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Saturday Blessed Saturday

Sono a casa mia che me la spasso…La musica di James Taylor Quarted inonda la stanza passando dal Bose nuovo di pacca :)I fornelli a breve partoriranno il mio piatto preferito: spaghetti al pomodoroIntorno solo tetti e cielo azzurro.Ho iniziato a leggere “Jack Frusicante è uscito dal gruppo” il romanzo che ha reso famoso Enrico Brizzi.Non avevo mai letto nulla di Brizzi perchè una volta lo incotrai e non mi fece molta simpatia; anzi decisamente “si faceva un gran viaggio”.Eravamo al Pelle Rossa [sala studio occupata ndr] ai tempi dell’Università in Piazza verdi. Mi avvicino ad u gruppo di ragazzi e chiedo da accendere all’unico che fumava. Beh, insomma mentre questo compiaciuto mi fa accendere, gli altri iniziano con delle battute che registro ma cui non dò nessun seguito. Raccontando alla mia amica, lei conclude con suffiecenza: “Ma si, è Brizzi se la tira tantissimo, avrà pensato che lo stavi intortando!” e io “Ma chi è Brizzi?!” per me all’epoca esistevano solo i Ramones e i Public Enemy!Ad ogni modo, Rita qualche anno, fa mi ha regalato “La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco” di Brizzi, libro che ho amato e che consiglio a tuti quelli che amano Bologna come la sottoscritta.Beh, ad ogni modo adesso che ho deciso che Brizzi anche se non è simpatico scrive bene, leggo JAck Frusciante e mangio spaghetti.Mi sono appena presa un “tirapacchi” su Friendfeed per aver paccato il TagBoape ieri sera…Mi spiace davvero,ma non ce la potevo fare…In compenso ieri, dopo aver raccolto le forze, ho fatto la prima torta di mele della mia vita…mi piace cucinare e vorrei scrivere le ricette che faccio in un blog, ma poi non voglio farmi il viaggio della “food blogger” anche perchè voglio dire…Mi piacerebbe aprire un blog di ricette piuttosto, ricette facili e a prova di imbranati (come la sottoscritta). Vedremo, del resto, Maternini docet “Cucinate e fotografate”! :)Vado a scolare gli spaghetti ^_^

Orbitare in Gravity

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Cmjm2XDIdwc&feature=player_embedded]E’ da poche ore che, grazie a Stered orbito in GravityNuovo social network strutturato per “Pianeti di interesse”.Non mi oriento ancora bene,ma a primo acchitto è un pò come avere tante room di freindfeed organizzate per argomenti, più accessibili e facilmente ricercabili.Efficace e gradevole  il promo.Vi saprò dire 🙂

Perchè ho disattivato Google Buzz

Questo post arriva molto in ritardo…era in bozze da tempo…ma ad ogni modo lo ripesco volentieri :)La mia lovestory con #buzz è durata poco più di mezza giornata.Come per molti le mie aspettative erano alte, forse troppo.Ad ogni modo #buzz si è attivato in automatico e la sua icona colorata si è posizionata nella sidebar a sinistra di Gmail.Dopo i primi passi e una breve esplorazione, sembra che Buzz sia una sorta di baracchino che ti spara nell’etere e ti connette con il primo che passa.Dopo un paio d’ore dall’attivazione, infatti,  trovo una sfilza di sconosciuti cui a mala pena avevo iviato una mail chissà quanto tempo fa, fra i miei followers senza che mi fosse arrivata neanche una notifica.Inizio a cercare fra le impostazioni per filtrare gli accessi al mio profilo, cerco come posso settare la privacy in qulache modo.Cerco aiuto in Friendfeed e trovo numerosi topic di amici che lamentano le mie stasse perplessità.Intanto i followers sconosciuti continuano a crescere e io continuo a cercare un punto in cui effetture il tanto desiderato #turnoff.Poi arriva Candy e mi scrive su skype come trovare il tasto di disattivazione di Buzz.“Si trova in fondo,in fondo alla pagina lì di fianco ai credits!!”Eccolo!!!Quindi?Per il momento #buzz resta in #turnoff.Troppo poco safety per l’utente e la propria privacy.Non trovo che #buzz abbia dei particolari skylls per aggiungerlo alla mia “filiera social”.Inntanto i #turnoff si sono diffusi e Google sembra aver preso coscienza della cosa.Qui il post in cui Google prende atto delle cose che non vanno grazie proprio ai feedback degli utenti.E di seguito i suggerimenti per migliorare la ‘performance del prodotto.Vedremo :)Evoluzione ed approfondimenti tramite  friendfeed da Lawrence

Cancellare i contenuti dalla rete:”La moda del momento”

Ultimamente la rete “è piena” di contenuti che scompaiono.La scelta è ampia: si va da 3D nei  social network ,ai post nei blog, (di cui i motivi nel post di Frieda ) ai gruppi di Facebook.Una Case History abbastanza eclatante è quella del Gruppo di Facebook che, da Gruppo di sotegno e solidarietà all’Abbruzzo, è stato rinominato come gruppo di sostegno e incoraggiamento a Silvio Berlusconi e molte persone che il Premier non lo sostengono affatto, si sono trovate ad essere fan di questo gruppo.Si sparge la voce, i giornali accennano all’accaduto e fra gli utenti inizia il tam-tam.Io stessa pubblico sulla mia pagina un post di warning per i miei amici che, pur  apertamente avversi allo schieramento politico del Premier,  vedo fra i fan de gruppo.Bene. Si fa per dire…Ieri sera verso le 18 mi accorgo che il mio post di warning è “stranamente” scomparso dalla mia pagina di Facebook e l’url del gruppo rimanda ad un page not found (purtroppo non ho fatto screenshot!) però è rimasta traccia in Friend Feed(almeno finoad oggi!) ma ho comiunicato la cosa sulla mia pagine e di questo ho traccia.Molti miei amici che avevano come me condiviso la notizia, mi contattano per dire che anche loro non vedono più sul loro profilo il messaggio pubblicato per comunicare l’alert ai propri amici.Oggi la pagina è “magicamente” ricomparsa.E molte persone vi risultano ancora iscritte e alcune si stanno muovendo per sporgere denuncia.A questo stato delle cose credo si possa parlare di rimozione dei contenuti volontarie e rimozioni occulte.Ad ogni modo, tutto questo mi da occasione per ribadire alcune cose in cui credo fermamente:

  1. La rete è libera (almeno fino adesso), ma ciò non vuol dire che si possa abusare di essa e appropriarsi de suoi contenuti.
  2. La rete nasce come strumento democratico e tale vorremmo che restasse: chiudere la comunicazione bruscamente e concellare il contributo di tutti con un gesto unilaterale ed arbitrario, più che ad un dibattito in un contesto social fa pensare ad un comizio a reti unificate.
  3. Gli utenti della rete sono persone e come tali hanno gli stessi pieni diritti e pari doveri di tutte le persone che popolano il mondo, semplicemente hanno maggiori opportunità.

Quindi prima di entrare in rete riflettiamo su quello che stiamo facendo e se quello che ci torna indietro non è esattamente quello che ci aspettavamo: non eliminiamo tutto con un colpo di spunga, ma cerchiamo di trarre dal parere discorde di un interlocutore un motivo in più di crescita e di confornto maturo e consapevole.