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Liveblogging Netiquette| 4 consigli spassionati

1) Se usate un mobile device del tipo iPhone o iPad, assicuratevi di aver disattivato il tono tasti, per evitare che chi vi sta vicino, sia vittima del vostro frenetico type type type…se non sapete come disattivare il tono tasti chiedete aiuto a chi vi sta di fianco.

Tasto audio su iPad in posizione off

 

2) Assicuratevi di star usando l’#tag corretto: quello ufficiale, non improvvisate.

3) Anche se l’evento che seguite é molto interessante e vi prende tantissimo, non esagerate con i  tweets, non siete i depositari dell’informazione…vale anche se siete delle tweetstar 😉

 

4) Se c’é un relatore seguite lo speech, soprattutto se siete in prima fila…non é bello per chi parla vedere delle teste chine su un dispositivo mobile.

NB. Non scrivo questi tips perchè mi ritengo un infallibile GURU…cerco solo di condividere, in modo costruttivo, le esperienze (vissute, ahime, sulla mia pelle!)

Happy Liveblogging!

Bologna 15 Ottobre 2011: nuove professioni delle donne

Con sommo ritardo eccomi anche io a parlare di Nuove Professioni delle Donne: evento che ha visto il team GGDBologna impegnato per la prima volta insieme ad un’altra associazione Donne Pensanti e ad un media partner Artcolo37nella organizzazione, conduzione e svolgimento.

Nuove professioni delle Donne e’ partito tanto tempo fa, quando mi sentivo chiedere “Che lavoro fai?” e cercavo, lo faccio ancora oggi, di spiegare nel modo più semplice possibile, ai miei interlocutori e, puntualmente, mi sentivo dire “Che figata, come hai fatto?!Come si fa a fare un lavoro come il tuo?”.

A parte lo stupore iniziale, mi sono resa conto che

spiegare alle persone, in modo semplice, concreto e senza metteresi in bocca dei termini troppo tecnici, può aprire dei percorsi, può stimolare dei percorsi e anche una presa di coscienza.

E allora mi rullava in testa questa idea e mi rullava ancora.
Poi un giorno la vita mi ha messo sulla strada le ragazze del team GGDBologna e Francesca Sanzo.
Io e Francesca ci eravamo viste gia’ altre volte sempre a BarCamp o eventi piu’ o meno istituzionali, poi succede che un giorno, credo fosse Maggio, decidiamo di vederci al Pratello per un aperitivo.

[Dio salvi il Pratello!]

Tra uno spritz e un chiacchiera, spiego questa idea che avevo in testa a Francesca….e con o stupore Francesca capiva perfettamente quello che intendevo, perché, la stessa cosa succedeva anche a lei!
E poi succede che GGDBologna e’ cresciuta tantissimo fino a distornerò una associazione, a Bologna e’ arrivata un po’ di aria nuova, le istituzioni ci hanno teso alano interessandosi alle nostre iniziative. Poi un giorno ci contatta Tommaso Gavioli de Lo Stile Di Bologna per proporci di partecipare a Minganti Tech, un progetto di riqualificazione del centro commerciale Officine Minganti…e allora dopo più di un anno da quell’aperitivo al Pratello, Le Nuove Professioni delle Donne inizia a prendere forma.
Passo dopo passo abbiamo messo in condivisione i nostri contatti, un piano di comunicazione, chiesto il patrocinio delle istituzioni e chiamato donne da tutta Italia che fossero interessate a condividere le proprie esperienze….
I lavori sono partiti a Luglio e da allora al 15 Ottobre abbiamo lavorato senza sosta, senza orari…ma con un unico scopo: organizzare una giornata di confronto.
Abbiamo avuto tantissime risposte, più di quelle che ci aspettavamo, abbiamo avuto tantissime adesioni di partecipazione ai workshop.
E soprattutto, ci hanno scritto tantissime donne chiedendoci di portare il format in altre zone d’Italia.
E’ stata una giornata intensa e piene di contenuti, sinergie e scambi di professionalita’.
Abbiamo fatto rete, in modo reale, concreto ed efficace…
Vi lascio al racconto di Silvia Storelli che come sempre ci ha donato questo suo prezioso contributo.
Le Nuove Professioni Delle Donne
Questo l’articolo che ho scritto su l’Informazione di Bologna, diva abbiamo aperto anche un blog in cui raccoglieremo tutti i contenuti relativi alla giornata del 15 e racconteremo gli sviluppi futuri di
NPDonne, che vi assicuro saranno interessanti 😉

Pillole di Umanesimo Digitale:Pillola Numero 1,Il contatto mail.

