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La mia intervista via Twitter

Oggi ho intevistato Stefano Godio aka @Stegodio Amministratore delegato di HoMedics Italy e responsabile dell’introduzione in Italia di #Powermat.Ho girato @Stegodio le domande che alcuni utenti hanno rilasciato sulla pagina di Facebook su cui è collegato il profilo Twitter di Stegodio.Il primo contatto è avvenuto su Skype e dopo, un pò di fine tuning di rito abbiamo iniziato l’intervista.Ecco alcuni passaggi:Stegodio è stato rapito dai 140 caratteri e ha “guadagnato” 7 followers in circa mezz’ora ;)Io mi sono divertita e spero la cosa sia torni utile agli utenti che hanno lasciato le domande in bacheca.Organizzato in questo modo, il contenuto prodotto va a  costiruire una risorsa di informazioni permanente  e di veloce consultazione,  per chi cerca degli approfondimenti su questo  argomento in rete ( e circa qualunque  argomento catalogato o che si voglia catalogare  con #tag,ovvio!).Good Experience!;)

Apple Pie!

Apple STore Roma Est Special EventL’idea è nata tempo fa al telefono con Carmen, ci eravamo dette: “Prima o poi qualcosa insieme la organizziamo”.

E così, seguendo le orme di Sarah Blow, abbiamo messo su il primo GGD workshop in collaborazione con Apple.

L’esperimento è riuscito più che bene: abbiamo affrontato l’attualissimo tema delle mobile application inieme a Simona e Riccardo.L’overwiev è stata davvero interessante e piena di spunti.

Io ho presentato le GGD e spiegato nel modo più smeplice possibile cosa sono i nostri eventi e di come comunichiamo in rete noi ragazze high-tech :)Simona ci ha parlato delle applicazioni mobile che agevolano il social networking; mentre Riccardo ci ha parlato di applicazioni rivolte più che altro alla Productivity.Il mondo delle applicazione Apple (declinabili sia per I-phone che per Blackberry e altri palmari evoluti è sconcertante)

Ci sono davvero un mondo di applicazioni che rendono il mobile un mondo affascinantissimo.Con un telefono di ultima generazione non hai più bisogno di un navigatore satellitare oppure di legegre cosa succede in città,in qulunque città.Ci sono applicazioni che segnalano quello che accade near you in qulunque punto ti trovi e ti suggeriscono happening/theatre etc.etc.

I-bancomat ti segnala i bancomat più vicini a te ed è impostabile anche a seconda del prorio istituto bancario.I-sushi ti segnala i ristoranti giappo più vicini a te ovunque ti trovi.Shoppinglist ovvero un assistente alla tua spesa che ti suggerisce oltre che gli oggetti che hai acquistato di recente anche i supermarket più vicini e le offerte in corso.

Insomma dopo questa full immersion nel mondo I-phone ti viene voglia di acquistarne uno e …no!Non si può…

In Italia I-phone non può essere ancora venduto senza SIM card quindi tutti quegli I-phone che vedete esposti all’Apple Store sono solo in esposizione.Per l’acquisto si passa per forza da Tim o Vodafone…

Ehhhhhhhh!!!

Similar Web,web comes to You!

simialrwebHo appena installato Similar Web un plug inn di Firefox che mostra,in tempo reale, i siti collegati a quello che si sta navigando.I contenuti possono essere integrati dall’utente e votati in base alla preferenza personale,è possibile inviare i contenuti ad amici e condividerli in tempo reale.Carino anche il video dimostrativo che recita “Web comes to You!”Da provare!

WordCamp Milano

La prima cosa da dire è che non c’è una wi-fi free!!Sono connessa con chiavetta Vodafone.”Wolly,com’è che non c’è la wi-fi?!””E’ statauna scelta organizzativa, lo scors camp ci siamo sbattuti come dei pazzi e solo in 25 ci hanno chiesto l’accesso!Se qualcuno ha bisogno c’è il cavo  rete!””.Tutto Chiaro!Strani i blogger Italiani :)Siamo nello spazio Sagsa di Milano in Ripa di Porta Ticinese111.Davvero molto bello ricorda gli spazi Berlinesi.Io ho scordato di stampare il badge…porca miseria!Adesso mi dedico allo speech di Sara Maternini che ci ha appena posto 2 domande…che non ho fatto tempo a segnare,ma a cui cerco di rispondere!See You Later.Nel frattempo ho comprato il Poken corro a registrarmi!

