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Il valore dell’artigianato

calzolaio

 

E’ da un po’ che cercavo un calzolaio a Bologna: il mio da via Saffi è andato a vivere con famiglia a Formia.

Siamo rimasti senza calzolaio nel quartiere: come tutti sapete, ormai gli artigiani non ci sono più.

Da quando O-one si è trasferita in via Milazzo, ho visto che in via Fratelli Rosselli c’è la bottega di un calzolaio e qualche giorno fa sono entrata.

Quando entri nella bottega di un artigiano, il tempo si ferma e tutto il mondo fuori scompare. Entri in una dimensione sospesa, il tempo è relativo e quando esci, ti sembra di esser stato via per un po’.

Lui, il calzolaio, è siciliano e vive a Bologna da 40 anni.

Lo sapevo io che via Fratelli Rosselli era la via degli artigiani di Bologna?

No, non lo sapevo.

C’è la sartoria di fronte anch’essa da un bel po’ di anni. Dove adesso c’è un ambulatorio dove “fanno tette e facce” prima c’era il centro di assistenza dei televisori Mivar e più avanti c’era la bottega di un restauratore. Poi c’è il tappezziere,ma prima c’era anche  un altro tappezziere anche bravo che però ha chiuso… pian piano le botteghe chiudono che nessuno vuole fare questi mestieri qui. Lui c’è da 40 anni, non si è mai spostato.

Lo sapevo io che i veri calzolai lavorano poggiando tutto sulle gambe e non sul ripiano?

No, non lo sapevo e non ci avevo mai pensato.

Il calzolaio mi parla con calma e senza fretta, lentamente risuola delle scarpe da donna, prende i chiodi, se li mette fra le labbra, prende il martello, taglia la gomma della suola con le forbici, applica la colla…e continua il suo racconto.

Quelle scarpe lì sono della moglie del magnifico rettore, quello morto qualche settimana fa…uh, non sapevo che fosse morto 🙁

Ha una casa in Sicilia, ma non ci va mai, perché alla fine quando uno è vecchio, deve stare vicino ai figli e i suoi figli sono qui, li vede tutti i giorni, eh la casa a Taormina, ci vanno in vacanza i suoi figli…lui sta qui che conosce tutti ormai.

Devo lasciare un anticipo per il lavoro?

No, ho una faccia simpatica e si fida 🙂

Allora io vado: vado a lavorare anch’ io…

Esco e mi sembra di essere stata via per un bel po’…in un posto lontano.

 

 

 

Nessun problema:mi dimetto io

Nel convulso e inesorabile can-can della nostra classe politica, tesa unicamente a difendere la condotta del presisente Berlusconi o a condannarla, nel perenne tira e molla di “Berlusconi dimettiti perché sei corrotto politicamente e moralmente ” e di contro “Deve dimettersi Fini perché regala al cognato appartamenti di partito”,mi dimetto io.Mi dimetto da cittadina Italiana.Mi dimetto dal Governo Berlusconi, dalla maggioranza e dall’opposizione.Mi dimetto dalla Minetti laureata con 110 e lode e che parla 3 lingue e che e’ più fortunata di altre che come lei parlano 3 lingue hanno laurea e master e fanno le dog- sitter per tirare a campare.Mi dimetto da Ruby venuta in Italia dal Marocco per imparare, a soli 17 anni, che in Italia bisogna fare sesso a pagamento, mentire e ricattare per finire su tutti i giornali e diventare la starlette del momento.Mi dimetto dal 3o polo e dal federalismo.Mi dimetto da chi picchia un ragazzo in carcere e lo lascia morire in ospedale.Mi dimetto da chi censura i libri di Saviano.Mi dimetto da chi ha reso questo mio paese una barzelletta mediatica.Mi dimetto dalla Fiat e da Marchionne.Mi dimetto da chi non comprende che l’esempio e’ importante e che la fiducia nelle istituzioni e’ fondamentale, per i più giovani e per quelli che verranno:i bambini che adesso parlano di Ruby, cosa penseranno domani?Mi dimetto dalla politica, in cui non ho mai creduto particolarmente, ma che spesso ha suscitato il mio interesse,interesse che adesso volge ad altro.Mi dimetto e vado a capo e cerco che nel mio piccolo mondo quei valori che ho imparato a scuola, a casa e per strada siano sempre presenti e vigili e nel mio piccolo li porto avanti, costruendo giorno per giorno un piccolo mondo migliore.

