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Bologna: ritorno al futuro!

Il 17 Giugno scorso ho avuto l’onore e il piacere di partecipare come “ospite” al convegno Idee in Circolo organizzato dalla Regione Emilia Romagna con la collaborazione di TagboLab Sono stata invitata a prendere parte, in qualità di fondatrice di Girl Geek Dinners Bologna, alla tavola Rotonda dedicata alle on-line Community dell’Emilia Romagna.

Con me, allo stesso tavolo sedevano: Panzallaria per Donne Pensanti, Alessandra Farabegoli per Romagna Business Club, Matteo Fantuzzi per Know Camp, Roberto Ciacci per Bologna In, Giovanni Arata per Turismo Emilia Romagna, Anna Piacentini di Modena In e Marianna Roscelli di Creative Clusters; il tutto moderato da Gianluca Diegoli aka [mini]marketing.

Un panel piacevolissimo e divertente: eravamo tutti li’ a raccontarci e a raccontare di come sono nate le nostre community, di come ci ricolleghiamo al territorio e di cosa ci aspettiamo dalle istituzioni. La platea attenta ha partecipato attivamente  tramite twitter e domande dirette. Le cose più interessanti che ho sentito sono state le proposte relative alla domanda “Se fossi la PA, cosa faresti”, sono scaturiti spunti e proposte di accessibilità e trasparenza e buoni propositi. Al nostro panel è seguito il panel della PA con Leda Guidi e giovani esponenti della Regione, del Comune. Interessante sorprendente interloquire con la PA attraverso tweet e retweet: è successo più di una volta che i miei tweed fossero ripresi e girati come spunto di discussione. Sorprendente e di ispirazione. Eventi come questo lasciano intravedere un futuro prossimo carico di innovazione e eccellenze. Al convegno è seguito l’aperitivo di networking organizzato da GGDBologna: nuovi spunti, approfondimenti e nuovi progetti… La mia giornata di Networking si è conclusa con l’abbraccio ai Green Geek in missione Wi Fi tour Bologna,  in Piazza Nettuno , una testimonianza gioiosa che trasmette la carica emotiva della giornata.Che giornata Bologna, quante cose insieme, quante ne abbiamo viste e fatte, un città pazzesca, chi non ti vive non può capire.I Heart Bologna.

iDEAMOCRACY:l’e-government in Emilia Romagna

Qando dico e-democracy a cosa pensate?Di e-democracry e più in generale di e-government di parla da tempo per approfondire potete cliccare qui.In parole povere l’ e-govenment è il processo di digitalizzazione delle pubbilche amministrazioni, processo lungo e delicato che non può non coincidere con la dematerializzazione degli archivi e l’informatizzazione dei contenuti.Ultimanente ho avuto l’opportunità di occuparmi di e-democracy grazie al concorso iDeamocracy indetto dalla Regione Emilia Romagna.

Il concorso creativo consiste in una call to action (invito a prtecipare ndr) a far crescere la e-democracy in Emilia Romagna, proponendo delle idee con l’obiettivo di migliorare la partecipazione dei cittadini alla vita politica della propria città.

Mi è stato chiesto di dire la mia sull’iniziativa e sulla e-democracy in quanto fondatrice di Girl Geek Dinners Bologna e ho risposto con piacere alle domande degli organizzatori.[vimeo http://www.vimeo.com/24605737 w=400&h=225]Ideamocracy Testimonials Video Gallery – Linda Serra from ideamocracy on Vimeo.Ho trovato l’iniziativa fresca e stimolante e ho deciso di partecipare, proponendo una mia idea.Sono partita dal concetto di partecipazione e condivisione, riflettendo su quali sono le cose che vorrei conoscere quando vado in giro per la mia città e cercando di progettare una applicazione che possa in qualche modo rispondere agli interrogativi che spesso sento ripetere a voce alta ai passanti per strada.Quante volte mi e’ capitato di sentire:

“A ma se incontrassi il Sindaco gli direi come la penso…”

oppure quante volte mi incanto a guardare divertita i famosi “umarells” accerchiare i lavori in corso per strada interrogandosi su improbabili ipotesi di progettualità’ urbanistica.

Allora perché non provare a trasformare queste esigenze in opportunità?!

Ecco che nasce la città parlante:il mio contributo affinché l’ e-government diventi prima o poi una possibilità concreta attraverso cui migliorare la partecipazione alla cosa pubblica, che in quanto tale,dovrebbe essere di interesse e partecipazione collettivi.La partecipazione attiva si stimola attraverso il coinvolgimento: il cittadino coinvolto partecipa perché sente di star preoccupandosi di una cosa propria, una cosa su cui esso stesso ha voce in capitolo.

La città parlante e’ la città in cui un giorno non troppo lontano, vorrei vivere: una città connessa in cui le barriere fra la città e i cittadini saranno abbattute attraverso la conversazione non filtrata e l’accesso diretto alle informazioni.Una città trasparente e attiva in cui le cose parlano alle persone e viceversa.