Ho deciso di iniziare questa rubrica per riflettere su alcuni aspetti della nostra vita digitale quotidiana da cui spesso mi trovo travolta, mio malgrado.

Il contatto mail, per quanto veloce, rapido e ormai alla portata di tutti, non è tuttavia, una cosa scontata.

 

Ogni giorno nel mondo vengono inviate circa 2 miliardi di e-mail, ma questo non vuol dire che il contatto e-mail sia un gesto meccanico e da sottovalutare.

Ultimamente mi capita spesso di ricevere e-mail a cascata che mirano ad un feedback di tipo personale, che vuol dire?

Le e-mail a cascata sono e-mail inviate ad una moltitudine di destinatari, che tuttavia si pongono  l’obiettivo di innescare l’interesse di un singolo, verso un dato evento o un appuntamento X, esclusivo e indirizzato appositamente al destinatario del messaggio.

Ora questo genere di attività è fallimentare per una serie di motivi.
Etichettare un evento come esclusivo e poi indirizzare l’invito ad <undisclosed recipients> e un pò come dire a chi riceve ” Se vieni sarai l’ospite d’onore, se no chi se ne frega!”.
Se la mia presenza ad un evento è richiesta e attesa, oppure se è importante che io ponga attenzione ad un X evento, sarebbe anche il caso di salutarmi e chiamarmi per nome,piuttosto che con un generico “Caro Blogger”, o addirittura senza salutare o rivolgendosi a me al maschile, in questo caso mi stai dicendo: “So che sei un donna,ma ci sono anche degli uomini in copia e quindi devo darti del maschio!”.
La cosa peggiore che poi mi è capitata è di ricevere della mail spudoratamente a cascata, perchè il mio indirizzo si trovava in “a” insieme a quello di una 50ina di altri destinatari e il corpo della mail, entrava subito nel vivo dell’argomento, senza proeccuparsi di intuili preamboli come “Buongiorno, buonasera…ciao” o un qualunque tipo di saluto.
Bene, cioè male.

Ricevere una mail frettolosa e approssimativa rende, ahimè, anche il suo contenuto approssimativo e di poco conto.

Quello che pare sfugga a chi si rende promotore di questo tipo di messaggi è che dietro un indirizzo e-mail ci sono delle persone.
Dietro il mio indirizzo e-mail ci sono io, una persona che ha delle abitutini, delle idee e una sensibilità.

Allora scrivere un messaggio e-mail ad una persona non signifia lanciare un messaggio nell’etere, così, a casaccio “‘ndò cojo cojo!”: significa recapitare un messaggio ad una persona.

 

Scivere ad una donna un messaggio con un incipit “Caro blogger”, equivale ad andare in giro ad etichettare con appellativi generici tutti quelli che incontriamo non preoccupandoci della loro reale natura.
Se avete nella vostra lista contatti un indirizzo e-mail, ciò non vi autorizza ad inviare messaggi approssimativi e inconcludenti.

Se poi siete addetti stampa e vi occupate di contattare blogger e opinion leader per un cliente, ricordatevi che chi vi paga vi sta affidando la propria immagine e la buona riuscita di un evento, essere approssimativi e comportarvi in modo non congruo, è  scorretto nei suoi confronti e automaticamente mette in cattiva luce il vostro cliente e compromette, al contempo, la vostra immagine professionale, e la riuscita dell’evento.

