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Liveblogging Netiquette| 4 consigli spassionati

1) Se usate un mobile device del tipo iPhone o iPad, assicuratevi di aver disattivato il tono tasti, per evitare che chi vi sta vicino, sia vittima del vostro frenetico type type type…se non sapete come disattivare il tono tasti chiedete aiuto a chi vi sta di fianco.

Tasto audio su iPad in posizione off

 

2) Assicuratevi di star usando l’#tag corretto: quello ufficiale, non improvvisate.

3) Anche se l’evento che seguite é molto interessante e vi prende tantissimo, non esagerate con i  tweets, non siete i depositari dell’informazione…vale anche se siete delle tweetstar 😉

 

4) Se c’é un relatore seguite lo speech, soprattutto se siete in prima fila…non é bello per chi parla vedere delle teste chine su un dispositivo mobile.

NB. Non scrivo questi tips perchè mi ritengo un infallibile GURU…cerco solo di condividere, in modo costruttivo, le esperienze (vissute, ahime, sulla mia pelle!)

Happy Liveblogging!

Comma ammazza-blog: un post a Rete unificata #noleggebavaglio

 

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

Social Media Opportunità o Schiavitù? La mia prima volta alla Social Media Week

“Social Media Opportunità o Schiavitù?” è nato un pò per gioco un pò per destino…ed è un progetto che ho avuto il piacere di portare avanti isieme ad un team eterogeneo, scanzonato ed energico.

Quando Tonia mi ha chiesto se volessi partecipare ad un evento che stava organizzando all’interno della Social Media Week, ho accettato, pur  sapendo di star mettendomi in schiena un ennesimo impegno in più, rispetto a quelli già calendarizzati da tempo.

Così, carica di entusiasmo e incoscienza,  mi sono trovata insieme al Sindaco d’Italia

( Roberto Cobianchi ndr), Cecilia Pedroni, Roberto Scatena, Riccardo Goretti e Tonia Maffeo, ad organizzare una rappresentazione teatrale a base di social networks.

E si, avete letto bene, una rappresentazione teatrale a base di social neworks…perchè?

Beh, perchè parlare di Social Media alla Social Media Week, collezionando l’ennesimo speech ci sembrava un pò ridondante

Poi sarà stata l’estate appena conclusa,  la voglia di stare ancora in spiaggia a chiacchierare a cuor leggero di tutto, tranne che di cose seriose…che ci siamo lanciati in questa bellissima avventura.

Abbiamo passato più di una sera a bere birra, managire sushi o tagliatelle, scrivendo il copione e facendo le prove generali.

Location degli incontri sono state la sede di O-one e la sede di Mimulus: numerose le volte in cui ci siamo dovuti fermare, causa raffica di risate!

La struttura dello show è la seguente:

Personaggi e interpreti  in ordine di apparizione:

Il Pensatore: Riccardo Goretti

Twitter: Linda Serra

Facebook: Cecilia Pedroni

Foursquare: Roberto Cobianchi

Utente Medio: Roberto Scatena

Google+: Tonia Maffeo

La scena si apre con Riccardo Goretti (unico attore professionista) che interpreta un monologo dal taglio un pò nostalgico/retrò e antitecnologico, cui seguono  3 monologhi sulle opportunità dei social media (ciascuno il suo) e una seconda parte  dialogica, in cui abbiamo cercato attraverso un battibecco serrato e schizzoide,  di rappresentare l’aspetto schiavitù, della vita digitale.

E poi, prova dopo prova, è arrivato il grande giorno…che emozione!

Abbiamo recitato davanti ad un parterre ridotto ma appassionato, abbiamo ricevuto applausi a scena aperta e l’interazione dei presenti.

Questa esperienza ha rafforzato in me la convinzione che per essere grandi, bisogna tornare bambini ogni tanto e che per vincere bisogna mettersi in gioco e non prendersi troppo sul serio.

 

Beh, certo non posso non ringraziare di cuore  agli amici che ci hanno sostenuto: Mik, Michi e LGioni e rivolgere un enorme GRAZIE a Marco Gialdi e Paolo Cerri che ci hanno supportato con il video, visto che il livestreaming non è stato possibile perchè il wifi dello Urban Center anadava a 100 k …(Ehm, magari pensare di potenziare per l’anno prossimo non sarebbe male!).

Paolo e Marco stanno realizzando per noi il video e appena pronto saremo felici di condividerlo.

