L’esame di maturità

Io la mia notte prima  degli esami non la ricordo.
Ricordo il fervore che c’era nei giorni precedenti alle prove scritte.

Ricordo che dovevi per forza avere un trucco, un asso nella manica…altrimenti eri uno sfigato!

Lo strumento più in voga, ricordo fosse, “La Cartuccera” uno strumento para-militare in cui infilare dei rotolini di carta con dei temi di Italiano trascritti in caratteri minuscoli…ancora oggi mi chiedo quale fosse la tecnica di copiatura in caso di estrazione di una delle tracce “incartucciate”!

Ricordo vagamente che la prova di Italiano andò liscia, non ricordo grossi drammi: ricordo il cuore in gola al momento della dettature delle tracce.
Ricordo meglio la prova di Greco: mi trovai a mimare i passi della traduzione a gesti ad alcuni compagni il passo critico della traduzione recitava:

“Quando si intrecciano le correnti calde e le correnti fredde delle acque…”.

Improvvisai una scena tipo Velina-Striscia approfittando di un nanosecodno in cui i segugi della commissione erano distratti.
Agli esami di Stato ( si chiamavano così all’epoca) arrivai tardi, come del resto tutte le mattine dei miei 5 anni di Liceo e quindi guadagnai un posto in prima fila… come per tutti i miei 5 anni di Liceo.Una degna conclusione al mio percorso di studi.

Di quei giorni ricordo l’ansia ma anche quella leggerezza mista a incertezza.

Avevamo 18 anni e tutta le possibilità aperte davanti a noi…potevamo tutto e avevamo davanti un’estate lunghissima.

Certo non ci saremmo visti tutte le mattine…non avrei più baciato i miei compagni tutte le mattine ( si perché noi ci baciavamo tutte le mattine…eravamo un gruppo affiatatissimo!), non saremo mai stati così affiatati e in realtà non ci saremo quasi mai più visti…
Questa consapevolezza ci si concretizzò alla fine delle prove scritte…era l’ultima volta che eravamo stati nella stessa classe tutti insieme…per 5 ore!
Ci salutammo nel modo più allegro possibile con un “Tanto co vediamo, no?!”.

Purtoppo no, tranne che con pochi, non ci siamo più visti e quella spensieratezza, quel formicolio che parte dalle gambe e ti arriva fino alla cima dei capelli, lo rivivo solo quando ripenso all’esame di maturità.

1 pensiero su “L’esame di maturità

  1. Annina

    Sei meravigliosa.In quello che hai scritto traspare tutta la tua sensibilità ,tutto il tuo animo tanto puro e tanto bello

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