio non trovare parcheggio (ma non era meglio farli arrivare in taxi i nostri genitori?!).

Contemporaneamente, succede che le discussioni accelerano, qualche tesi salta e io e Bora ci troviamo da sole con la commissione d’esame: noi il fotografo e la commissione, eh già tocca proprio a lei e non c’è nessuno…

Così, dopo esserci guardate, entriamo nell’aula delle lauree, io mi siedo in prima fila nell’aula vuota…e così io e Bora ci siamo laureate con Eccellente!

Mio fratello e i miei, sono arrivati in corner per ascoltare gli ultimi 5 minuti.

La sera per festeggiare, andiamo a cena in ristorante dove andiamo spesso per i pranzi di famiglia, ma questa volta siamo tutti e 7 nella 7 posti che mio fratello ha appena comprato.

Io e mio padre viaggiamo nei due sedili in zona bagagliaio con le ginocchia nelle orecchie, Bora è seduta davanti a noi in mezzo ai bambini che viaggiano in seggiolino e mia madre è accanto al posto di guida con mio fratello.

Mentre viaggiamo verso il ristorante mia nipote Clotilde rompe il silenzio:

“Mammaaaaa è vero che maschio e maschio possono sposarsi?”

e Bora

“Certo tutti possono sposarsi con tutti, quello che conta è l’amore…”

mia madre che è sorda come una campana, ma che  quando vuole ci sente benissimo, dal sedile anteriore mia madre chiede a mio fratello

“Scusa ma che cosa ha detto Clotilde?”

Mio Fratello “ma niente mamma…lascia perdere…”

Mia madre si gira verso mia nipote “Clotilde, ma possibile che tutto tu sai?!”

Nel frattempo siamo arrivati al ristorante, scendiamo dalla 7 posti con un certo stile sgangherato e penso che a vederci tutti insieme…facciamo un certo effetto.

 

Happyness is…

IMG_8615Felicità è tornare a casa, mettere su un vecchio disco, preparare la cena e aspettare che il tramonto compaia davanti alla mia finestra.

Felicità è nelle piccole gioie quotidiane e anche quando gioia non sembra esserci, a guardarci bene, da qualche parte la felicità c’è…è lì che fa capolino 😉

Felicità è quello che sono e quello che sono stata e quello che sarò…

Felicità è smettere di correre e fermarsi a respirare e godersi il tragitto

Fabiolino

Ricordo che frequentavo la V Ginnasio, quando i prof. ci comunicarono circa verso metà anno, che sarebbe arrivato in classe un nuovo compagno.

Si parlava di uno che stava all’Arcivescovile e che era un tempo bravissimo a scuola, un ragazzo molto intelligente.

Aspettative altissime.

Poi arrivò Fabio,che di certo non aveva l’aria di uno bravissimo a scuola, ma di uno molto simpatico: bravissimo a farti ridere.

Era impossibile non volergli bene, quindi Fabio diventò presto amico di tutti e non solo quelli della classe; amico di tutti quelli dell’istituto!

Fabiolino lo conoscevano tutti e tutti gli volevano bene.

“La mia compagnuccia di classe” mi salutava così,ogni volta che capitava d’incontrarci.

Mi sembra assurdo scrivere di te al passato, pensarti al passato…la lontananza spesso amplifica o imprigiona le sensazioni.

Stasera io e Giusy, ti abbiamo ricordato con un pizza e una birra, delle vecchie foto e dei vecchi fatti…quelli che ti racconti per sentire le persone vicine, per rivivere un momento epico che non tornerà

Epico, tu Fabio epico lo eri…definirti schietto sarebbe riduttivo, sincero un eufemismo…eri Fabiolino per tutti, lo Zio per alcuni…

Sarà strano non vederti più, strano non ridere più con te

Sarà strana Cosenza senza di te

E’ più facile abituarsi a delle presenze, piuttosto che a delle assenze…