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Io, me e l’arte

 

Io non sono un’intenditrice di arte, ma l’arte mi piace e molto.
L’arte mi commuove e mi proietta in visione ampie e profonde.
Arte è tutto ciò che esprime la sensibilitá di un uomo elevandola a linguaggio elaborato attraverso output molteplici.

Arte è l’io intimo che si esterna divenendo messaggio universale.

Arte è scrittura, fotografia, pittura, scultura, racconto, musica…tutto ciò che é espressione poetica dell’io.
Proprio per questa potenza dell’arte di declinare un messaggio che non ha bisogno di codifiche legate alla lingua o all’etnia o all’appartenenza politico- religiosa, non mi piace l’arte fine a se stessa.
L’Arte che mi piace parla  ed emoziona, esprime e non cripta i messaggi.

Quando osservo un’opera mi piace provare a ripercorrere le linee fino quasi ad incrociare i pensieri dell’artista; mi piace immaginare da dove sia partita l’ispirazione e come essa si sia poi trasformata in opera d’arte.
Osservo le forme e cerco di interpetarne il senso e l’evoluzione pratica.
Mi commuove, come piccoli tratti, banali movimenti, possano essere parte di un complesso armonico di forme, che proiettandosi in un tutto divengono un’opera.

Mi piace fermarmi davanti alle opere e cercare di immaginare il percorso aertisitico, individuare i tratti, le angolazioni, le sfumeture come frutto di pensieri, riflessioni e studi di una mente e di un animo che si esprimono in armonia, attraverso un miracolo che é arte.

A Bologna ogni anno aspetto Arte Fiera e tutto ciò che vi ruota attorno.

Mi piace perdermi fra le gallerie e le mostre temporanee, le performances di artisti emergenti e le mostre di quelli acclamati.
Mi piace perdermi nelle sale dei palazzi in cui sono custoditi i tesori della nostra cittá e al contempo esplorare meandri underground in cui giovani artisti sperimentano, sfidano i canoni classici e danno vita a forme nuove di arte.

L’arte è cibo per l’anima e per la memte e nutre l’io di ciascuno di noi.
Qui la mappa di alcuni dei luoghi che ho visitato quest’anno nel mio piccolo Arte Fiera tour, qui la board di Pinterest in cui salvo alcune opere 🙂

 

Natale é Natale

Natale é la festa obbligata per eccellenza, quella in cui devi stare a casa dal lavoro, devi stare in famiglia, devi mangiare e devi fare anche dei regali…se non sei credente, ahimé Natale é tutto questo.

Per me Natale é Cosenza, famiglia, gli amici di sempre, casa dei miei, il gigantesco albero che mia madre fa ogni anno e pranzi e cene luculliani.
Natale é sempre stato questo.
Poi succede che la vita ti porta altrove, la famiglia cresce e i Natali cambiano…
Quest’anno il Natale lo trascorro a Bologna, gli amici di sempre li sento per telefono e la cena con i miei la faccio a casa di mio fratello.
Natale a Bologna é una corsa in bicicletta fino in centro, brindisi all’Osteria del sole che strabocca di gente, la spesa dell’ultimo secondo dal Pachistano che mi fa gli auguri di Buon Natale, piazza Maggiore con un tramonto mozzafiato, via del Pratello silente e morbida.
Un ragazzo mi vede sbuffare mentre cerco di farmi largo fra la folla in osteria e mi dici “Non soffiare, ti aspettano? E falli apsettare…Buon Natale!” e mi manda un bacio!
Una signora entra nella Coop mentre sono in cassa, ha in mano una sportina di plastica e la porge alla cassiera “Divitevela lei e le altre signorine, siete sempre così carine con me, mi trattate cone una regina tutto l’anno! Auguri di cuore Buon Natale!”
Il sole colora tutto di luce ambrata, il cielo sembra quello di settembre, ma é Natale e Bologna é sempre Bologna.

Pillole di umanesimo digitale, pillola numero 2: organizzare e gestire un evento on-line

Pubblico questo post con molto ritardo,  si riferisce ad una lezione che ho tenuto insieme a Cecilia Pedroni presso la Fondazione Ater all’interno del corso di specializzazione “Cultura, Web e Social Networks”.

Cerco, quindi, ricostruire  i passaggi fondamentali che ho svolto a lezione che potete ritrovare anche seguendo le slide qui sotto

La  prima cosa che dovete sempre aver presente è che vi serve

un obiettivo, chiaro, inequivocabile, convincente.

Un obiettivo concreto vi aiuterà a tenere sempre presente i presupposti che vi hanno spinto ad intraprendere un determinato percorso.
Dopo aver individuato uno o più obiettivi, è il momento di trovare uno o più partner:

ovvero persone|soggetti|istituzioni che possano condividere il vostro progetto, la vostra visione e quindi cooperare per il raggiungimento dei vostri obiettivi comuni.
Per trovare dei partner on-line non dovrete fare altro che lanciare una call to action in rete  in modo da ragiungere velocemente chi può sostenervi.

