Archivio della categoria: Politics

Perché non mi piace Beppe Grillo

Beppe Grillo non mi piace da quando, il giorno del V Day , mi recai in Centro e vidi il Nettuno far capolino fra gli striscioni con scritto “Vaffanculo!”.

Per la prima volta e spero anche l’ultima, il Nettuno mi apparve solo e indifeso, inerme mentre attorno gli si consumava uno show rustico che ne intaccava la sua regale eleganza.

Ora chi mi conosce lo sa che non sono una moralista bacchettona,tuttavia, per me il Nettuno e Piazza Maggiore sono di una tale e fiera bellezza, che provai indignazione, verso chi aveva allora concesso spazio a tale sporcatura…

Voltaii le spalle e me ne andai in giro per Bologna a fotografare i palazzi e le bellezze nascoste nei vocoli del centro, lontana dalla confusione e dalle urla della piazza.

Negli anni ho imparato quanto sia efficace espriemere i concetti importanti senza perdere la calma e mantenendo un tono di voce pacato,gli urlatori non mi affascinano più e mi stancono facilmente.

Non mi piace Beppe Grillo, per quanto da piccola lo ammirassi come comico e attendessi con ansia i suoi show, perché dice alla gente quello che la gente vuol sentirsi dire, certo lo fanno tutti i politici, ma lui a mio avviso gioca sulle paure delle persone e, pur se in apparenza cerca di rassicurarle, in realtà insinua paura e insicurezze e questo a mio avviso, é fare demagogia.

Non mi piace Beppe Grillo perchè impone ai suoi di non andare in TV, ma lui in TV ci va e in grande stile: organizzando un evento mediatico con chiamata a raccolta di tutti i giornalisti e con servizi su tutti i TG e tutte le reti nazionali, locali e web.

Non mi piace Grillo perché attacca i suoi pubblicamente, in modo violento e toccando dei tasti come quello della sessualità femminile, che sono brevi e scontate scorciatoie, che non lasciano spazio alla fantasia e che ci riportano indietro di centinaia di anni.

A mio avviso essere leader vuol dire prendere in carico onori ed oneri e fare squadra proprio quando uno dei tuoi sbaglia: i panni sporchi si lavano poi a casa…

Non mi piace Grillo perché usa e abusa del web in modo improprio usandolo come Berlusconi fece con la TV e cercando in esso una legittimazione che i suoi utenti a fatica gli restituiscono.

L’Italia che fa resistenza!

Sabato ho fatto la tessera dell’ A.N.P.I.
Non l’avevo previsto, ne’ mai immaginato.
Ho deciso di fare la tessera dell’ ANPI dopo aver ascoltato le parole di Germano Nicolini nome di battaglia “Comandante Diavolo” 92 anni compiuti sabato, uno dei padri della resistenza e Avio Pinotti partigiano combattente, presisdente dell’ANPI per 45 anni.
Mentre in questi giorni siamo sommersi dai deliri  folli di  chi paventa il ritorno alla lira a scapito dell’euro, Comandante Diavolo ci spiega, con dati alla mano (che non riporto per evitare inesattezze), quanto questa prospettiva sia pericolosa.

” Se cade l’Europa, andiamo tutti a gambe all’aria e sapete perché? Perché quando noi abbiamo combattuto per un paese unito e libero, combattevamo contro i tedeschi e non avevamo nessuno.

Adesso abbiamo l’Europa.

Se cade l’euro e viene meno l’eurozona, i paesi europei ricominceranno a farsi la guerra come è sempre stato. L’Europa è una garanzia di pace ed equilibrio politico ed economico per tutti noi.”

E ancora sulla resistenza, Nicoloni continua

” A differenza di quello che dicono alcuni storici che mirano da sempre a sminuire la resistenza Italiana, affermando che il movimento partigiano abbia interessato migliaia di persone, il nostro paese in realtà, grazie alla resistenza Italiana, venne considerato paese occupato, ma cobelligerante. E sapete perché? Perché tutto il popolo ha sostenuto la resistenza. Se non ci fosse stato il popolo ad aiutarci non ce l’avremmo mai fatta. E’ stata l’unione e la comunione di ideali e di intenti che ha fatto si che il movimento funzionasse.