 

Il filtro del medium (il computer) fra voi e il destinatario del vostro messaggio, non annulla la personalità di chi riceve e soprattutto, non azzera le buone maniere.
Allora se vi trovate a dover inviare una X numero di email ad un Y numero di contatti ricordate che:

  1. “Perdere” 2 minuti nell’introdurre la vostra persona, i motivi del contatto, vi farà guadagnare l’attenzione del destinatario.
  2. Inviare 10 messaggi ben scritti e accurati è meglio che inviarne 100 scritti con i piedi.
  3. Se volete che una persona dedichi attenzione al vostro messaggio, dovete dedicare attenzione e cura nello scrivergli.
  4. Se scrivete ad una donna, parlategli come parlereste ad una donna.
  5. ricordatevi che ad un indirizzo e-mail corrisponde una persona,prima di scrivere, informatevi su chi è questa persona, cosa fa nella vita, se avete magari qualche amico in comune o una passione che possa accomunarvi.
  6. Ricordate che una mail è solo un mezzo di comunicazione, usatelo al meglio per fare centro, non come fosse un bazooka impazzito che spara a casaccio.

Internet risveglia le coscienze, non vince i referendum!

20110614-004403.jpgQualche giorno fa ho retweettato una frase di Jim Gilliam al Personal Democracy Forum”I don’t have faith in the Internet, I have faith in people connected the through the internet!”.Questo e’ quello che mi sento di dire oggi.Leggo ovunque “Referendum: ha vinto facebook!”, non sono d’accordo.Non ha vinto facebook: hanno vinto le persone, abbbiamo vinto noi e le nostre idee.Questo tipo di superficiale analisi, a mio avviso, mira a sminuire la potenza del messaggio e la determinazione dei singoli.Facebook e’, senza dubbio, un vettore veloce e diretto che moltiplica le opportunità di costruire un network in pochi secondi, ma il più potente e veloce vettore o connettore esistente, non sortirebbe alcune effetto, se non ci fossero dei contenuti veicolati da persone determinate.Oggi abbiamo vinto noi, che comunichiamo in rete e usiamo internet per comunicare e diffondere idee e messaggi. Facebook ha fatto da collante e diffusore allo stesso tempo.Il messaggio e’ stato diffuso, disseminato e moltiplicato attraverso facebook e twitter.La politica non può più negare il ruolo dei nuovi media sulla comunicazione e sul modo di fare politica dei singoli individui. Tutto questo e’ nuovo, improvviso e sconvolgente e fa paura…avere libero accesso ad una rete di milioni di nodi a cui corrispondono milioni di cervelli che si connettono in una miriade di sinapsi attive e veloci, e’ un processo sconvolgente che porta a risultati sbalorditivi.E’ innegabile che fare politica ai tempi di facebook, e’ più facile perché e più facile esprimere una posizione e ricevere un feedback immediato, riscuotendo consensi o dissensi. E’ più facile e veloce creare un movimento grazie agli strumenti gratuiti e acccesibili che ci offrono i social networks: questo e’ l’aspetto più interessante della vicenda.Chiunque, in pochi click e semplici passaggi, può costituire un centro di interesse politico destinato, nella migliore delle ipotesi, a divenire un movimento che pian piano inizia a mietere proseliti e a diffondere messaggi.Internet ( il mezzo) veicola pensieri e concetti, la rete ( le persone in rete ) congiunge e avvicina le realtà simili e differenti offrendo ad esse nuove opportunità di crescita e confronto e di emancipazione.Quello che e’ successo in Italia in questi giorni e’ proprio questo: le persone hanno preso posizione e hanno dato vita ad un movimento che ha coinvolto tutto il paese. Le persone si informano e riprendono interesse verso la politica e le informazioni. Dico questo con prove di caso concreto. Nella mia famiglia ho l’esempio dei miei genitori che dopo decenni di torpore mediatico televisivo e massmediale, hanno, con l’avvento di facebook, ripreso contatto con la realtà; interessandosi al dibattito politico e consultando fonti alternative di informazioni, cercando il confronto con gli altri.I miei genitori hanno votato “SI” e hanno seguito lo spoglio con vivo interesse.Non e’ facebook che denota il successo di un’operazione , sono le persone che elaborano i contenuti che fanno di un progetto qualunque, un progetto vincente.Oggi in Italia Hanno vinto le idee, hanno vinto le persone e internet ci ha aiutato a diffondere le nostre buone ragioni e a comunicarle in modo fermo e convincente.Le persone hanno preso coscienza e internet ha connesso le ragioni convogliandole verso un unico fine.E immaginiamo che tramite internet un giorno si possa esprimere validamente il proprio voto, sia ai referendum, che alle elezioni.Pensate a come sarebbe veloce lo scrutinio, quanto ne guadagnerebbe il quorum e quanti miliardi risparmieremmo.Un giorno non molto lontano, tramite internet ci recheremo alle urne e allora il cerchio sara’ chiuso#Italianrevolution

