Archivio tag: Linda Serra

Casalecchio con furore

 

IMG_4027Mentre pensavo di volare con ai piedi le ali di Jeremy Scott…ho preso la bici temeraria da via Oberdan direzione Casalecchio per raggiungere la festa di compleanno di mio nipote…

Nel frattempo ho anche incrociato la Sanzo che ha provato saggiamente ad avvertirmi che sarebbe arrivato un uragano di lì a poco, ma io, in modalità “SuperZia” ho deciso di ignorare i suoi consigli…Ho pedalato fino a Casalecchio non curante e adesso sono seduta in un Bar a Casalecchio (molto vicino al Bowling) che bevo The Freddo e guardo il temporale.

 

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Il barista é Napoletano ha una foto di Lucio Dalla con scritto

“Uno dei miei grandi sogni è essere napoletano”

In sottofondo c’è Pino Daniele…credo che passerò a breve al prosecco.

4 Marzo 2013

Oggi compio 38 anni e la mia mattina è iniziata con una telefonata di mi Mamma che mi ha letto questa poesia al telefono.
Grazie Mamma per essere così unica e per avermi messo al mondo e epr supportarmi sempre in tutto.

LA TUA NASCITA

Questo giorno
per me
è straordinario.
Mi fa rivivere
alcune dolcezze,
mi riporta
a una giornata unica
a rivedere
un musetto
bizzarro,
grinzoso,
ma già proteso
pronto a tante sfide.
Tu sei sempre
particolare
sei la mia evasione
e ti voglio sempre
più grande,
più forte
e anche più speciale….
come prima….come sempre!
Mamma

Io, me e l’arte

 

Io non sono un’intenditrice di arte, ma l’arte mi piace e molto.
L’arte mi commuove e mi proietta in visione ampie e profonde.
Arte è tutto ciò che esprime la sensibilitá di un uomo elevandola a linguaggio elaborato attraverso output molteplici.

Arte è l’io intimo che si esterna divenendo messaggio universale.

Arte è scrittura, fotografia, pittura, scultura, racconto, musica…tutto ciò che é espressione poetica dell’io.
Proprio per questa potenza dell’arte di declinare un messaggio che non ha bisogno di codifiche legate alla lingua o all’etnia o all’appartenenza politico- religiosa, non mi piace l’arte fine a se stessa.
L’Arte che mi piace parla  ed emoziona, esprime e non cripta i messaggi.

Quando osservo un’opera mi piace provare a ripercorrere le linee fino quasi ad incrociare i pensieri dell’artista; mi piace immaginare da dove sia partita l’ispirazione e come essa si sia poi trasformata in opera d’arte.
Osservo le forme e cerco di interpetarne il senso e l’evoluzione pratica.
Mi commuove, come piccoli tratti, banali movimenti, possano essere parte di un complesso armonico di forme, che proiettandosi in un tutto divengono un’opera.

Mi piace fermarmi davanti alle opere e cercare di immaginare il percorso aertisitico, individuare i tratti, le angolazioni, le sfumeture come frutto di pensieri, riflessioni e studi di una mente e di un animo che si esprimono in armonia, attraverso un miracolo che é arte.

A Bologna ogni anno aspetto Arte Fiera e tutto ciò che vi ruota attorno.

Mi piace perdermi fra le gallerie e le mostre temporanee, le performances di artisti emergenti e le mostre di quelli acclamati.
Mi piace perdermi nelle sale dei palazzi in cui sono custoditi i tesori della nostra cittá e al contempo esplorare meandri underground in cui giovani artisti sperimentano, sfidano i canoni classici e danno vita a forme nuove di arte.

L’arte è cibo per l’anima e per la memte e nutre l’io di ciascuno di noi.
Qui la mappa di alcuni dei luoghi che ho visitato quest’anno nel mio piccolo Arte Fiera tour, qui la board di Pinterest in cui salvo alcune opere 🙂

 

Social Media Opportunità o Schiavitù? La mia prima volta alla Social Media Week

“Social Media Opportunità o Schiavitù?” è nato un pò per gioco un pò per destino…ed è un progetto che ho avuto il piacere di portare avanti isieme ad un team eterogeneo, scanzonato ed energico.