E il motivo per cui l’ ANPI va sostenuta è perché essa preserva la memoria storica di questi valori e di questa unione che ha fatto si che il nostro che il nostro paese riuscisse a respingere il nemico con la resistenza.”

Dopo Nicolini ha preso la parola Avio Pinotti

” Dobbiamo essere uniti nelle differenze. Le differenze non ci devono frenare perché è sulla base dele differenze che si basa l’unità del paese, la forza delle diversità unisce il popolo e lo rende forte. Noi abbiamo fatto la nostra parte, adesso tocca a voi giovani fare la storia.”.

Inutile dire che difronte a persone come queste, così grandi, così immensamente e virtuosamente pensanti, non puoi che sentirti piccolo, superficiale e soprattutto, pensi che non potresti fare mai neanche un paio, delle grandi cose che hanno fatto loro.
Io ho pensato alla mia generazione, ai nostri ideali e alle nostre lotte…e poi a quelle parole “adesso tocca a voi fare la storia” e mi sono detta…e come facciamo?

Da dove iniziamo…
Da dove iniziare, non lo so proprio.
Ho iniziato facendo la tessera dell’ANPI.

Ho stretto la mano ad Avio Pinotti per ringraziarlo della libertà che mi ha dato, sentirmi rispondere ” Di niente…” con un sorriso radioso e rassicurante , mi ha fatto sognare tante cose bellissime.

Spero che chi legge questo post si incuriosisca, incontri l’ANPI, la conosca e la sostenga…e si informi sulla storia che ha fatto dell’Italia un grande paese.
Spero che un giorno ci siano dei nuovi Comandante Diavolo e Comandante Athos a risollevare le folle e a inculcare valori come unità, costituzione e libertà.

Abbiamo bisogno di qualcuno che ci insegni a credere in questi valori,  fino ad arrivare a  combattere per difenderli.

Abbiamo bisogno di sapere che siamo stati un grande popolo e che possiamo ancora esserlo.

Roma 15 Ottobre 2011

Scrivendo questo post sono certa di non aggiungere nulla di nuovo a quello che e’ già stato detto da molti e che viene rilanciato da ore e ore in rete e dai media tradizionali.
Voglio solo appuntare qui le mie personali rflessioni sui fatti di sabato.
Mentre a Bologna parlavamo di futuro e proiezioni,nuove professionalita’ e speranze, qualcuno saccheggiava Roma, ma non solo, rubava la voce al movimento degli Indignados.

Ho imparato negli anni sulla mia pelle che la rabbia e l’impulsività non portano mai a nulla e la violenza non risolve mai i problemi: ne crea ulteriori.

Distruggere non sempre porta ad una rinascita, soprattutto se dalla distruzione nessuno trae beneficio…ma risultano solo danni a scapito di terze persone che poi si ripercuotono sulla collettività.

Chi pagherà i danni causati a Roma?
Tutti noi e le famiglie di coloro i quali hanno compiuto gli atti di Roma.

In una delle manifestazioni più belle, paicifiche e festose, cui ho preso parte proprio nella mia città natale, Cosenza nel 2002, ho avuto la fortuna di conoscere il papa’ di Carlo Giuliani.
Un uomo mite, Pacifico e profondo: professa la non violenza.

Carlo vive?

Di sicuro Carlo vive nella memoria dei suoi genitori e di chi lo ha conosciuto davvero e gli voleva bene.

Carlo muore ogni volta che un’azione violenta viene asociata al suo nome cosi’ come e’ successo sabato.

In vigore i nuovi ticket sanitari Scadenza 17/09/2011!

Dal 29 Agosto sono entrati in vigore i nuovi ticket, sia sulle visite e prestazioni specialistiche che sulle ricette.
Visto che l´informazione in merito sembra molto scarsa, se non nulla
vi invito ad andare sul sito www.ausl.bo.it (o sul sito della ausl della vostra città) e informarvi circa le nuove dispossizioni in vigore, ma soprattutto ricordate che

il  modulo va compilato e restituito  all´USL entro

il 17 settembre!

A partire da questa data infatti chi non l´ha fatto pervenire si ritroverà a
dover pagare la quota massima di ticket!

Qui il modulo Modulo autocertificazione reddito per gli abitanti della Regione Emilia Romagna.

Take Care And Share!