E ovviamente grazie a Spreaker, Securo e Triddles che ci hanno coinvolto in questo bellissimo viaggio!

 

 

Indagine Giornalistica ai tempi di Twitter

Qualche tempo fa, una mattina come tante mentro mi preparo ad andare in ufficio, sento una notizia che, mi colpisce.

La prima cosa che mi viene in mente di fare è twittarla indirizzandola a Calabria Blogosfere. Ecco cosa ne è seguito e cosa vuol dire fare informazione e informarsi via twitter 😉

[click sulle immagini x ingrandire le anteprime]

Ed Ecco l’articolo!

#Ioricordo così twitter racconta la strage del 2 Agosto 1980

Ancora una volta la rete fa da collante fra realtà e storie diverse che in essa trovano nuova forza e nuovi strumenti di diffusione.E’ il caso nato ieri così, un pò per caso, un pò per destino di #ioricordo (#tag già usato per commemorare il G8) e la strage del 2 Agosto.@tigella lancia un tweet,@twiperbole (Comune di Bologna) raccoglie e nasce una storia raccontata in rete.La rete sta raccontando in 140 caratteri e tramite flash di memoria personali la strage del 2 Agosto 1980 per partecipare al ricordo collettivo basta twittare un proprio ricordo e taggarlo con #ioricordo per seguire lo stream cliccate qui o inserite #ioricordo nel search di twitter.

Informarsi con #twitter

Di recente ho letto con intresse un post di Jeff Bullas circa l’utilizzo di twitter.Il post si conclude con un poll veloce e divertente.Mi sono fatta un pò di domande anch’io sull’utilizzo di twitter sia il mio personale che quello che ne fanno altre persone.

Io twitter lo uso principalmente per informarmi.

Non uso twitter per dire Buongiorno e Buonasera

Seguo particolarmente le news riguardanti Social Media Marketing, Politica, Cultura. Consulto twitter principalmene dall’ iPhone.Uso twitter sia per rimanere informata che per informare: ad esempio se sono ad un evento attraverso liveblogging. Se sono io a fare liveblogging quindi sono presente fisicamente ad un evento ,posto updates testuali, foto o video contrassegnando ciascun post con l’#tag ufficiale.Se seguo un evento bloggato da qualcun’altro, rilancio le notizie per dare ad esse maggiore diffusione e le cerco quelle più interessanti tramite gli #tag ufficiali nel motore di ricerca di twitter o su google se voglio espandere la ricerca.Ultimamente su twitter ho partecipato al live blogging della manifestazione “Se non ora, quando?!” a Bologna, e-booklab Italia.Ho seguito invece lo tzunami in Giappone e la guarrea in Libia.Qui un video che mostra il disastro di Fukushima #fukushima, #japan raccontato da twitter.[vimeo 21687842 w=400 h=225]2011 Japan Earthquake as seen through Twitter from Rio Akasaka on Vimeo.Da un recente ricerca emerge che il 70% delle persone in rete crede alle notizie postate da amici; il 14% crede alle notizie postate da testate giornalistiche, tutto questo corrisponde alla tendenza cui si assiste in rete: il passaparola on-line è molto focalizzato sulle info-news piuttosto che sulle review di prodotto. Tutto questo influenza il riattivarsi di coscienze sopite da un pò che tweet dopo tweet, si accendeno fenomeni come la “primavera el Sudest Asiatico” cui stiamo assistendo.

La rete porta informazione reale e non uniforme ai codici di massa, dove l’informazione non esiste. Questo prima o poi porterà alla emancipazione dei paesi arretrati e colmerà il divario socio culturale fra i paesi occidentalizzati e quelli orientali. La comunicazione globale non può che generare cultura globale, dedideri e aspirazioni globali.

Una pecca di twitter? La memoria corta!

Se volete tenere traccia di uno stream, fate uno screenshot entro 24 ore…dopo di che il buon canaricno svuota la cache!Molte peronse invece usano twiiter come chat, e qui si apre un universo di polmiche e schieramenti che preferisco non approfondire :)Ma questa immagine mi fa molto ridere 😀alcuni usano “tweets near you” per fare nuove amicicizie o per fare i “provoloni” 😀 …altri usano twitter come canale di spam…altri ancora lo usano semplicemente per retwittare link delgi altri.

E tu come usi twitter?