Dirlo può sembrare più difficile di quello che è: in realtà vi basterà spargere la voce sui vostri social networks.

Una ottimo contesto cui inserire la segnalazione del vostro evento sono i gruppi di Linkedin che sono già profilati per argomento ed interessi, quindi diventa difficile sbagliarsi e rischiare di disturbare.

WARNING: Prima di postare un gruppo cercate di osservare e capire quali sono le dinamiche e le metriche che lo governano: in questo modo vi inserite in un flusso di comunicazione in maniera amroniosa, senza creare strappi o difficoltà.

Con all’attivo un obiettivo e dei partner avete già costruito parte del vostro network.
Un passaggio fondamentale è quello della condivisione degli intenti: meglio mettere subito sul tavolo cosa ciasciuno si aspetta dalla cooperazione e dal progetto condiviso, in modo che sia tutto chiaro e non ci siano degli arresti di corsa traumatici.
Importante per la vostra sopravvivenza è,inoltre, la suddivisione dei rispettivi compiti: una buona To Do List condivisa è quello che ci vuole; per realizzarla nulla è più comodo di un Google Doc condiviso ed editabile, in modo che tutti possano aggiungere le proprie note e le segnalazioni del caso.

Adesso vi serve una data.

WARNING: Prima di fissare la data del vistro evento fate un check in rete, controllando che il vostro evento non soovrapponga con altri eventi, simili per target, obiettivi o argomento.

Il modo più veloce per fare questa verifica è Googlare la data di vostro interesse.

E adesso passiamo alla promozione!

Il vostro evento deve avere le stesse caratteristiche di un brand: vi servono quindi un nome e un’immagine.
Scegliete un nome coerente, facile da ricordare, riconoscibile e inequivocabile.
Il nome del vostro evento non deve essere oggetto di confusione o malintesi.
L’immagine di consegueza, deve essere coerente con il nome scelto.
La scelta dell’immagine è molto importante, perchè accompagnaerà e indicherà il vostro evento, per tutte le fasi della sua “vita”.

WARNING|Non è una buona prassi,cambiare l’immagine corispondente ad un evento in corso d’opera.

Adesso abbiamo quasi tutto il necessario, dobbiamo solo spargere la voce.
Parlate del vostro vento con tutte le persone che credete possano esere interessante all’evento, profilate però l’informazione: non fate Spam!

WARNING:Non invadete la sfera altrui con informazioni ridontanti o poco adatte a chi avete difronte.

Cercate quindi di comunicare il vostro evento attraverso una strategia di comunicazione trasversale che vi metta in condizione di evidenziarne le differenti caratteristiche ed interessare più persone con il medesimo entusiasmo.
Quando promuovete un evento o comunque comunicate qualcosa ricordate sempre che:

“Dall’altra parte non ci sono bersagli da colpire, ma persone da coinvolgere ed entusismare!”.

Fate in modo che il coinvolgimento sia fonte di valorizzazione per chi partecipa e fate in modo che chiunque partecipi abbia qualcosa da raccontare il giorno dopo.
Una cosa da non fare mai, sia che stiate assistendo ad un evento on-line che offiline: non promuovete solo il vostro evento e non supportate solo gli interventi che vi interessano in prima persona:
WARNING:come nella dimensione offline,non c’è nulla di più indisponente di un relatore che abbandona la sala appena concluso il proprio intervento; analogamente è unfair chi twitta e retwitta solo eventi che lo interessano in prima persona.

Per agevolare la partecipazione online cercate di scegliere una location accessibile: una location accessibile è una location in cui sia presente una connessione wi-fi da mettere a disposizione di relatori e partecipanti e che contenga le caratteristiche di luce e spazio per poter organizzare un buon livestreaming.
Un evento online che si rispetti comunica tramite twitter, attraverso un profilo dedicato o un #tag dedicato
#tag è una parola che va ad etichettare un contenuto, in modo che esso possa essere facilmente ricercabile dal search di twitter e dai motori di ricerca.

Inserendo il nostro #tag ai messaggi che lanciamo durante l’evetno attraverso twitter, saremo sicuri che essi saranno facilmente reperibili e condivisibili.

Assicuratevi che durante l’evento. ci sia chi si occupa del liveblogging: ovvero di condividere in tempo reale contenuti multimediali che raccontino l’evento in tutte le sue fasi e che ci sia, inoltre, chi si occupa di realizzare contenuti multimedia.
Documentare l’evento è importante per la condivisione in real-time,ma anche per la documentazione postuma dell’evento.
Nei giorni successivi al vostro evento, dovrete diffondere i contenuti realizzati, in modo da dare la possibilità alla rete di fruirne ancora.

