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Consigli Legali per Start-uppers

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Qualche tempo fa ho partecipato a Brain Storming Lounge per la prima volta. Argomento dell’incontro era “Questioni legali e Start-up”

Ecco alcuni  consigli che ho appuntato e che sono pronta  a condividere.

WARNING questi sono solo gli appunti che ho trascritto durante l’incontro, chi scrive, pur avendo una laurea in Giurisprudenza, non possiede le competenze tecnico-giuridiche necessarie, per dipanare dubbi o approfondire in maniera più tecniche gli argomenti che seguiranno.

 

Valutazione Pre Money – Post Money

 

Per prima cosa occorre fare una valutazione della vostra idea in termini di pre money e post money, che vuol dire?

Vuol dire che dovrete stimare quanto vale la vostra idea allo stato attuale, quindi prima di ricevere un finanziamento e dopo il finanziamento; ovvero quanto varrà in futuro, dopo che avrete investito il capitale che uno o più Venture Capitalist avranno finanziato.

Questo è un passaggio fondamentale per capire:

  • Di che tipo di investimento avete bisogno?
  • Che risultati potete aspettarvi a fronte di un investimento?.

Alla domanda

“Quanto capitale è sufficiente per avviare un’azienda?”

Gli esperti in sala rispondono unanimi “almeno 120k” (uomo avvisato…)

 

Liquidation Preferences

Molto importanti,ma molto sottovalutate, specie dai neo imprenditori alle prime armi, sono le Liquidation Preference: clausole di liquidabilità della società e le cui condizioni si applicano nel caso di uscita di uno dei soci dalla società.

Questi aspetti, che a detta degli esperti,sono quelli per cui si litiga, sono da valutare e regolamentare bene attraverso le liquidation preferences.

 

Clausole Anti Diluizione

Altre condizioni molto importanti sono regolate dalle clausole anti diluizione che consentono di preservare il valore delle azioni della società. Queste clausole tutelano l’investimento dei soci, sia in caso di diminuzione, sia in caso di incremento del capitale. Anche un grosso investimento di un esterno, infatti, può causare la diminuzione del valore delle azioni dei soci. Se inserirete, nel patto societario queste clausole, sarete più tutelati e forse eviterete di litigare con i vostri soci.
Che non è male, no?

NB. Le Clausole anti diluizione e le Liquidation Prefernces si inseriscono nei patti para sociali

 

Modelli societari

La normativa attuale ha mutato la regolamentazione sia in termini di SPA che di SRL. In particolare l’SRL che in passato era un pò vista come la “sorellina povera” della SPA, ultimamente, ha assunto un carattere e una sua consitenza molto più impattante, risultando la soluzione più adattata dai neo-imprenditori.

La legge Passera Bis, infatti,ha assegnato grosse potenzialità al modello di SRL

Attualmente per esempio è possibile in una SRL, creare differenti categorie di azioni che possono aiutarvi a regolamentare il patto fra i soci, es. si possono creare quote societarie / azioni che non abbiano possibilità di voto in consiglio che prima erano previste solo per le SPA. Bisogna improntare lo statuto in modo che possano entrare dei terzi in società , si possono creare quote con limitazione di diritto di voto, con voto a scalare

 

Venture Capitalist

Warning: I Venture Capitalist possono inserire clausole che non consentono il rifinziamento dell’azienda o bloccare un finanziamento esterno: un VC cercherà sempre di investire egli stesso nella impresa, potrebbe quindi ostacolare l’investimento di altri imprenditori.
Bisogna quindi, passato il momento di euforia, per il finanziamento ricevuto, farsi seguire da un professionista per negoziare le clausole che governano il vostro rapporto con il VC e la sua ingerenza nella società. Il VC cercherà sempre di rifinanziare e di limitare la possibilità di chiedere finanziamenti ad altri perché cercheranno sempre di investire per acquisire controllo della società per questo bisogna cercare più VC e non solo uno.

Consigli degli esperti in merito?

L’unico modo per negoziare il VC è che ce ne siano due: se c’è solo un investitore difficilemtne riuscirete a non si riesce a governare l’azienda

Rivolgetevi a VC professionisti che abbiano l’esperienza per supportarvi e guidarvi nella vostra esperienza di impresa.