Quando Tonia mi ha chiesto se volessi partecipare ad un evento che stava organizzando all’interno della Social Media Week, ho accettato, pur  sapendo di star mettendomi in schiena un ennesimo impegno in più, rispetto a quelli già calendarizzati da tempo.

Così, carica di entusiasmo e incoscienza,  mi sono trovata insieme al Sindaco d’Italia

( Roberto Cobianchi ndr), Cecilia Pedroni, Roberto Scatena, Riccardo Goretti e Tonia Maffeo, ad organizzare una rappresentazione teatrale a base di social networks.

E si, avete letto bene, una rappresentazione teatrale a base di social neworks…perchè?

Beh, perchè parlare di Social Media alla Social Media Week, collezionando l’ennesimo speech ci sembrava un pò ridondante

Poi sarà stata l’estate appena conclusa,  la voglia di stare ancora in spiaggia a chiacchierare a cuor leggero di tutto, tranne che di cose seriose…che ci siamo lanciati in questa bellissima avventura.

Abbiamo passato più di una sera a bere birra, managire sushi o tagliatelle, scrivendo il copione e facendo le prove generali.

Location degli incontri sono state la sede di O-one e la sede di Mimulus: numerose le volte in cui ci siamo dovuti fermare, causa raffica di risate!

La struttura dello show è la seguente:

Personaggi e interpreti  in ordine di apparizione:

Il Pensatore: Riccardo Goretti

Twitter: Linda Serra

Facebook: Cecilia Pedroni

Foursquare: Roberto Cobianchi

Utente Medio: Roberto Scatena

Google+: Tonia Maffeo

La scena si apre con Riccardo Goretti (unico attore professionista) che interpreta un monologo dal taglio un pò nostalgico/retrò e antitecnologico, cui seguono  3 monologhi sulle opportunità dei social media (ciascuno il suo) e una seconda parte  dialogica, in cui abbiamo cercato attraverso un battibecco serrato e schizzoide,  di rappresentare l’aspetto schiavitù, della vita digitale.

E poi, prova dopo prova, è arrivato il grande giorno…che emozione!

Abbiamo recitato davanti ad un parterre ridotto ma appassionato, abbiamo ricevuto applausi a scena aperta e l’interazione dei presenti.

Questa esperienza ha rafforzato in me la convinzione che per essere grandi, bisogna tornare bambini ogni tanto e che per vincere bisogna mettersi in gioco e non prendersi troppo sul serio.

 

Beh, certo non posso non ringraziare di cuore  agli amici che ci hanno sostenuto: Mik, Michi e LGioni e rivolgere un enorme GRAZIE a Marco Gialdi e Paolo Cerri che ci hanno supportato con il video, visto che il livestreaming non è stato possibile perchè il wifi dello Urban Center anadava a 100 k …(Ehm, magari pensare di potenziare per l’anno prossimo non sarebbe male!).

Paolo e Marco stanno realizzando per noi il video e appena pronto saremo felici di condividerlo.

E ovviamente grazie a Spreaker, Securo e Triddles che ci hanno coinvolto in questo bellissimo viaggio!

 

 

Indagine Giornalistica ai tempi di Twitter

Qualche tempo fa, una mattina come tante mentro mi preparo ad andare in ufficio, sento una notizia che, mi colpisce.

La prima cosa che mi viene in mente di fare è twittarla indirizzandola a Calabria Blogosfere. Ecco cosa ne è seguito e cosa vuol dire fare informazione e informarsi via twitter 😉

[click sulle immagini x ingrandire le anteprime]

Ed Ecco l’articolo!

iDEAMOCRACY:l’e-government in Emilia Romagna

Qando dico e-democracy a cosa pensate?Di e-democracry e più in generale di e-government di parla da tempo per approfondire potete cliccare qui.In parole povere l’ e-govenment è il processo di digitalizzazione delle pubbilche amministrazioni, processo lungo e delicato che non può non coincidere con la dematerializzazione degli archivi e l’informatizzazione dei contenuti.Ultimanente ho avuto l’opportunità di occuparmi di e-democracy grazie al concorso iDeamocracy indetto dalla Regione Emilia Romagna.