I nemici della rete

20110515-174916.jpg

Su invito della mia amica Leda e di Marco ieri sono andata al laboratorio Dans la Rue per assistere alla presentazione del libro “I nemici della rete” di Arturo di Corinto.Il libro affronta la situazione politica e il problema della iper attivita’, legislativa che, al pari di altri settori , si occupa o si vorrebbe occupare di controllare l’informazione in rete.Il dibattito, interessantissimo, si e’ snodato fra differenti punti di vista:il mio da esperta di comunicazione digitale, quello dei ragazzi del laboratorio crash attenti all’aspetto politico e rivoluzionario che orbita in rete e che pero’ rischia di trovare in rete strumenti di controllo e monitoraggio, piuttosto che di libertà e coesione, quello delll’autore che da studioso di rete, politica e umanesimo ha posto delle prospettive interessanti anche se non sempre condivisbili.Quello che avrei voluto dire e che non sono riuscita a dire per ragioni di tempo:Il problema fondamentale e’ , a mio avviso, la trasformazione cui stiamo assistendo e partecipando

Internet si sta trasformando da territorio libero e di avangurdia a territorio di conquista e colonizzazione da parte dei governi e delle multinazionali.

Quello che bisogna pero’ ricordare senza demonizzare la rete e’ che e’ sempre stato così : i governi e i poteri di controllo hanno sempre tentato e sempre tenteranno di controllare gli strumenti di comunicazione e di aggregazione delle folle.Sta succedendo con internet, e’ successo con le radio e con la stampa per non parlare della Tv:quale migliore esempio del nostro paese.?

Quello che non e’ stato detto e’ che internet e’ una enorme risorsa da cui attingere e che come tale, pur se controllato, controllabile e pieno di opinioni piu’ o meno opinabili e’ fatto di persone.Internet non e’ un elettrodomestico da accendere e spegnere all’occorrenza, questo non mi stanchero’ mai di dirlo, internet siamo noi, siamo tutti.

Quello che avrei voluto dire e’ che i fenomeni di massa come facebook e twitter non sono internet, sono solo due grandissimi connettori e velocissimi veicoli di informazione. La rete esisteva prima di facebook e twitter .Non credo faccia ancora stupore il fatto ìche facebook sia uno strumento di controllo e di archiviazione dei dati degli utenti, non ditemi che credere alla favola della start-up universitaria fatta da piccoli geni: se non ci fossero stati degli importanti finanziatori, facebook non sarebbe arrivata a dove e’ arrivata adesso.Facebook e’ un supermarket di informazioni ,lo dicevo già tempo fa.Una cosa molto importante che di Corinto ha sottolineato e che rappresenta uno dei fondamenti di umanesimo digitale che sto approfondendo ultimante e su cui tutti dovremmo riflettere e’ l’ aspetto secondo cui:

“Un tempo le rete si pensava fosse fatta di macchine controllata da individui, adesso sembra che gli individui siano solo dei nodi di connessione fra la rete delle macchine.”

.Tutto questo e’ reale ed e’ uno degli errori più grandi in cui un utente possa incorrere.Le macchine sono al servizio dell’uomo e hanno bisogno del controllo delle mente umana.L’intelligenza artificiale ha bisogno, per dare il meglio di se, di una intelligenza umana che la controlli altrimenti non decodifica il messaggio e non risponde per come e’ stata programmata.

I computer, tablet e smartphone non sono che strumenti che devono renderci la vita più facile e più comoda, non devono diventare appendici da cui sentirsi dipendenti.

Suggerimento per i ragazzi di Dans La Rue:Il dibattito e’ sempre un momento di confronto di approfondimento interessante; ancor più interessante se piuttosto che ad alzata di mano, gli incontri si svolgessero sotto forma di conversation, lo trovo più democratico e easy e, indubbiamente piu’ attuale. 😉

The Stream:il notiziario social network based di Al Jazeera!