 Gli investitori

Chi investe solitamente decide come sarà costituita la società e le cariche
Assemblea ordinaria e straordinaria cosa decidono?
State quindi molto attenti a stabilire nello statuto chi fa che cosa, qual’è il focus della vostra azienda, quali sono le cariche e quali sono in ruoli e le limitazioni da attribuire ad esso?

 

SRL da 1 euro?

E’ un modello di impresa a statuto prestampato non modificabile,dall’ossatura molto asciutta, per i primi 4 anni non può per legge distribuire gli utili fra i soci. Lo statuto non è modificabile, ma in questa fase è possibile  effettuare il mutamento dei requisiti passando da srl  semplificata a modello standard. Attualmente la stipula delle SRL da 1 € è bloccata perché è stato eliminato il limite di etá per i costituendi (35 anni) ma a questa modifica non è stata adeguata tutta la normativa vigente che le regola.

SRL Start-up Innovativa

È un nuovo modello di srl che deve possedere determinati requisiti ad esempio non derivare da fusione, scissione o gemmazione di altre imprese. Tutti i requistiti della Start-up tecnologica sono citati all’art 25 del decreto passera.

Per valutare se la vostra azienda risponde ai requisiti richiesti dal modello Start-up innovativa, non confidate esclusivamente nella vidimazione notarile ( non è detto che il notaio sia esperto di nuove tecnologie), affidatevi ad un esperto- tecnico.

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Una volta costituita la vostra start-up innovativa, potete presentare domanda direttamente all’ente competente (camera di commercio/ agenzia delle entrate) e sperare che la domanda vanga liquidata velocemente.
Spero di esserci stata utile 🙂
Buon lavoro e in bocca la lupo!

 

[Italian Geek Girl in USA] Chapter 3| A Meeting with Maria Thomas Former CEO @ Etsy

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Ho incontrato Maria Thomas ieri al Meridian International Center.

Maria si definisce Business Builder e Realistic:come tutti qui in USA si presenta dicendo

“Qui in America siamo, molto informali, anche se abbiamo questi bellissimi palazzi, fatemi domande…io di solito vado in giro in jeans”.

Maria ci parla di due grosse case history che ha seguito personalmente: Amazon ed Etsy.
Non è sempre stata una Digital Person, ma lo è diventata quando ha capito che il digitale avrebbe cambiato definitivamente il contesto in cui viviamo.

Amazon è una azienda tecnologica: non è un rivenditore di libri, come molti pensano -esordisce- Amazon vende tecnologia e ha un approccio tecnologico: il suo Fondatore Jeff Bezos è un informatico e ha sempre avuto le idee chiare:ha iniziato con i libri, ma sapeva bene dove voleva arrivare. Amazon vende tecnologia e guadagna anche se nessuno compra i suoi prodotti.
La prima volta che mi sono imbattuta in Amazon ho capito che era vincente perchè avrebbe portato un grosso cambiamento, stessa cosa per Etsy: non c’era nulla di simile in giro.

In Etsy ho visto,l’opportunitá di combinare insieme tecnologia e artigianato e in più un modello applicabile e ripetibile: mettere in contatto il produttore e l’acquirente.

Sia Amazon che Etsy rappresentano due modelli di business che possono essere applicati ad altri settori,ma che risultano vincenti e sono un modello per il settore in cui operano.
La prova del successo di entrambi è che sono imitati e copiati da molti.

Quando la gente inizia a copiarti, vuol dire che stai avendo successo.

Le chiedo come fa a riconoscere una buona idea e distinguere un buon modello di business.

Io valuto le idee, soprattutto le idee, se l’idea mi convince la supporto. Se hai un buona idea anche se non hai un business plan o una ricerca di mercato ( cose che puoi fare dopo) le porto avanti. Per Etsy è stato così, i due fondatori mi hanno proposto l’idea, ho capito che era una ottima prospettiva di entrare nel mercato e li ho supportati nella costruzione del brand, nel trovare fondi e con tutta la strategia marketing.

In USA se hai delle buone idee trovi modo di esprimerle e portarle avanti. Per esempio Amazon era una buona idea, ha ricevuto 50k $ dagli investiroti privati ( private Market) ed è stata valutata 4 MLN $ qualche anno dopo.
Da questo potete capire perchè il sistema americano finanzia le start-up e le nuove idee: esse producono ricchezza (mia nota personale).