Che idea ti sei fatto del socialnetwork più compulsivo del momento?Io,attualmente, lo trovo decisamente il canale di comunicazione più interessante e coinvolgente.

Bologna 13.02.2011 Se non ora quando?

A  Bologna oggi si sono fermate le strade e con esse i bus del centro per far passare le tantissme persone scese in piazza con cartelli, pentole, fischietti, pupazzi…qualunque cosa idonea ad amplificare il messaggio.Chi non era  in strada si è affacciato alle finestre per salutare la folla.Il corteo si è mosso festoso per le strade,composto da donne e uomini di qualunque età, estrazione e appartenenza.Eravamo tanti uniti da un unico grande movente:”dire Basta!”.Non eravamo “le donne viola” come qualcuno ci ha definito,con l’intento di sminuire la rilevanza dell’evento, finendo per riempirsi la bocca di banalità che trasuda insicurezza e preoccupazione.

Non eravamo viola, nè radical chic, nè donne che si separano dalle donne.Eravamo una città intera, indignata con la voglia di manifestare il nostro dissenso verso uno sradicamento dei valori e della perdita della dignità nel nostro paese.

E’ stata talmente forte l’adesione che abbiamo conquistato Piazza Maggiore che, a causa di un provvedimento di Cofferati che vieta le manifestazioni in piazza al sabato e la domanica, era stata esclusa dal percorso ufficiale.Bologna oggi ha vestito gli abiti della protesta ed scesa in piazza a sostegno delle donne, per costruire un futuro possibile, che sia ancora in grado di proiettare i giovani verso orizzonti di crescita e di miglioramento.

Oggi siamo scesi in strada per dire “Basta” ad un paese in cui essere donna significa essere debole e vulnerabile, basta ad un paese in cui la politica sociale per le donne non esiste.Basta con chi svilisce le donne trattandole come merce di scambio

.Oggi eravamo tanti a dire “Basta” e il nostro messaggio è arrivato lontano: tramite twitter le manifestazioni Italiane sono state rilanciate in altri paesi e seguiti real time#senonoraquando (qui lo streaming ).Se non ora, quando? Perchè non siamo complici di chi non rispetta le donne, le istituzioni e la legge.Se non ora quando? E’ talemente basso il livello di moralità e legalità in cui veniamo prioettati quotidianamente che non siamo più in grado di sperare nelle istituzioni e credere nello Stato.Se non ora quando? Perchè oggi è già tardi, ma forse non troppo tardi per riuscire a svegliere le coscienze e tendere verso una società migliore.E’ stata una bellissima domenica!

La mia intervista via Twitter

Oggi ho intevistato Stefano Godio aka @Stegodio Amministratore delegato di HoMedics Italy e responsabile dell’introduzione in Italia di #Powermat.Ho girato @Stegodio le domande che alcuni utenti hanno rilasciato sulla pagina di Facebook su cui è collegato il profilo Twitter di Stegodio.Il primo contatto è avvenuto su Skype e dopo, un pò di fine tuning di rito abbiamo iniziato l’intervista.Ecco alcuni passaggi:Stegodio è stato rapito dai 140 caratteri e ha “guadagnato” 7 followers in circa mezz’ora ;)Io mi sono divertita e spero la cosa sia torni utile agli utenti che hanno lasciato le domande in bacheca.Organizzato in questo modo, il contenuto prodotto va a  costiruire una risorsa di informazioni permanente  e di veloce consultazione,  per chi cerca degli approfondimenti su questo  argomento in rete ( e circa qualunque  argomento catalogato o che si voglia catalogare  con #tag,ovvio!).Good Experience!;)

Dal Cb al Social Network

Questo il tema che abbiamo scelto per la seconda edizione della Girl Geek Dinner Bolognese.

L’idea è arrivata in una sera in cui,in una delle nostre riunioni, tra uno spritz e un’ insalata di farro,si pensava al tema della prossima GGD.

Essendo ospiti del GMFE ci sentivamo in qualche modo di rendere omaggio al grande Guglielmo Marconi, così da un blog all’altro,post dopo post abbiamo avuto l’illuminazione.

Ripercorrere l’evolversi della comunicazione sociale dal CB ( baracchino ricetrasmittente) al social network.

Cosa sono in effetti facebook e Twitter se non  un grandi e più potenti CB?

Potenti strumenti di collegamento fra individui che viaggiano in banda larga.Si parla,si aggiorna lo stato,continuamente.