Cosa mi è piaciuto di più?

L’intevento di Nicola Greco e     Andy Peatling circa Buddy Press.E’ da tempo che penso a come sviluppare una community da un blog.Fantastico Buddy press, per testarloMi è piaciuto anche incontrare Gioia e altre persone con cui ho fatto tante chiacchiere interessanti.Una bella giornata,ricca di spunti interessanti.Bravo Wolly!

La comunicazione 2.0 è una moda? !

L’altra sera alla GGD Marche ho avuto uno scambio con Federica Pascucci che mi ha portato ad alcune riflessioni.Federica,dopo una carrellata su cosa vuol dire comunicare in rete dal punto di vista delle aziende e di come le aziende potrebbero sfruttare i nuovi canali social, ha poi concluso dicendo:

  1. Non tutte le aziende sono adatte a comunicare nei nuovi canali 2.0
  2. Questo modo di comunicare va approfondito e valutato,perchè vero che va di moda,ma non è detto che sia la giusta strada per ciascuna azienda.

Come ho osservato la sera stessa, il mio punto di vista è differente con quanto affermato da Federica.1. Non è la comunicazione 2.0 ad essere di moda, ma semmai sono i fenomeni come facebook (spesso identificati come comunicazione 2.0) ad essere di moda ed anche overloaded.La comuincazione fra aziende-utenti azienda-aziende è sul web e sarà sempre di più spostata sulla rete. Gli utenti non sono più davanti alla TV,piuttostso che ad ascoltare la radio: le conversazioni sono in rete, è qui che avvengono gli scambi .

Ieri sera ero a cena da amici e abbiamo guardato You Tube mentre eravamo a tavola

Io personalmente credo che a breve, e lo scarto sarà proprio nel capire questo snodo, non potrà parlarsi più di comunicazione online-offline-atl-btl-2.0-3.0…etc.etc. (si parlerà di web semantico,ma questo è ancora altro!).Io credo che non avrà neanche più senso parlare di chi si occupa di comuincazione digitale  e chi,invece si occupa di comunicazione “tradizionale”.

Che vuol dire comunicazione tradizionale?Che significa dire “le aziende non capiscono come comunicare sul web e come proporsi in un dialogo in rete”.Dovremmo forse tutti rallentare perchè le aziende non capiscono?!

Credo che chi si occupa di comuinicazione al giorno d’oggi non possa ignorare il fermento che c’è in rete.Se le aziende non conoscono quali sono le opportunità in rete e come si possa comunicare in modo proficuo nei nuovi canali; sono i tecnici (brutto termine,ma meglio di esperti!) che devono instradare le aziende e facilitarne l’accesso ai nuovi canali di comunicazione;non si possono incrociare le braccia difronte alla mancata comprensione di determinati flussi.

Per questo stesso motivo io non credo ci siano aziende più adatte a comunicare in rete e aziende meno adatte.

Le aziende comunicano.Poi non è detto che tutti debbano comunicare nello stesso identico canale, nello stesso medesimo modo. Di canali in rete ce ne sono innumerevoli: in rete ci sono utenti di ogni età e di svariati interessi.

“E se un’azienda vende dentiere” obietta qualcuno “è ovvio che è meno adatto a comunicare nei nuovi canali rispetto ad alttre che sono più in target”.

Ma cosa è in target? Chiariamo.Comunicare in rete, non vuol dire solo vendere prodotti on-line. Un’azienda che si apre alla comunicazione con gli utenti è un’azienda che si apre alla conversazione one-o-one è una realtà che si pone in un’ottica nuova,si pone obiettivi differenti, si apre a nuove opportunità di crescita e confronto non solo all’esterno ma anche nel suo interno.Una realtà aziendale che si apre alla comunicazione sociale in rete,non può non affrontare dei cambiamenti al suo interno,non può ingnorare che il dialogo aperto che avviene in rete, si rispecchierà anche al suo interno.

“Le conversazioni ci sono sempre state!”

Certo. E’ dall’antico forum (quello Romano) che si comiunica,si conversa e si discute. Le converazioni ci sono state,ma come tutti noi sappiamo, nella “prima Repubblica della comunicazione” si trattava di conversazioni verticali/unilaterali. (giusto per ribadire l’ovvio!)Le conversazioni cui dovrebbero aprirsi le aziende sono quelle user-to-user che non sono finalizzate esclusivamente alla vendita dle prodotto,ma al divenire utente ed arrivare ad uno scambio alla pari; ovvero alla partecipazione alla nuova Agorà che vive in rete e a cui non si può non attingere.Io credo che tutto questo sia trito e ritrito e sia superato.Credo non possano sussistere dubbi su questo e allo stesso modo, non credo ci siano prodotti più adatti e prodotti meno adatti ad essere presenti sulla rete.