WARNING: non sottovalutate la gestione delle presenze.Io consiglio di usare sempre Eventbrite

Credo di aver detto, quasi tutto…o spero!

manca solo un “In bocca la lupo x il vostro evento!” 😉

Roma 15 Ottobre 2011

Scrivendo questo post sono certa di non aggiungere nulla di nuovo a quello che e’ già stato detto da molti e che viene rilanciato da ore e ore in rete e dai media tradizionali.
Voglio solo appuntare qui le mie personali rflessioni sui fatti di sabato.
Mentre a Bologna parlavamo di futuro e proiezioni,nuove professionalita’ e speranze, qualcuno saccheggiava Roma, ma non solo, rubava la voce al movimento degli Indignados.

Ho imparato negli anni sulla mia pelle che la rabbia e l’impulsività non portano mai a nulla e la violenza non risolve mai i problemi: ne crea ulteriori.

Distruggere non sempre porta ad una rinascita, soprattutto se dalla distruzione nessuno trae beneficio…ma risultano solo danni a scapito di terze persone che poi si ripercuotono sulla collettività.

Chi pagherà i danni causati a Roma?
Tutti noi e le famiglie di coloro i quali hanno compiuto gli atti di Roma.

In una delle manifestazioni più belle, paicifiche e festose, cui ho preso parte proprio nella mia città natale, Cosenza nel 2002, ho avuto la fortuna di conoscere il papa’ di Carlo Giuliani.
Un uomo mite, Pacifico e profondo: professa la non violenza.

Carlo vive?

Di sicuro Carlo vive nella memoria dei suoi genitori e di chi lo ha conosciuto davvero e gli voleva bene.

Carlo muore ogni volta che un’azione violenta viene asociata al suo nome cosi’ come e’ successo sabato.

Pillole di Umanesimo Digitale:Pillola Numero 1,Il contatto mail.

Ho deciso di iniziare questa rubrica per riflettere su alcuni aspetti della nostra vita digitale quotidiana da cui spesso mi trovo travolta, mio malgrado.

Il contatto mail, per quanto veloce, rapido e ormai alla portata di tutti, non è tuttavia, una cosa scontata.

 

Ogni giorno nel mondo vengono inviate circa 2 miliardi di e-mail, ma questo non vuol dire che il contatto e-mail sia un gesto meccanico e da sottovalutare.

Ultimamente mi capita spesso di ricevere e-mail a cascata che mirano ad un feedback di tipo personale, che vuol dire?

Le e-mail a cascata sono e-mail inviate ad una moltitudine di destinatari, che tuttavia si pongono  l’obiettivo di innescare l’interesse di un singolo, verso un dato evento o un appuntamento X, esclusivo e indirizzato appositamente al destinatario del messaggio.

Ora questo genere di attività è fallimentare per una serie di motivi.
Etichettare un evento come esclusivo e poi indirizzare l’invito ad <undisclosed recipients> e un pò come dire a chi riceve ” Se vieni sarai l’ospite d’onore, se no chi se ne frega!”.
Se la mia presenza ad un evento è richiesta e attesa, oppure se è importante che io ponga attenzione ad un X evento, sarebbe anche il caso di salutarmi e chiamarmi per nome,piuttosto che con un generico “Caro Blogger”, o addirittura senza salutare o rivolgendosi a me al maschile, in questo caso mi stai dicendo: “So che sei un donna,ma ci sono anche degli uomini in copia e quindi devo darti del maschio!”.
La cosa peggiore che poi mi è capitata è di ricevere della mail spudoratamente a cascata, perchè il mio indirizzo si trovava in “a” insieme a quello di una 50ina di altri destinatari e il corpo della mail, entrava subito nel vivo dell’argomento, senza proeccuparsi di intuili preamboli come “Buongiorno, buonasera…ciao” o un qualunque tipo di saluto.
Bene, cioè male.

Ricevere una mail frettolosa e approssimativa rende, ahimè, anche il suo contenuto approssimativo e di poco conto.

Quello che pare sfugga a chi si rende promotore di questo tipo di messaggi è che dietro un indirizzo e-mail ci sono delle persone.
Dietro il mio indirizzo e-mail ci sono io, una persona che ha delle abitutini, delle idee e una sensibilità.

Allora scrivere un messaggio e-mail ad una persona non signifia lanciare un messaggio nell’etere, così, a casaccio “‘ndò cojo cojo!”: significa recapitare un messaggio ad una persona.

 

Scivere ad una donna un messaggio con un incipit “Caro blogger”, equivale ad andare in giro ad etichettare con appellativi generici tutti quelli che incontriamo non preoccupandoci della loro reale natura.
Se avete nella vostra lista contatti un indirizzo e-mail, ciò non vi autorizza ad inviare messaggi approssimativi e inconcludenti.

