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Saturday Blessed Saturday

Sono a casa mia che me la spasso…La musica di James Taylor Quarted inonda la stanza passando dal Bose nuovo di pacca :)I fornelli a breve partoriranno il mio piatto preferito: spaghetti al pomodoroIntorno solo tetti e cielo azzurro.Ho iniziato a leggere “Jack Frusicante è uscito dal gruppo” il romanzo che ha reso famoso Enrico Brizzi.Non avevo mai letto nulla di Brizzi perchè una volta lo incotrai e non mi fece molta simpatia; anzi decisamente “si faceva un gran viaggio”.Eravamo al Pelle Rossa [sala studio occupata ndr] ai tempi dell’Università in Piazza verdi. Mi avvicino ad u gruppo di ragazzi e chiedo da accendere all’unico che fumava. Beh, insomma mentre questo compiaciuto mi fa accendere, gli altri iniziano con delle battute che registro ma cui non dò nessun seguito. Raccontando alla mia amica, lei conclude con suffiecenza: “Ma si, è Brizzi se la tira tantissimo, avrà pensato che lo stavi intortando!” e io “Ma chi è Brizzi?!” per me all’epoca esistevano solo i Ramones e i Public Enemy!Ad ogni modo, Rita qualche anno, fa mi ha regalato “La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco” di Brizzi, libro che ho amato e che consiglio a tuti quelli che amano Bologna come la sottoscritta.Beh, ad ogni modo adesso che ho deciso che Brizzi anche se non è simpatico scrive bene, leggo JAck Frusciante e mangio spaghetti.Mi sono appena presa un “tirapacchi” su Friendfeed per aver paccato il TagBoape ieri sera…Mi spiace davvero,ma non ce la potevo fare…In compenso ieri, dopo aver raccolto le forze, ho fatto la prima torta di mele della mia vita…mi piace cucinare e vorrei scrivere le ricette che faccio in un blog, ma poi non voglio farmi il viaggio della “food blogger” anche perchè voglio dire…Mi piacerebbe aprire un blog di ricette piuttosto, ricette facili e a prova di imbranati (come la sottoscritta). Vedremo, del resto, Maternini docet “Cucinate e fotografate”! :)Vado a scolare gli spaghetti ^_^

New Life

Ho chiuso tutti i pacchi, uno dopo l’altro.Ho sistemato le scatole una sull’altra, in equilibrio: in modo che non cadano.Ho diviso le cose in ordine di importanza, nel senso di “necessità” più o meno immediata.Ho chiuso tutte le porte, raccolto tutte le carte, buttato tutte quelle deliziose inutilità che si accumulavano da tempo.Ho svuotato gli spazi della mia presenza.I miei angoli, i miei spazi sono impressi nella memoria.Adesso la mia dimensione  è un mucchio di roba che attende di essere ricollocata.Ho chiuso la porta di casa per l’ultima volta.Ho salutato ogni angolo e ripercorso ogni signolo rocordo che esso racchiude e che serberà per sempre.Un pezzo della mia storia è lì, in quella casa, e ci resterà per sempre.La mia prossima storia è lì fuori che mi attende.I luoghi che viviamo sono solo posti, ma i posti si impreganao di esistenza e abbandonarli è come dire addio ad una persona cara…Un capitolo della mia storia si è concluso vado incontro a tutto il nuovo che verrà

A casa di Alice

Ogni volta che arrivo c’è Bu ad aspettarmi sul muro di cinta del giardino miagola indifferente,poi si stiracchia e si sporge a salutarmi…so che è felice di vedermi anche se non lo dimostra.Alice è in cucina che mi prepara la cena.Ci svacchiamo sul divanissimo di pelle umana, DVD inserito, piatti in mano…ci si sveglia sempre che il film è già finito,Bu che dorme in braccio a me o ad Ali e noi che bofonchiamo qualcosa…Una serata in famiglia di quelle sere che non vorresti finissero mai.