La rete è la piazza più grande del mondo dove tutti ci troviamo tutti i giorni,ma proprio tutti e si parla di qualunque cosa, dal calcio alla musica, alla cucina,al marketing, al cinema..

Si esce fuori dalla rete (ovvio!),ma solo per fare una passeggiata in bici, piuttosto che ua birra con gli amici o una pizza,ma per tutto ciò che è business,learning,communication, sharing and promotion non c’è motivo di spostare ancora l’attenzione dal web.Gli attriti più fastidiosi che vedo nascere sono spesso causati dal fatto che ancora si crede che le agenzie “tradizionali” debbano per forza detenere lo scettro della creatività e del concept che poi le agenzie digital (gli smanettoni) devono veicolare nei nuovi canali.E’ questo che non funziona.

Chi non parla un determinato linguaggio non può decidere i codici del messaggio.La rete non è una scorciatoia low cost su cui veicolare le campagne pubblicitarie di seconda mano

E’ questo che rende i canali inaccessibili e spesso sovraffollati di inutilità.

Quegli atttori che credono di poter riciclare concept e creatività in rete sono i prime a venire escluse dallo scenario.

Non sono determinati prodotti ad essere inadeguati, sono i modi: se vado a Londra e parlo Polacco, non devo stupirmi se avrò poche occasione di stringere amicizie e se la mia permanenza sarà più complicate di come sarebbe se fossi anglofona.Giusy dice che il mio punto di vista “è il futuro” per un utente medio e che io ci sono troppo dentro (allo scenario),boh probabilente si è vero, ma a me non semrba di parlare di cose così distanti.Ci dormo sopra…che è meglio!

Riflessioni scapigliate su verso,metaverso e controverso senso della rete e di come siamo irretiti…in realtà siamo in TV?!!!

IRRETITA DALLA RETE?E’ da tempo che ho buttato giù questo post,ma è da tempo che non ho tempo di pubblicarlo…vediamo se mi riesce stavolta.Da tempo ,pure troppo, si parla di  eticità in rete, di infiltration,di aziende e utenti e via dicendo.Il discorso è ampio e complesso.Sono d’accordo con Gianluca Gioia rispetto a quello che dicono in queste riflessioni.C’è da fare una riflessione sul “termine” Infiltration, sull’uso ed abuso che se ne è fatto e si continua a fare.L’inflitration di per se nasce come osservatorio dei  termini di confronto e di scambio fra user negli UGM.Usata in questi termini l’infiltration non è nociva sia dell’utente che dell’informazione che circola negli UGM.L’inflitration ahimè, diventa nociva quando viene intrapresa come rilascio di informazioni volte all’influenza e alla conversione dello user.Osservare/ascoltare le conversazioni degli utenti può essere un esercizio proficuo per chiunque,soprattuto se considerato uno step propedeutico alla promozione di una azienda nei nuovi canali di comunicazione.Io dico sempre che le aziende, prima di lanciarsi in pioneristiche e maccheroniche crociate in rete, dovrebbero ascoltarla e farne propri i mezzi e gli strumenti.Il discorso dell’inquinamento si ricollega poi, alla visione del web e qui si apre un mondo.Ovvero la visione che abbiamo del web.Dal punto di vista degli utenti  “datati” (digital Primitives)  che della rete sono stati  più o meno pionieri (chi per dire ci sguazza da almeno 10 anni) il discorso della genuinità dell’informazione in rete e del reale dialogo fra utenti e fra utente-azienda-utenti, regge.Mi sono,però, fermata a riflettere un attimo e guardare le cose dal punto di vista della next generation,i così detti nativi o digital natives.Cosa si aspettano i nativi dalla rete?

Davvero i nativi si aspettano di trovare in rete solo conversazioni pulite e ambienti scevri da “Pubblicità Progresso!”?!