La prima volta e l’unica volta che ho incotrato Al Jazeera da vicino era il lontano 2003: mi trovavo a Dubai per una fiera e lo stand dell’azienda per cui lavoravo al tempo, era difianco a quello di Al Jazeera.All’epoca, Al Jazeera era per tutti la TV che diffondeva i video messaggi di Bin Laden: c’era quindi da aver paura?!La fiera andò benissimo e i miei vicini di stand venivano ogni tanto a prendere un caffè Italiano dalle mie parti :)Oggi Al Jazeera è una delle emittenti più evolute al mondo, e punta a divenire l’emittente più Social Media Based in assoluto.Prima televisione al mondo a diffondere contentui in creative commons (wired.it).Da tempo Al Jazeera comunica in rete e attraverso la rete, ma questo non fa più notizia.Quello che fa notizia è the Stream: il programma di informazione che attingerà direttamente dalla rete, diffondendo e amplificandone il messaggio. [update]Nel frattempo e’ stato lanciato l’episodio pilota potete vedere i primi 5 minuti aprendo il link sopra ;).Con The Stream Al Jazeera raggiungerà tutta quella parte di popolazione cui non riesce ad arrivare a causa della mancanza di offerta dei propri canali da parte di molti provider di TV via cavo (specie in USA).

The Stream sarà una sorta di grosso aggregatore che attingendo da facebook e twitter in real-time, ne rilascerà le informazioni dando ad esse maggior risalto e più ampia diffusione.

Fan e follower dunque diverranno in qualche modo redattori del palinsensto del programma, selezionando, attraverso i propri rilanci in rete, le notizie che andranno in programmazione.The Stream infatti, sarà composta da script che riprodurrano tweets, facebook updates e youtube video rilanciati in real time dagli utenti.Il Go-live! Negli States è previsto il 2 Maggio.Il canale twitter e’ già attivo @AJStream

“The democratization of the Arab world is directly related to the democratization of the media,” , “It’s not just about organizing protests … there are so many different ways in which social media is used to connect people across borders, but also to connect old media with new media, to fight the battle, to fight oppression.”[Shihab-Eldin]

Se non fosse chiaro l’informazione è in rete!

CreditsDigital TrendsNBC BAY AREA

Conversation Agent & Me…towanda!

Mi capita poche volte di rimanere senza parole,di non avere nulla da aggiungere perchè è tutto chiaro, semplice e perchè mi trovo perfettamente d’accordo con quello che è stato appena detto.
Ieri sera mi è successo più volte di rimanere senza parole durante il mio scambio con Valeria Maltoni.
Incontrare persone come Valeria è un’esperienza unica, di arricchimento e di ampliamento di vedute di approfondimento e di altissimo confronto.

Valeria mi ha emozionato con quel suo modo sicuro e diretto che ha di parlare di cose complesse e per al semplicità con cui affronta gli argomenti, da cui traspare tutta la sua lunga esperienza negli States.

Le cose che ho imparato da Valeria ieri sera:

  1. Non c’è molta differenza fra uno e donna; la differenza  sta nel riconosicmento.
  2. Noi donne siamo sempre troppo insicure rispetto a ciò che sappiamo e tendiamo a porci in situazion di “forse”o “vorrei” “sto imparando” “mi sto facendo un’idea su…”. Dobbiamo essere sicure e lanciarci perché è facendo che si impara snon solo studiando delle teorie e pensando da sole.
  3. Il primo documento di ricerca scientifica open source lo dobbiamo ad una donna: Marie Curie
  4. L’influenza dipende dall’identità e dalla cultura di una persona e dai suoi obiettivi e dal contesto in cui essa agisce e soprattutto l’influenza è fatta dalla capacità di una persona di mettere in risalto i  propri contenuti in base ad un analisi del contesto in cui si posiziona. L’influenza è la rilevanza che ciascuno riesce ad esercitare in un determinato contesto. Per misurare l’influenza bisogna usare una combinazione di strumenti tra cui l’osservazione, la ricerca quantitativa e la ricerca qualitativa.
  5. La conversazione è il primo momento in cui negoziamo significato.
  6. Perchè Convesation Agent? Perchè la conversazione è un altissimo momento culturale e di scambio e Agent perchè dobbiamo promuoverla.
  7. I più avanti siamo noi consumatori, se le aziende vogliono fare business con noi devono adeguarsi!
  8. Quando rompi le regole, devi conoscerle le regole altrimenti rompi solo le scatole! 🙂
  9. Facebook pages are the new “Make the Logo Bigger
  10. At the end of the day …is about you!
  11. Una delle frasi più belle che le ho sentito pronunciare ieri?

