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Alice in Wonderland:Tim Burton ha ucciso Lewis Carroll

Credits mannythemovieguy.com

E’ da ieri che me la meno con questa storia,ma proprio non mi va giù.Ieri sono andata, dopo un anno di attesa, a vedere Alice in Wonderland di Tim Burton.

Premessa: adoro Tim Burton e Alice in Wonderland è un capolavoro!

Bene, anzi male!Burton non si è limitato a raccontare a suo modo Alice,no: na ha riscritto la storia cercando di dare un sense ad un non sense per eccellenza la famosa fiaba di Lewis Carroll!Veniamo al racconto di Burton:Alice è una ragazzina che torna  quasi 20 enne nel paese delle meraviglie per sfuggire da una promessa di matrimonio indesiderata e un futuro predeterminato.Dopo mille peripezie (inutili) Alice sconfigge il male che regna nel sottomondo,con tanto di scena di lotta fra Alice e il drago e un chiaro richiamo all’iconografia San Giorgio e il Drago e alla letteratura fantasy che con Carrol e lo stesso Burton fa a pungni.Ma non è tutto:

quando Alice ha la possibiiltà di scegliere se restare in Wonderland o tornare alla vita di tutti i giorni, Alice sceglie la vita di tutti i giorni e sapete come va a finire?Che Alice diventa una imprenditrice prendendo il posto nell’azienda di suo padre.Per la cronaca viene assunta come “apprendista” dall’ ex socio del padre e si mette in affari!!!

Troppo davvero troppo assurdo.

Perchè dare un senso ad una fiaba?Perchè doverla spiegare in modo logico?E dove è finito l’universo onirico di Tim Burton?

Che delusione.

Il Paese delle Meraviglie di Burton è un universo freddo e insignificante,un paesaggio spettacolare creato a colpi di 3D dove manca la festosità, l’originalità e l’esplosione di fantasia che domina il racconto di Carroll e che ha affascinato i bambini di tutto il mndo per generazioni.

Molto delusa e annoiata sono uscita dal cinema e ho ripensato alla mia Alice persa in Wonderland alla ricerca del Bianconiglio.

Cancellare i contenuti dalla rete:”La moda del momento”

Ultimamente la rete “è piena” di contenuti che scompaiono.La scelta è ampia: si va da 3D nei  social network ,ai post nei blog, (di cui i motivi nel post di Frieda ) ai gruppi di Facebook.Una Case History abbastanza eclatante è quella del Gruppo di Facebook che, da Gruppo di sotegno e solidarietà all’Abbruzzo, è stato rinominato come gruppo di sostegno e incoraggiamento a Silvio Berlusconi e molte persone che il Premier non lo sostengono affatto, si sono trovate ad essere fan di questo gruppo.Si sparge la voce, i giornali accennano all’accaduto e fra gli utenti inizia il tam-tam.Io stessa pubblico sulla mia pagina un post di warning per i miei amici che, pur  apertamente avversi allo schieramento politico del Premier,  vedo fra i fan de gruppo.Bene. Si fa per dire…Ieri sera verso le 18 mi accorgo che il mio post di warning è “stranamente” scomparso dalla mia pagina di Facebook e l’url del gruppo rimanda ad un page not found (purtroppo non ho fatto screenshot!) però è rimasta traccia in Friend Feed(almeno finoad oggi!) ma ho comiunicato la cosa sulla mia pagine e di questo ho traccia.Molti miei amici che avevano come me condiviso la notizia, mi contattano per dire che anche loro non vedono più sul loro profilo il messaggio pubblicato per comunicare l’alert ai propri amici.Oggi la pagina è “magicamente” ricomparsa.E molte persone vi risultano ancora iscritte e alcune si stanno muovendo per sporgere denuncia.A questo stato delle cose credo si possa parlare di rimozione dei contenuti volontarie e rimozioni occulte.Ad ogni modo, tutto questo mi da occasione per ribadire alcune cose in cui credo fermamente:

  1. La rete è libera (almeno fino adesso), ma ciò non vuol dire che si possa abusare di essa e appropriarsi de suoi contenuti.
  2. La rete nasce come strumento democratico e tale vorremmo che restasse: chiudere la comunicazione bruscamente e concellare il contributo di tutti con un gesto unilaterale ed arbitrario, più che ad un dibattito in un contesto social fa pensare ad un comizio a reti unificate.
  3. Gli utenti della rete sono persone e come tali hanno gli stessi pieni diritti e pari doveri di tutte le persone che popolano il mondo, semplicemente hanno maggiori opportunità.

Quindi prima di entrare in rete riflettiamo su quello che stiamo facendo e se quello che ci torna indietro non è esattamente quello che ci aspettavamo: non eliminiamo tutto con un colpo di spunga, ma cerchiamo di trarre dal parere discorde di un interlocutore un motivo in più di crescita e di confornto maturo e consapevole.