“Cosa singifica Etsy? Nulla esattamente nulla, ma ci piace inventare un sacco di storia sul suo nome. La veritá è che in 8 1/2 di Fellini dei ragazzini giocando gridano Etsy e ai fondatori è sembrato un buon nome. Quando scegliete un nome per un progetto fate in modo che sia facilmente ricordabile, orignale e che resti impresso “.

“La differenza fra uomini e donne nel lavoro? Consiste nell’approccio. Noi donne siamo più umili, ci presentiamo sempre, non diamo mai per scomtato che tutti sappiano chi siamo.
Non parliamo per assunti: non diamo per scontato che quello che stiamo dicendo sia assoluto.

Il vantaggio di essere donna adesso?
Ci sono più opportunitá perchè molti programmi sono rivolti alle donne, ci sono più opportunitá di trovare fondi e mentors e questo sta causando un acceso dibattito in USA.

Maria sta lavorando ad una start-up qui in Washington smartthings.com che mira a trasformare i nostri smartphones in telcomandi per agevolarci la vita e rendere le nostre case più intelligenti.

Inutile dirvi che sono rimasta abbagliata da questa super donna.

Social Media Opportunità o Schiavitù? La mia prima volta alla Social Media Week

“Social Media Opportunità o Schiavitù?” è nato un pò per gioco un pò per destino…ed è un progetto che ho avuto il piacere di portare avanti isieme ad un team eterogeneo, scanzonato ed energico.

Quando Tonia mi ha chiesto se volessi partecipare ad un evento che stava organizzando all’interno della Social Media Week, ho accettato, pur  sapendo di star mettendomi in schiena un ennesimo impegno in più, rispetto a quelli già calendarizzati da tempo.

Così, carica di entusiasmo e incoscienza,  mi sono trovata insieme al Sindaco d’Italia

( Roberto Cobianchi ndr), Cecilia Pedroni, Roberto Scatena, Riccardo Goretti e Tonia Maffeo, ad organizzare una rappresentazione teatrale a base di social networks.

E si, avete letto bene, una rappresentazione teatrale a base di social neworks…perchè?

Beh, perchè parlare di Social Media alla Social Media Week, collezionando l’ennesimo speech ci sembrava un pò ridondante

Poi sarà stata l’estate appena conclusa,  la voglia di stare ancora in spiaggia a chiacchierare a cuor leggero di tutto, tranne che di cose seriose…che ci siamo lanciati in questa bellissima avventura.

Abbiamo passato più di una sera a bere birra, managire sushi o tagliatelle, scrivendo il copione e facendo le prove generali.

Location degli incontri sono state la sede di O-one e la sede di Mimulus: numerose le volte in cui ci siamo dovuti fermare, causa raffica di risate!

La struttura dello show è la seguente:

Personaggi e interpreti  in ordine di apparizione:

Il Pensatore: Riccardo Goretti

Twitter: Linda Serra

Facebook: Cecilia Pedroni

Foursquare: Roberto Cobianchi

Utente Medio: Roberto Scatena

Google+: Tonia Maffeo

La scena si apre con Riccardo Goretti (unico attore professionista) che interpreta un monologo dal taglio un pò nostalgico/retrò e antitecnologico, cui seguono  3 monologhi sulle opportunità dei social media (ciascuno il suo) e una seconda parte  dialogica, in cui abbiamo cercato attraverso un battibecco serrato e schizzoide,  di rappresentare l’aspetto schiavitù, della vita digitale.

E poi, prova dopo prova, è arrivato il grande giorno…che emozione!

Abbiamo recitato davanti ad un parterre ridotto ma appassionato, abbiamo ricevuto applausi a scena aperta e l’interazione dei presenti.

Questa esperienza ha rafforzato in me la convinzione che per essere grandi, bisogna tornare bambini ogni tanto e che per vincere bisogna mettersi in gioco e non prendersi troppo sul serio.

 

Beh, certo non posso non ringraziare di cuore  agli amici che ci hanno sostenuto: Mik, Michi e LGioni e rivolgere un enorme GRAZIE a Marco Gialdi e Paolo Cerri che ci hanno supportato con il video, visto che il livestreaming non è stato possibile perchè il wifi dello Urban Center anadava a 100 k …(Ehm, magari pensare di potenziare per l’anno prossimo non sarebbe male!).

Paolo e Marco stanno realizzando per noi il video e appena pronto saremo felici di condividerlo.

E ovviamente grazie a Spreaker, Securo e Triddles che ci hanno coinvolto in questo bellissimo viaggio!