Indagine Giornalistica ai tempi di Twitter

Qualche tempo fa, una mattina come tante mentro mi preparo ad andare in ufficio, sento una notizia che, mi colpisce.

La prima cosa che mi viene in mente di fare è twittarla indirizzandola a Calabria Blogosfere. Ecco cosa ne è seguito e cosa vuol dire fare informazione e informarsi via twitter 😉

[click sulle immagini x ingrandire le anteprime]

Ed Ecco l’articolo!

Genova 10 anni dopo

Io a Genova non c’ero nel 2001 e non ci sarò domani.Nel 2001 avrei dovuto andare con il mio amico Gae, se non ricordo male, ma poi decisi di restare a Bologna…le grosse folle mi hanno sempre spaventata, si tratti di una manifestazione o di un concerto, mi fa paura la massa di gente.A Genova c’erano molti amici da cui ho sempre sentito e sempre sento raccontare episodi più assurdi.Il racconto che mi ha sempre colpito più degli altri e’ quello di Marco che racconta che ad un certo punto, sentendosi in trappola bloccati e pressati da tutte le parti, decidono di scappare in spiaggia,ma anche li’ trovano gommoni con le forze dell’ordine ad attenderli “via mare”.Li’ Marco ha capito che non c’era via di fuga.I racconti di Genova sono tanti e non credo ci sia aggiungere altro…li abbiamo sentiti e seguiti più volte in tutte le ricostruzioni possibili e le considerazioni sono sempre le stesse…Nel 2001 facevo pratica legale in uno degli studi del Social Forum e ricordo i ragazzi che arrivavano con le teste rotte e ricordo i fascicoli…Di Genova mi rimane impressa la frase che tutti coloro i quali erano li’, bene o male, ripetono sempre: “ci siamo sentiti persi…perché chi era li’ per difenderci ci dava la caccia.”.Genova sembra lontanissima, eppure ha segnato la vita di così tante persone in modo indelebile che non può che essere ancora qui, pesante, presente e ingombrante e resterà tale finche’ non sara’ fatta chiarezza e giustizia.

Internet risveglia le coscienze, non vince i referendum!

20110614-004403.jpgQualche giorno fa ho retweettato una frase di Jim Gilliam al Personal Democracy Forum”I don’t have faith in the Internet, I have faith in people connected the through the internet!”.Questo e’ quello che mi sento di dire oggi.Leggo ovunque “Referendum: ha vinto facebook!”, non sono d’accordo.Non ha vinto facebook: hanno vinto le persone, abbbiamo vinto noi e le nostre idee.Questo tipo di superficiale analisi, a mio avviso, mira a sminuire la potenza del messaggio e la determinazione dei singoli.Facebook e’, senza dubbio, un vettore veloce e diretto che moltiplica le opportunità di costruire un network in pochi secondi, ma il più potente e veloce vettore o connettore esistente, non sortirebbe alcune effetto, se non ci fossero dei contenuti veicolati da persone determinate.Oggi abbiamo vinto noi, che comunichiamo in rete e usiamo internet per comunicare e diffondere idee e messaggi. Facebook ha fatto da collante e diffusore allo stesso tempo.Il messaggio e’ stato diffuso, disseminato e moltiplicato attraverso facebook e twitter.La politica non può più negare il ruolo dei nuovi media sulla comunicazione e sul modo di fare politica dei singoli individui. Tutto questo e’ nuovo, improvviso e sconvolgente e fa paura…avere libero accesso ad una rete di milioni di nodi a cui corrispondono milioni di cervelli che si connettono in una miriade di sinapsi attive e veloci, e’ un processo sconvolgente che porta a risultati sbalorditivi.E’ innegabile che fare politica ai tempi di facebook, e’ più facile perché e più facile esprimere una posizione e ricevere un feedback immediato, riscuotendo consensi o dissensi. E’ più facile e veloce creare un movimento grazie agli strumenti gratuiti e acccesibili che ci offrono i social networks: questo e’ l’aspetto più interessante della vicenda.Chiunque, in pochi click e semplici passaggi, può costituire un centro di interesse politico destinato, nella migliore delle ipotesi, a divenire un movimento che pian piano inizia a mietere proseliti e a diffondere messaggi.Internet ( il mezzo) veicola pensieri e concetti, la rete ( le persone in rete ) congiunge e avvicina le realtà simili e differenti offrendo ad esse nuove opportunità di crescita e confronto e di emancipazione.Quello che e’ successo in Italia in questi giorni e’ proprio questo: le persone hanno preso posizione e hanno dato vita ad un movimento che ha coinvolto tutto il paese. Le persone si informano e riprendono interesse verso la politica e le informazioni. Dico questo con prove di caso concreto. Nella mia famiglia ho l’esempio dei miei genitori che dopo decenni di torpore mediatico televisivo e massmediale, hanno, con l’avvento di facebook, ripreso contatto con la realtà; interessandosi al dibattito politico e consultando fonti alternative di informazioni, cercando il confronto con gli altri.I miei genitori hanno votato “SI” e hanno seguito lo spoglio con vivo interesse.Non e’ facebook che denota il successo di un’operazione , sono le persone che elaborano i contenuti che fanno di un progetto qualunque, un progetto vincente.Oggi in Italia Hanno vinto le idee, hanno vinto le persone e internet ci ha aiutato a diffondere le nostre buone ragioni e a comunicarle in modo fermo e convincente.Le persone hanno preso coscienza e internet ha connesso le ragioni convogliandole verso un unico fine.E immaginiamo che tramite internet un giorno si possa esprimere validamente il proprio voto, sia ai referendum, che alle elezioni.Pensate a come sarebbe veloce lo scrutinio, quanto ne guadagnerebbe il quorum e quanti miliardi risparmieremmo.Un giorno non molto lontano, tramite internet ci recheremo alle urne e allora il cerchio sara’ chiuso#Italianrevolution

