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Continuano a fare male

“Continuano a fare male, che lavoro fanno i poliziotti o sono delinquenti come quelli che hanno ucciso mio figlio?!”

Le parole di Patrizia Moretti la mamma di Federico Aldrovandi sono semplici e forti come lei. Non è la prima volta che scrivo di Federico: è una questione che mi sta a cuore da quando è successa, da quella notte dopo quella sera al Link.

Patrizia l’ho incontrata l’anno scorso a Monte Sole per i festeggiamenti del 25 Aprile, si portava addosso la sofferenza con dignità e ascoltava gli attori recitare “La donna che guardava le stelle“, narrare la sua storia.

L’ho fermata, le ho detto qualcosa, chi sa cosa, lei ha capito e ha sorriso ed è andata via…

Gli applausi del SAP sono una reiterazione di uno scempio: l’assassinio di Federico.

#vialadivisa  giustizia per Federico e per Patrizia!

 

Niente Scuse!

Stamattina il tassista che mi ha accompagnato in stazione mi ha parlato di un libro che sta leggendo: “Niente Scuse!”.
Questo libro, mi ha spiegato, gli piace molto perchè insegna alle persone ad accettarsi e a vedere i difetti degli altri in modo da migliorarsi.
Ad esempio – mi ha spiegato il tassista- anche se mio padre era un ubriacone, mia madre una disperata che ha fatto tantissimi sacrifici per cui a 12 anni sono dovuto andare a lavoarare piuttosto che a scuola, tutto questo non giustifica il fatto che io mi comporti male da grande.
Avere avuto un’infanzia difficile, ad esempio, non è una scusa per essere delle persone negative da adulti. La mia giornata è iniziata con questo input, Niente Scuse, ed é proseguita fra mille appuntamenti, scadenze e impegni.

Stasera, a fine giornata sono andata da Giusy che mi ha raccontanto l’episodio della manifestazione di alcuni rappresentanti del Coisp sotto l’ufficio della madre di Federico Aldrovandi.
Un gruppo di una ventina di persone brandendo cartelli con scritto
“La legge non è uguale per tutti, i poliziotti in carcere e i delinquenti fuori!”
hanno manifestato in segno di sostegno ai colleghi ( gli agenti condannati per l’omicidio di Federico Aldrovandi) che stanno scontando gli ultimi mesi ( 18 in tutto) in prigione.
La madre di Federico è scesa in piazza piangendo con la foto del figlio morto con la testa in una pozza di sangue. Dopo alcuni minuti i manifestanti sono andati via.
Beh, le parole del tassista e la sua tesi mi sono tornate in mente : “Niente Scuse!”.
Nessuno vi da il diritto di perseguitare una madre che ha seppellito un figlio. Non è vostro il dolore, non è vostro il diritto di infliggere dolore.
Un manifestazione di inciviltá e bassezza fortemente riuscita.
“Niente scuse!” è la frase che ha pronunciato la Mamma di Federico al microfono di una giornalista che le chiedeva se si aspetta la scuse del coisp.
“Niente scuse, a che servono, ormai mi hanno ferita?!”

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Stefano Gugliotta

C’è mancato poco a che Stefano Gugliotta facesse la stessa fine di Stefano Cucchi o di Federico Aldrovandi.Stefano sorride, senza un dente in bocca…Stefano è tornato a casa dopo un settimana passata in carcere.La polizia ha chiesto scusa.Ma ci sono alcune cose che mi ronzano in testa e che proprio non mi mollano.Ancora una volta torno a chiederemi:come sia possibile che agenti della polizia di Stato, chiamati a difemdere i cittadini, si rendano protagonisti di aggressioni così violente e gravi, gravissime, mortali.

Stefano Gugliotta è stato aggredito e malmenato solo perchè indossava una maglietta rossa e si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Aggredito, massacrato di botte e arrestato.

Nessuno lo ha identificato, nessuno gli ha chiesto i documenti…

Come si fa a massacrare di botte un ragazzo inerme, solo che grida pietà?!

Come può un agente di polizia che dovrebbe proteggere da chi delinque, delinquere esso stesso al pari dei peggiori, delinquenti?!Attentare alla vita di una persona inerme, ferma, che non stava apparentemente compiendo nessun misfatto.Picchiare a sangue un ragazzo fino a fargli sputare un dente, rompergli la testa a furia di botte.

Perchè?

E anche se Stefano fosse stato un delinquente sorpreso in flagranza di reato,

nessuno può aggredire in questo modo un essere umano; di certo non uomini di Stato chiamati a difesa dei cittadini.

2 sentenze che fanno riflettere

Ultimamente sono state emesse due sentenze che hanno fanno molto discutere.Di entrambi i casi avevo scritto in passato.L’uno riguarda la morte di Federico Aldrovandi,l’altra quella di Gabriele Sandri.

Entrambe storie buie,di quelle di cui non vorresti mai leggere e dover parlare,entrambe circostanze in cui due vite si sono spente per mano di chi la vita è chiamato a difendere

Le storie di Federcio e Gabriele si somigliano,benchè le circostanze sia differenti.Due ragazzi giovanissimi che l’uno al ritorno,l’altro in partenza, erano mossi da una passione.

Una passione in comune Gabriele e Federico l’avevano di certo: la musica.

Federico tornava a casa dal Link dove c’era stato un grosso evento di musica elettronica e Gabbo era un DJ e andava a vedere la sua squadra del cuore dopo un serata in discoteca.Di entrambi i casi ricordo come ho appreso la notizia,entrambi di Domenica.Per Federico lo lessi su Myspace da una notizia che fece pubblicò Lamanu.Per Gabbo ervamo a casa, a tavola di Domenica,stavamo seguendo in streaming (no Sky) una partita di calcio,quando arrivò a casa un amico di un amico…che tutto trafelato ci raccontò cosa era successo giù in A1..era successo da pochissimo.Andai su ansa.it e trovai conferma.Federico e Gabbo hanno trovato la morte nelle mani e per mano di esponenti dell forze dell’ordine.Le circostanze di entrambi i casi sono state comprovate in aula e ricostruite con minuzia.Le sentenze,entrambe, appaiono leggere.La riflessione di cui ho letto e sentito parlare e a cui mi sento di aderire è

“E se fossero stati Gabbo o Federico ad uccidere degli esponenti delle forse dell’ordine?Avrebbero visto imputarsi il minimo della pena?”.

E da qui nasce un’altra riflessione.Perchè un esponente delle forze dell’ordine se colpevole di un reato, verso individui che dovrebbe normalmente tutelare,accede ad un percorso differente rispetto ai rei comuni,come pare essere successo in questi due casi?Capisco la valutazione delle circostanze che sono sempre quasi tutte estreme,ma in questi due casi, non c’era nè stato di emergenza,nè stato di pericolo,nè si è comprovata al necessità di reazione per legittima difesa…Non è grave venire meno alla lealtà giurata nei confronti dello Stato e dei suoi cittadini?Non dovrebbe essere un aggravante che proprio un tutore della legge la infranga?