Il concorso creativo consiste in una call to action (invito a prtecipare ndr) a far crescere la e-democracy in Emilia Romagna, proponendo delle idee con l’obiettivo di migliorare la partecipazione dei cittadini alla vita politica della propria città.

Mi è stato chiesto di dire la mia sull’iniziativa e sulla e-democracy in quanto fondatrice di Girl Geek Dinners Bologna e ho risposto con piacere alle domande degli organizzatori.[vimeo http://www.vimeo.com/24605737 w=400&h=225]Ideamocracy Testimonials Video Gallery – Linda Serra from ideamocracy on Vimeo.Ho trovato l’iniziativa fresca e stimolante e ho deciso di partecipare, proponendo una mia idea.Sono partita dal concetto di partecipazione e condivisione, riflettendo su quali sono le cose che vorrei conoscere quando vado in giro per la mia città e cercando di progettare una applicazione che possa in qualche modo rispondere agli interrogativi che spesso sento ripetere a voce alta ai passanti per strada.Quante volte mi e’ capitato di sentire:

“A ma se incontrassi il Sindaco gli direi come la penso…”

oppure quante volte mi incanto a guardare divertita i famosi “umarells” accerchiare i lavori in corso per strada interrogandosi su improbabili ipotesi di progettualità’ urbanistica.

Allora perché non provare a trasformare queste esigenze in opportunità?!

Ecco che nasce la città parlante:il mio contributo affinché l’ e-government diventi prima o poi una possibilità concreta attraverso cui migliorare la partecipazione alla cosa pubblica, che in quanto tale,dovrebbe essere di interesse e partecipazione collettivi.La partecipazione attiva si stimola attraverso il coinvolgimento: il cittadino coinvolto partecipa perché sente di star preoccupandosi di una cosa propria, una cosa su cui esso stesso ha voce in capitolo.

La città parlante e’ la città in cui un giorno non troppo lontano, vorrei vivere: una città connessa in cui le barriere fra la città e i cittadini saranno abbattute attraverso la conversazione non filtrata e l’accesso diretto alle informazioni.Una città trasparente e attiva in cui le cose parlano alle persone e viceversa.

[slideshare id=8066580&doc=linda-serraideamocracy-110523061304-phpapp01]

I progetti vincitori verranno premiati il 17 Giugno durante l’evento Idee in Circolo, organizzato in collaborazione con il laboratorio Universitario TagBoLab.Save The Date!

Summit Impresa Fuori Casa Progetto Futuro

Lunedì 8 Novembre sono stata invitata dalla redazione di bargiornale a partecipare al Summit Impresa Fuori Casa Progetto Futuro.Mi è stato chiesto di spiegare in modo semplice e veloce quali sono le nuove opportunità in rete per i gestori di esercizi nel settore Ho.re.ca quindi (alberghi, bar ristoranti…)Ne ho già parlato ampiamente qui, vi rimando al post su dr.o-one: inutile fare doppioni.Qui la presentazione in prezi :)E’ stata una giornata piacevole con un finale da Urlo: un aperitivo con il buffet più grande cha abbia mai visto 🙂

#tagBolab e #tagBologna Camp

La mia storia con #tagbolab perdura da tempo.Conosco Michele dai giorni in cui Crossmode emetteva i suoi primi vaggiti online e ho avuto il piacere di collabortare e confrontarmi con lui in più occasioni.Quando Mik mi accennò il progetto TagBolab fui sopresa, non perchè venisse da lui una simile proposta ( è sempre stato una persona lungimirante),ma perchè nascesse questo tipo di laboratorio a Bologna.

Questo episodio, comunque conferma quello che ho sempre pensato della mia città: qui le cose succedono e Bologna si riconferma un territorio fertile per quanto riguarda innovazione e nuove tecnologie.

Tag Bologna è un progetto del laboratorio marketing territoriale nel web 2.0 riservato agli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Scienze della comunicazione pubblica e sociale dell’Università di Bologna, e ha come caso studio Bologna e Bologna sul web.Che vuol dire?Vuol dire che i ragazzi di #TagBolab hanno studiato come promuovere una realtà territoriale in rete ergo sono in linea perfetta con la attualissima tendenza che interessa da tempo lo scenario digitale USA e che adesso sta affacciandosi con successo anche in Italia, basti pensare al fenomeno Foursquare seguito a ruota Gowalla e simili: che sono solo gli aspetti più ludici di un processo di trasformazione a dimenzione locale,che l’ecosistema digitale sta affrontando.