How To:Steve Jobs presenta il nuovo Apple Campus al Consiglio Comunale di Coupertino.

[youtube=”http://m.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&client=mv-google&v=gtuz5OmOh_M=”]Si parla molto di e-government ultimamente e a Bologna si parla di consigli comunali trasparenti cui presentare progetti per migliorare la vita della città.Un esempio arriva ancora una volta dagli USA nella persona di Steve Jobs.In questo video riportato dalla Couprtino City Council TV vediamo Steve Jobs alle prese con la presentazione del suo nuovo progetto per costruire il nuovo Apple Campus a Coupertino.Jobs parte dall’ analisi del territorio analizzando dati di fatto concreti:”Abbiamo acquistato questa area urbana, non abbiamo acquistato i palazzi adiacenti perché non sono in vendita” :)L’analisi del progetto si snoda in modo chiaro e asciutto fra opportunità per la città e per gli abitanti, passando per l’esperienza personale di Jobs che racconta che la cosamigliore che qualcuno abbia fatto per lui quando era giovanissimo, fu dargli un “summer job”. Ottimo esempio di Story Teling e quello che si chiama “Make it personal” quando si danno consigli su come rendere un progetto vincene.Ma quali sono i punti di forza del progetto presentato da Jobs?Eccoli tradotti in una slide asciutta e chiara, tratta dalla sua presentazione.Concreti, precisi, condivisibili.Alla domanda di uno dei consiglieri“Perché la città di Coupertino dovrebbe trarre vantaggio dall’ospitare questo progetto di Apple?”Jobs candidamente risponde “Prima di tutto Perché Apple vuole rimanere qui e continuare a pagare le tasse! In secondo luogo perché il progetto comporterà un grandissimo traffico di eccellenze intellettuali in città che faranno di Couprtino La propria residenza personale e professionale. E in terzo luogo perché abbiamo previsto un risanamento del territorio. L’area che abbiamo scelto verra curata da uno dei più grandi esperti di piantagioni di alberi e ambienti, pianteremo alberi e renderemo la zona più salubre.”L’intervento termina con un sindaco entusiasta che sfodera il suo iPad2 e chiede a Jobs di aprire un Apple Store a Coupertino, garantendo l’appoggio del comune al successo dell’operazione commerciale.Si dica bene o si dica male, da quest’uomo c’e sempre da imparare.Riflettete sugli elementi che si trovano in questa presentazione e teneteli a mente quando starete per scrivere il vostro prossimo progetto di successo.Quando poi sarà il moneto di presentare ricorate:la sobrietaà di Jobs,il sense of Humor,la contestualizzazione dei vantaggi del progetto su finalità comuni,la compostezza,la semplicità.Successo assicurato!