Born Again

Se un giorno dovessi tornare a nascere vorrei nascereprobabilmente uomo, tutto più facile; oppure donna ma supergnocca edi quel genere di donne che non devono fare altro che respirare,per essere in forma e desiderabili (giuro ne esistono, ne ho leprove!) :)Vorrei nascere stra-ricca. Vorrei frequentare una scuoladi design a New York, affittare un appartamento nell’East Village eavere delle finestre piene di fiori che affacciano sulle scale antiincendio. Vorrei avere l’opportunità di conoscere, scrittori,musicisti, artisti e partecipare a tutti gli eventi più cool dellaNew York underground.Vorrei conoscere giovani pieni di speranze esogni da realizzare, non utopie; ma semplicemente sogni che prima opoi si avvereranno, basta crederci e perseverare.Vorrei nascere inun paese libero, in cui tutti hanno le medesime opportunità diformazione e crescita.Vorrei nascere in un paese con alla guidauomini e donne di valore e pregio. Persone che siano in grado diispirare le folle e farle volare sulle ali dei principi dellapolitica sociale e del bene comune.Vorrei che nei momenti disconforto o di incertezza, si possa trovare riparo nelleistituzioni.Vorrei che al momento di decidere cosa fare deldomani, come orientarsi nel futuro, ci fossero delle pronterisposte da parte di chi sa cosa fare perché lo ha fatto prima dite.

Vorrei nascere in un paese in cui ci fosse al potere la scienzae la tecnologia fosse al suo servizio.

Vorrei che la tecnologiafosse nel mio paese un diritto di tutti. Vorrei nascere in un mondoin cui il valore dei sentimenti è di gran lunga più prezioso delvalore del denaro e degli affari.

Vorrei nascere in un paese in cuisi possono mangiare le uova, il latte e e la frutta e in cuil’acqua potabile non serve ad alimentare gli scarichi delgabinetto.

Mi piacerebbe anche nascere in un paese in cui i neonatinon muoiono in Piazza Maggiore a causa del freddo.

Mi piacerebbenascere in un paese in cui se chiudi gli occhi puoi ancora sognarequalcosa di grande, di sconvolgente e di portentoso per la te e perla tua gente.

Mi picerebbe nascere in un paese in cui grandi sogninon coincidano necessariamente con un 6 al superenalotto…

Alla fermata del 36

Bologna via IrnerioBologna,Via Irnerio ore 19.45 circa alla fermata del 36.Ora di punta tutti tornano a casa, tra un pò l’Italia gioca la partita decisiva degli Europei 2008. Lei è alla fermata che aspetta l’autobus,ha le buste della spesa in mano. Improvvisamente si sente male. E’ incinta, è straniera, Russa. Non parla bene l’Italiano, è tutta sporca di sangue dal ventre in giù.Grida. Nessuno si ferma. Continua a gridare “Io no parlo bene,Io incinta!”. Sembra essere invisibile, molti la guardano, alcuni le passano accanto e non si fermano.E’ sola,con un aborto in corso in via Irnerio – Bologna- alla fermata del 36 alle 20 circa.Bora è uscita dal lavoro anche lei,anche lei è straniera, vive in Italia da 15 anni è venuta qui dall’Albania il suo paese, per studiare e per studiare lavora, da sempre.Corre anche lei alla fermata del 36 è una tifosa accanita degli azzurri e c’è a casa Gabriele il suo ragazzo che la aspetta per festeggiare il 28 che Bora ha preso all’esame stamattina e vedere la pertita dell’Italia insieme.Alla fermata del 36 la vede è sporca di sangue è disperata e grida, le buste della spese le ha lasciate a terra. Nessuno si ferma. Nessuno l’aiuta. E’ sola.La gente continua a non volerla vedere.Bora le va incontro l’aiuta cerca di capire cosa è successo,ma è evidente la donna sta perdendo il bambino, da sola in mezzo al traffico e all’ora di punta.”Io incinta no parlo Italiano …!” continua ad urlare la donna e piange.Bora chiama il 118 le sta vicina perde un paio di autobus,ma non importa. Aspetta l’auto ambulanza e si assicura che la ragazza sia in buone mani, poi la guarda andare via e solo allora chiama mio fratello sul cellulare.”Gabri facio un pò tardi, ho dovuto aiutare una ragazza qui alla fermata del 36.”A che servono gli esrciti per strada, le ronde e polizia in ogni angolo?Vi preoccupa la sicurezza? E l’indifferenza? Indifferenza e pregiudizi,rendono alcune persone inutili, altre sole.