What are you doing now? E’ la domanda a cui milioni di utenti rispondono compulsivamente più volte la giorno.Dove sei,cosa fai,cosa ti piace,hai visto questo hai letto quell’altro…un oceano di parole che scorre fra gli utenti proprio come negli anni pasati si comunicava in qualsiasi ora del giorno e della notte fra radioamatori.

Da questo nostro tema sono partite diverse riflessioni così abbiamo coinvolto le donne di women.it che per prime hanno promosso proprio a Bologna il progetto portico che portò alla realizzazione di un progetto pilota di una web-radio e di una web-tv tutta al femminile e il programma che ne seguì era Bettybecco.

Hanno relazionato le nostre GG Simona Lombrado e Daniela Bortolotti che hanno prodotto una presentazione in cui hanno messo a confronto il linguaggio del CB e quelli del Social Network in modo divertente e spassoso.

Francesca Fiorini ci ha parlato della sua esperienza di webradio di come la sua vita sia cambiata da quando fa radio e di come “fare radio” è stata per lei la realizzazione di un sogno.

Simona Caraceni ha fatto una panoramica molto tecnica dell’evoluzione della comunicazione dagli albori del  blogging ai social netowrk, guardando tutto da un interessante punto di vista critico proprio di un docente.

Interessanti le riflessioni della Caraceni sulla spensieratezza con cui gli utenti si lanciano nel web senza mai leggere i disclaimer sulla privacy e le policy riguardo al diritto di autore nei vari social netowk; e di come ultimamente i social network siano un avamposto in cui promuovere prodotti e pubblicizzare brand piuttosto che luoghi in cui mantenere ed intrecciare nuove amicizie.

Con questo im trovo d’accordo…facebook non è altro che il centro commerciale della rete. Il discorso sarebbe lungo interessante e impenativo.

Finito il workshop, tutto trasmesso su Current radio e Radionation abbiamo  brindato al Voltone.

Cheers!!!

In Principio erano Social Network

Oggi l’esercito Israeliano li usa per diffondere le notizie degli attacchi contro Hamas e le aziende distribuiscono lattine agli utenti.Sono nati per avvicinare gli individui,intrecciare contatti e relazioni fra persone lontane o che si fosseroperse di vista.Il fenomeno Punk di myspace che si pone come baluardo del “do yourself”esercita un’attrazioneinimmaginata dai fondatori, per milioni di utenti.myspacehomeNon servono intermediari di nessun tipo: tutto è possibile su myspace.Aprire un mini sito online, una propria vetrina, gestire la propria immagine e la propria comunicazione diventa possibile per chiunque, promuovere la propria musica,il proprio libro.Il fenomeno myspace si caratterizza quasi immediatamente come canale per giovani artisti in cerca di contatti e agenzie di booking in cerca di buon materiale da piazzare in giro.A tutt’oggi myspace per quanto, metta in cantiere strumenti per attirare utenza eterogenea, resta un canale destinato ad artisti e imprenditori in erba.Il fenomeno Facebook nasce per mettere in contatto compagni di college, si contrappone a myspace in quanto più people oriented: devi essere un nome e un cognome reale per avere un tuo profilo e devi davvero conoscere delle persone con cui intrecciare i rapporti.facebookhomepageMolto bello,finché dura.Ben presto Facebook apre le porte alle aziende,quelle serie, e diventa la piattaforma social dei grossi brand.Facebook è ad oggi in grado di offrire alle aziende un ventaglio di strumenti dedicati all’ADV in grado di mettere direttamente in contatto i propri user e i provider che ospita.Tanto che il “Signor Facebook”sente di dover delle scuse ufficiali agli utenti per la troppa pubblicità,ma subito dopo lancia Give Real e rende possibile fare sampling on line.Vi starete chiedendo che fine hanno fatto You Tube e Twitter?!!!L’esercito Israeliano ne ha fatto i propri strumenti di comunicazione per notiziare in tempo reale le news degli attacchi contro Hamas.In 140 caratteri vengono rilasciati Updates riguradnti gli attacchi portati a segno sulla striscia di Gaza e sul canale youtube dedicato ci sono le mappe precise degli attacchi aerei.Che con Obama si apra l’era della Social War?Dopo “guerra di bande” potrebbe essere il nuovo tormentone su Facebook!!!idfnadesk