Se poi siete addetti stampa e vi occupate di contattare blogger e opinion leader per un cliente, ricordatevi che chi vi paga vi sta affidando la propria immagine e la buona riuscita di un evento, essere approssimativi e comportarvi in modo non congruo, è  scorretto nei suoi confronti e automaticamente mette in cattiva luce il vostro cliente e compromette, al contempo, la vostra immagine professionale, e la riuscita dell’evento.

 

Il filtro del medium (il computer) fra voi e il destinatario del vostro messaggio, non annulla la personalità di chi riceve e soprattutto, non azzera le buone maniere.
Allora se vi trovate a dover inviare una X numero di email ad un Y numero di contatti ricordate che:

  1. “Perdere” 2 minuti nell’introdurre la vostra persona, i motivi del contatto, vi farà guadagnare l’attenzione del destinatario.
  2. Inviare 10 messaggi ben scritti e accurati è meglio che inviarne 100 scritti con i piedi.
  3. Se volete che una persona dedichi attenzione al vostro messaggio, dovete dedicare attenzione e cura nello scrivergli.
  4. Se scrivete ad una donna, parlategli come parlereste ad una donna.
  5. ricordatevi che ad un indirizzo e-mail corrisponde una persona,prima di scrivere, informatevi su chi è questa persona, cosa fa nella vita, se avete magari qualche amico in comune o una passione che possa accomunarvi.
  6. Ricordate che una mail è solo un mezzo di comunicazione, usatelo al meglio per fare centro, non come fosse un bazooka impazzito che spara a casaccio.

Addio a Steve Jobs:beautiful mind

Quando l’ho appreso stamattina ho pianto e non perché sono una AppleManiac: di Jobs ho sempre ammirato il genio, la creatività e il proiettassi nel futuro.
Una mente superiore, uno spirito unico e una visione delle cose che ha cambiato il mondo…eppure non ha potuto nulla contro il cancro…questo e’ il pensiero che mi assilla.
Ho sempre creduto che ce l’avrebbe fatta.
In un momento storico in cui il mondo e’ in balia di menti mediocri,la perdita di Steve Jobs risuona ancora più greve.
Rip Genius of Cupertino
Cheers Linda

Comma ammazza-blog: un post a Rete unificata #noleggebavaglio

 

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

La mia seconda volta su L’Informazione per parlare di Cyberbullying

Oggi e’ toccata a me l’uscita del martedì per Net & The City la rubrica su L’ Informazione di Bologna, cui contribuisco in quanto membro del team GGDBologna.
L’argomento di cui ho trattato oggi mi sta a cuore sia perché e’ delicato e di interesse di tutti non solo di minori.
Il cyberbullying può colpire chiunque per un motivo ma anche per caso.
Io, pur non rientrando nel target di riferimento ( 12-18 anni) il cyberbullying l’ho conosciuto da vicino, proprio attraverso questo blog, l’ho subito e l’ho anche sdoganato e oggi ne parlo, con serenità anche se non a cuor leggero.

La sensazione di essere in trappola, di esse perseguitato, di aver paura ad accedere alla tua casella di posta elettronica o i di fare log-in sul tuo blog, non si scorda…credo che non lo scorderò mai e ogni tanto torna a trovarmi.

La rete mi ha dato forza e la vita mi ha circondato di persone speciali che mi hanno sostenuta e a volte sorretta.
E oggi parlare con persone che si occupano del fenomeno della violenza digitale e delle conseguenze che essa comporta, mi rasserena e mi fa sentire fortunata, anche se penso che

se avessi avuto la fragilità di un 14 enne, forse, chi sa…

Il mio pensiero va a Jamie che si e’ ucciso venerdì scorso.
Jamie aveva 14 anni ed era GAY e per questo e’ stato tormentato fino alla morte…
Ho parlato a lungo di cyberbulling con Letizia Atti una multimedia trainer che mi ha illuminato su tanti aspetti del fenomeno.
Ho riportato la mia chiacchierata con Letizia in questo articolo a cui vi lascio.
[click sull’immagine per ingrandire]

In vigore i nuovi ticket sanitari Scadenza 17/09/2011!

Dal 29 Agosto sono entrati in vigore i nuovi ticket, sia sulle visite e prestazioni specialistiche che sulle ricette.
Visto che l´informazione in merito sembra molto scarsa, se non nulla
vi invito ad andare sul sito www.ausl.bo.it (o sul sito della ausl della vostra città) e informarvi circa le nuove dispossizioni in vigore, ma soprattutto ricordate che

il  modulo va compilato e restituito  all´USL entro

il 17 settembre!

A partire da questa data infatti chi non l´ha fatto pervenire si ritroverà a
dover pagare la quota massima di ticket!

Qui il modulo Modulo autocertificazione reddito per gli abitanti della Regione Emilia Romagna.

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