[slideshare id=8066580&doc=linda-serraideamocracy-110523061304-phpapp01]

I progetti vincitori verranno premiati il 17 Giugno durante l’evento Idee in Circolo, organizzato in collaborazione con il laboratorio Universitario TagBoLab.Save The Date!

#GGDCamp visto da me :)

Sabato per me e altre persone è stato un giorno intenso e importante 13.11.2010: il primo GGDCamp.Quando abbiamo pensato per la prima volta ad organizzare un camp sul tema

“Chi ha paura della rete?”

non ci siamo poste subito obiettivi molto ambiziosi: abbiamo pensato ad un “piccolo camp al femminile” in cui affrontare temi legati agli aspetti più disparati tenuti insieme da un unico denominatore comune; il topic.Poi è successo tutto pian-piano, esenza troppi scossoni,  tanto da coglierci impreparate al clamore che ne è conseguito.Abbiamo ricevuto talmente tante adesioni che  ci siamo trovate  a dover anticipare l’inizio del camp. Inizialmente credendo di ricevere poche proposte di speech avevamo deciso di inizare al pomeriggio.Ci sono invece  arrivate tante adesioni e tutte portatrici di interventi interessanti: irrinunciabili.Questa esperienza è stata, personalmente commuovente, per un unico semplice motivo: un sentimento come la paura che muove così tante persone e le spinge a partecipare ad un interesse comune…bellissimo davvero.Ottimizzarele riosorse, riuscire a trarre da ciascun il meglio che esso piò darci: credo che questo sia il successo e la soddisfazione più grande.

Aver mosso animi, spiriti, interessi, riflessioni è una cosa così grande che mi lascia felicemente stordita…

Sapere che c’è chi è partito da Milano, chi da Roma, chi da Parma, Modena…tutti per partecipare ad un evento pensato e realizzato da un gruppo di ragazze appassionate di Internet…non so come spiegarvelo,ma mi fa affiorare spontaneo, un sorriso sulle labbra che non riesco a contenere.

Sono felice di aver partecipato all’organizzazione di questo evento e sono felice di aver contribuito a rendere speciale una giornata nella vita di qualcuno: muovere energia è sempre una cosa speciale.Io vorrei abbracciare tutti quelli che hanno ci aiutato a realizzare questo piccolo-grande progetto e in realtà un pò lo sto facendo [hug]Grazie gente, non c’è che dire…

#tagBolab e #tagBologna Camp

La mia storia con #tagbolab perdura da tempo.Conosco Michele dai giorni in cui Crossmode emetteva i suoi primi vaggiti online e ho avuto il piacere di collabortare e confrontarmi con lui in più occasioni.Quando Mik mi accennò il progetto TagBolab fui sopresa, non perchè venisse da lui una simile proposta ( è sempre stato una persona lungimirante),ma perchè nascesse questo tipo di laboratorio a Bologna.

Questo episodio, comunque conferma quello che ho sempre pensato della mia città: qui le cose succedono e Bologna si riconferma un territorio fertile per quanto riguarda innovazione e nuove tecnologie.

Tag Bologna è un progetto del laboratorio marketing territoriale nel web 2.0 riservato agli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Scienze della comunicazione pubblica e sociale dell’Università di Bologna, e ha come caso studio Bologna e Bologna sul web.Che vuol dire?Vuol dire che i ragazzi di #TagBolab hanno studiato come promuovere una realtà territoriale in rete ergo sono in linea perfetta con la attualissima tendenza che interessa da tempo lo scenario digitale USA e che adesso sta affacciandosi con successo anche in Italia, basti pensare al fenomeno Foursquare seguito a ruota Gowalla e simili: che sono solo gli aspetti più ludici di un processo di trasformazione a dimenzione locale,che l’ecosistema digitale sta affrontando.

Da quando lo scenario digitale ha smesso di essere un emisfero”altro” dalla vita quotidiana, andandosi ad integrare perfettamente con la sfera personale di ciascuno, è inevitabile che anche la rete divenga per molti aspetti locale e ci offra servizi, informazioni e strumenti a brevissima portata.

Ho avuto il piacere di prestare il mio contributo al laboratorio TagBoLab su invito di Mchele e Valentina Bazzarin tenendo una lezione sul geotagging e su come valorizzare una realtà territoriale in rete.In qualità di  organizzatrice di #GGDBologna sono stata invitata a spiegare in aula come si promuove un evento locale, usando gli strumenti offerti dai social networks e blogosfera.Tutto questo perchè il percorso di #TagBolab si conclude con un ambizioso e temerario esperimento pratico: Organizzare Un Barcamp!Detto fatto.Domani presso lo Urban Center di Bologna si terrà TagBolognaCampIl wiki per iscriversi è qui: sul blog sono disponibili tutti dati raccolti da TagBoLab.Da non perdere oltre a tutti gli interventi fra i quali anche uno mio in cui presenterò il progetto GGDBologna,alle 14.30Tavola rotonda condotta da Francesca Sanzo: “Quale identità per Bologna? E’ possibile un dialogo on line off line?”E allora bando alle ciance:Un grandissimo in bocca al lupo ai ragazzi di #TagBoLab e che il camp sia un sucesso!!!