E se così non fosse?Navigando il luogo più inflazionato della rete (Facebook ndr) e altri social per più giovani,leggendo alcune conversazioni fra teans,ho avuto la stessa sensazione di quando da bambina andavo a fare compere a Natale con papà e mamma.Erano gli anni ‘80 tutto quello che volevi era a portata di mano, tutto quello che vedevi in tv ti si concretizzava magicamente davanti ed era raggiungibile allungando la mano.Stessa cosa se navigando ci soffermiamo sui principali social network (quelli più in voga) o sui portali per i più giovani o destinata una utenza mediamente skillata, che naviga alla ricerca di “cose su internet”.Ho riflettuto nel senso che: non so se ci sia tutto questo scarto in queste generazioni/target di persone.I nativi del web non hanno termine di paragone e accedono al web allo stesso modo in cui noi andiamo a fare la spesa al centro commerciale.I nativi si aspettano di trovare qualunque cosa cercano sulla rete,compresa la pubblicità ingannevaole, i concorsi,le raccolte punti,i banner invadenti e le suonerie da scaricare,i giochini che ti impediscono di leggere le email…e chi più ne ha più ne metta.Dico ciò perché navigando mi sono sentita un po’ una “povera filosofa” alla ricerca del nulla,illusa e disarmata facendo queste riflessioni.Ad esempio prendiamo  il successo di Facebook nel nostro paese.Facebook è un enorme centro commerciale online.Tutto e tutti sono alla portata di tutti,per cui un’azienda che investe in facebook si aspetta di usare le stesse metriche e dinamiche che userebbe facendo una campagna di display in qualunque altro canale.Gli utenti sono disinformati, i direttori marketing tendono a voler riciclare gli investimenti milionari in nuovi canali ,aspettandosi di avere gli stessi ritorni, proposti nelle stesse modalità e con le stesse voci e medesime nomenclatura, che ricevono  da altri strumenti.E’ da qui che credo nasca la questione.Se la dimensione digitale è ormai parallela a quella reale,non c’è più differenza fra on e off.L’anonimato in rete non va più di moda, i  nikname sono sempre più desueti quindi ci si presenta e si vive in rete non una realtà parallela,ma la realtà di tutti i giorni, di sempre…Allora, posto che si, comunicare e fare informazione in rete è legato a dei codici differenti ,rispetto a quelli dell’offline, ma quanto durerà tutto questo?E’ molto vicino il credo il tempo in cui non si parlerà più di on e off,ma semplicemente di comunicazione.Credo che dobbiamo iniziare a realizzare il fatto che il web sta diventando quello che la tv è stata nel passato.Si è detto che la TV ha causato il disuso della Radio, poi però la radio è tornata in auge e buona pace per tutti. Poi si è detto che a causa della TV si leggevano pochi libri,ma ad un certo punto gli intellettuali hanno smesso di guardare la Tv e non hanno mai smesso di leggere libri,quindi tutti più sereni.Adesso si dice che nessuno guarda più la TV e che tutti sono online,ma ben presto i canali web saranno talmente saturi di pubblicità,concorsi, advergame e quant’altro che probabilmente ci rifugeremo nella tv per star sicuri o nella radio?!Si parlava proprio Venerdì di una iniziativa “Internet è il male” che è stata messa su ad Imola da un gruppo di cattolici che divulga la nocività della rete e che vorrebbe filtrare l’accesso alla rete  per i minori,per preservarli dalle insidie della rete.“Non è colpa della rete-mi ha riposto Simona Caraceni– è colpa di chi non vigila sui minori. Come quando in TV ci sono canali e programmi segnalati solo per adulti e i genitori sono tenuti a sorvegliare sui figli; così deve avvenire anche per la fruizione della rete!”.Ed in effetti è la stessa cosa su web come sulla TV satellitare (ovvio sul web ce ne sono più numerosi) ci sono milioni di canali cui accedere e il canale può essere cambiato con un click.Quindi?Quindi…ho concluso con una gran confusione in testa e la  convinzione che le mie riflessioni sono fondate,ma che comunque sto qui a vedere…che alla fine,magari mi ritrovo a lavorare in televisione senza sapere come!

Dal Cb al Social Network

Questo il tema che abbiamo scelto per la seconda edizione della Girl Geek Dinner Bolognese.

L’idea è arrivata in una sera in cui,in una delle nostre riunioni, tra uno spritz e un’ insalata di farro,si pensava al tema della prossima GGD.

Essendo ospiti del GMFE ci sentivamo in qualche modo di rendere omaggio al grande Guglielmo Marconi, così da un blog all’altro,post dopo post abbiamo avuto l’illuminazione.