Da quando lo scenario digitale ha smesso di essere un emisfero”altro” dalla vita quotidiana, andandosi ad integrare perfettamente con la sfera personale di ciascuno, è inevitabile che anche la rete divenga per molti aspetti locale e ci offra servizi, informazioni e strumenti a brevissima portata.

Ho avuto il piacere di prestare il mio contributo al laboratorio TagBoLab su invito di Mchele e Valentina Bazzarin tenendo una lezione sul geotagging e su come valorizzare una realtà territoriale in rete.In qualità di  organizzatrice di #GGDBologna sono stata invitata a spiegare in aula come si promuove un evento locale, usando gli strumenti offerti dai social networks e blogosfera.Tutto questo perchè il percorso di #TagBolab si conclude con un ambizioso e temerario esperimento pratico: Organizzare Un Barcamp!Detto fatto.Domani presso lo Urban Center di Bologna si terrà TagBolognaCampIl wiki per iscriversi è qui: sul blog sono disponibili tutti dati raccolti da TagBoLab.Da non perdere oltre a tutti gli interventi fra i quali anche uno mio in cui presenterò il progetto GGDBologna,alle 14.30Tavola rotonda condotta da Francesca Sanzo: “Quale identità per Bologna? E’ possibile un dialogo on line off line?”E allora bando alle ciance:Un grandissimo in bocca al lupo ai ragazzi di #TagBoLab e che il camp sia un sucesso!!!

Project work for dummies

Martedì scorso ho avuto l’occasione di confrontarmi in aula con gli studenti del Politecnico. Grazie all’invito di Sissi Semprini io e Cecilia abbiamo partecipato ad una lezione del master in Brand Communication che si tiene al Polidesign di Milano.Ho deciso senza esitare che avrei presentato un How To. Ricordo bene che quando a frequantare i master post laurea (ben 2!) ero io,dopo ore ed ore d’aula, ero ansiosa di incotrare persone che svolgevano in concreto quello che per me era solo teoria.Ascoltare il racconto di case study di successo, proferito da chi le aveva poste in essere, era un pò come respirare l’aria del mondo dei creativi, delle agenzie, della campagne pubblicitarie che da sempre mi hanno affascinato.Bene non proprio sicura di infondere lo stesso trasporto negli studenti, ho preparato la mia presentazione, easy,morbida e il più semplice possibile.

Ho sempre pensato che la formazione, debba divertire,incuriosire e stimolare chi ascolta. La curiosità è un bene prezioso che va nutrito: se non fossi stata curiosa mi sarei fermata alla laurea in giurisprudenza!

Anyway ecco la mi presentazione che per ovvie ragioni, ho dovuto ripulire dalle case history che ho presentao ai ragazzi.[slideshare id=3013081&doc=presentazionepolitecnico-100128054226-phpapp01]La lezione si è svolta in modo fluido.Ha aperto Sissi che ha fatto un excursus interessantissimo sullePR (RP anzi!) come sono nate,come si sono evolute e come sono cambiati gli scenari.Sissi ha poi dato alcuni tips che un buon PR non può ignorare.Subito dopo Cecilia ha illustrato come si è evoluto lo scenaio, come sono cambiate le richieste delle aziende e cosa si aspettano le aziende dalle Pr digitali.Ecco la sua presentazione.[slideshare id=3013133&doc=digitalrelationspolidesign-100128054945-phpapp01] Poi sono arrivata io che ho chiuso mostrando ai ragazzi cosa succede nella pratica,come si construisce un progetto di comunicazione digitale,quali sono i fattori fondamentali e come si inseriscono nel flusso del processo creativo e strategico.Una bellissima esperienza, fare lezione in aula è una emozione forte.Avere tutti quegli occhi puntati addoso, e rivedersi in quelle facce, alcune attente,altre sognati, altre annoiate…bello!