Roma 15 Ottobre 2011

Scrivendo questo post sono certa di non aggiungere nulla di nuovo a quello che e’ già stato detto da molti e che viene rilanciato da ore e ore in rete e dai media tradizionali.
Voglio solo appuntare qui le mie personali rflessioni sui fatti di sabato.
Mentre a Bologna parlavamo di futuro e proiezioni,nuove professionalita’ e speranze, qualcuno saccheggiava Roma, ma non solo, rubava la voce al movimento degli Indignados.

Ho imparato negli anni sulla mia pelle che la rabbia e l’impulsività non portano mai a nulla e la violenza non risolve mai i problemi: ne crea ulteriori.

Distruggere non sempre porta ad una rinascita, soprattutto se dalla distruzione nessuno trae beneficio…ma risultano solo danni a scapito di terze persone che poi si ripercuotono sulla collettività.

Chi pagherà i danni causati a Roma?
Tutti noi e le famiglie di coloro i quali hanno compiuto gli atti di Roma.

In una delle manifestazioni più belle, paicifiche e festose, cui ho preso parte proprio nella mia città natale, Cosenza nel 2002, ho avuto la fortuna di conoscere il papa’ di Carlo Giuliani.
Un uomo mite, Pacifico e profondo: professa la non violenza.

Carlo vive?

Di sicuro Carlo vive nella memoria dei suoi genitori e di chi lo ha conosciuto davvero e gli voleva bene.

Carlo muore ogni volta che un’azione violenta viene asociata al suo nome cosi’ come e’ successo sabato.

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