    “Per creare un network, usavo i contenuti come gli Italiani usano il cibo; cercando di attirare persone sempre diverse..”

Persone come Valeria lasciano il segno ed è una fortuna incontrarle…

Conversation Agent&Me…towanda!

Mi capita poche volte di rimanere senza parole,di non avere nulla da aggiungere perchè è tutto chiaro, semplice e perchè mi trovo perfettamente d’accordo con quello che è stato appena detto.Ieri sera mi è successo più volte di rimanere senza parole durante il mio scambio con Valeria Maltoni.Incontrare persone come Valeria è un’esperienza unica, di arricchimento e di ampliamento di vedute di approfondimento e di altissimo confronto.

Valeria mi ha emozionato con quel suo modo sicuro e diretto che ha di parlare di cose complesse e per al semplicità con cui affronta gli argomenti, da cui traspare tutta la sua lunga esperienza negli States.

Le cose che ho imparato da Valeria ieri sera:

  1. Non c’è molta differenza fra uno e donna; la differenza  sta nel riconosicmento.
  2. Noi donne siamo sempre troppo insicure rispetto a ciò che sappiamo e tendiamo a porci in situazion di “forse”o “vorrei” “sto imparando” “mi sto facendo un’idea su…”. Dobbiamo essere sicure e lanciarci perché è facendo che si impara snon solo studiando delle teorie e pensando da sole.
  3. Il primo documento di ricerca scientifica open source lo dobbiamo ad una donna: Marie Curie
  4. L’influenza dipende dall’identità e dalla cultura di una persona e dai suoi obiettivi e dal contesto in cui essa agisce e soprattutto l’influenza è fatta dalla capacità di una persona di mettere in risalto i  propri contenuti in base ad un analisi del contesto in cui si posiziona. L’influenza è la rilevanza che ciascuno riesce ad esercitare in un determinato contesto. Per misurare l’influenza bisogna usare una combinazione di strumenti tra cui l’osservazione, la ricerca quantitativa e la ricerca qualitativa.
  5. La conversazione è il primo momento in cui negoziamo significato.
  6. Perchè Convesation Agent? Perchè la conversazione è un altissimo momento culturale e di scambio e Agent perchè dobbiamo promuoverla.
  7. I più avanti siamo noi consumatori, se le aziende vogliono fare business con noi devono adeguarsi!
  8. Quando rompi le regole, devi conoscerle le regole altrimenti rompi solo le scatole! 🙂
  9. Facebook pages are the new “Make the Logo Bigger
  10. At the end of the day …is about you!
  11. Una delle frasi più belle che le ho sentito pronunciare ieri?

    “Per creare un network, usavo i contenuti come gli Italiani usano il cibo; cercando di attirare persone sempre diverse..”

Persone come Valeria lasciano il segno ed è una fortuna incontrarle…

Happy Birthday, Youtube!

Oggi Youtube compie 5 anni…pensavate fosse più vecchio,vero?:)Solo 5 anni fa questo video primo venne caricato sulla piattaforma dai suoi fondatori.Da allora vennero caricati migliaia di video in un anno, finchè Youtube non venne acquistato da Google ed il resto è storia :)[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=jNQXAC9IVRw&hl=it_IT&fs=1&]

Orbitare in Gravity

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Cmjm2XDIdwc&feature=player_embedded]E’ da poche ore che, grazie a Stered orbito in GravityNuovo social network strutturato per “Pianeti di interesse”.Non mi oriento ancora bene,ma a primo acchitto è un pò come avere tante room di freindfeed organizzate per argomenti, più accessibili e facilmente ricercabili.Efficace e gradevole  il promo.Vi saprò dire 🙂