Ripercorrere l’evolversi della comunicazione sociale dal CB ( baracchino ricetrasmittente) al social network.

Cosa sono in effetti facebook e Twitter se non  un grandi e più potenti CB?

Potenti strumenti di collegamento fra individui che viaggiano in banda larga.Si parla,si aggiorna lo stato,continuamente.

What are you doing now? E’ la domanda a cui milioni di utenti rispondono compulsivamente più volte la giorno.Dove sei,cosa fai,cosa ti piace,hai visto questo hai letto quell’altro…un oceano di parole che scorre fra gli utenti proprio come negli anni pasati si comunicava in qualsiasi ora del giorno e della notte fra radioamatori.

Da questo nostro tema sono partite diverse riflessioni così abbiamo coinvolto le donne di women.it che per prime hanno promosso proprio a Bologna il progetto portico che portò alla realizzazione di un progetto pilota di una web-radio e di una web-tv tutta al femminile e il programma che ne seguì era Bettybecco.

Hanno relazionato le nostre GG Simona Lombrado e Daniela Bortolotti che hanno prodotto una presentazione in cui hanno messo a confronto il linguaggio del CB e quelli del Social Network in modo divertente e spassoso.

Francesca Fiorini ci ha parlato della sua esperienza di webradio di come la sua vita sia cambiata da quando fa radio e di come “fare radio” è stata per lei la realizzazione di un sogno.

Simona Caraceni ha fatto una panoramica molto tecnica dell’evoluzione della comunicazione dagli albori del  blogging ai social netowrk, guardando tutto da un interessante punto di vista critico proprio di un docente.

Interessanti le riflessioni della Caraceni sulla spensieratezza con cui gli utenti si lanciano nel web senza mai leggere i disclaimer sulla privacy e le policy riguardo al diritto di autore nei vari social netowk; e di come ultimamente i social network siano un avamposto in cui promuovere prodotti e pubblicizzare brand piuttosto che luoghi in cui mantenere ed intrecciare nuove amicizie.

Con questo im trovo d’accordo…facebook non è altro che il centro commerciale della rete. Il discorso sarebbe lungo interessante e impenativo.

Finito il workshop, tutto trasmesso su Current radio e Radionation abbiamo  brindato al Voltone.

Cheers!!!

Esplorare il web con Kosmix

KosmixSecondo la mia amica Simona è “Fantasticoooooooooooooo!“,io me lo studio ancora un pò e poi decido.Per il momento è disponibile solo la versione beta.Kosmix è uno strumento che esplora il web all’interno dei suoi differenti canali suddividendo i risultati della ricerca catalogandoli per:

  • Reference
  • Media
  • Conversations
  • Blog & News
  • Tweets
  • People & Community
  • Video/Images

Un esempio?Ecco i risultati per Girl Geek DinnersTramite lo strumento  Edit Page è possibile modificare i contenuti della pagina inserendo una nuova sezione oppure inserire dei link all’interno delle sezioni di contenuto già esistenti

  • feed rss
  • twitter badge
  • flickr
  • youtube

pubblicare l’aggiornamento dei risultati e organizzare la pagina in modo che i risultati di ricerca siano più facilmente fruibili da chi sta consultando.E’ possibile ricevere via mail il link che si è inserito nella pagina.Interessante per una analisi veloce ed una mappatura per una una ricerca di scenario smart,comoda l’organizzazione dei risultati.Se la vostra ricerca è riferita al panorama Italia si fa più in fretta con Google ma i risultati li dovete organizzare voi “alla vecchia!”.

Emilia Alcolica Blog beer a Reggio Emilia

Emilialcolica#1

Emilialcolica#1

La punta era per le 19.00 in Piazza San Prospero,io sono arrivata alle 19.30.Ho intarvisto subito la Fra,poi ho riconosciuto Daniela, dopo un pò è arrivato Gianluca e poi pian,piano, ci siamo riconosciuti e adunati tutti.Ho avuto moto di conoscere Livefast,Woland e altri.Il bello della serata è stata la massima spontaneità e linformalità.Zero badge, zero moo cards…ci siamo riconosciuti chiedendoci in modo disarmante,l’un l’altro “ma tu chi sei?che blog hai?”.Tutto si è poi trasferito in pizzeria con una mega tavolata sotto portico.Grazie a tutti per l’iniziativa in perfetto stile emiliano!Keep in touch guyAlla prossima