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La difesa della democrazia

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=CM255rqTxxw&hl=it_IT&fs=1&]Contro la legge bavaglio resistenza civile!Presa di coscienza verso la necessità di conoscenza.

Chiediamo di essere informati.

L’informazione, la conoscenza sono da sempre gli elementi che hanno determinato lo sviluppo e il progresso dell’umanità.Senza il desiderio di conoscenza, la voglia di sapere, gli uomini non si sarebbero evoluti in maniera così netta rispetto agli altri esseri viventi.Chi vuole così fortemente questa legge, lo fa perchè ha necessità di lasciare i cittadini all’oscuro di informazioni che li riuguardano ubriacandoli di falsità e di notizie di poco conto.Chi vuole nascondere la verità lo fa perchè ha necessità che i cittadini la smettano di progredire e di chiedere giustizia, verità, rispetto delle norme così come è successo in questo ultimo anno.

Chi vuole questa legge ha paura della presa di cosienza, ha paura delle piazze, dei manifestanti sotto Montecitorio…Chi vuole questa legge non vuole che noi sappiamo le malefatte e le ingiustizia che chi è a capo di uno stato dovrebbe combattere e non cercare di mettere al riparo.Chi vuole questa legge ha necessità di controllare l’informazione!

Le persone oneste non hanno nulla da nascondere, chi si preoccupa tanto per la propria inattacabilità lo fa perchè sa di essere vulnerabile e ha bisogno di nascondersi.

L’informazione è libera ed è un diritto di tutti:non rinunciamoci!

I primi della Classe

I primi della classe non mi sono mai piaciuti eppure ci inciampo sempre.Mi capita sempre più spesso di inciampare in rete in comportamenti da primi della classe che non condivido.In particolare non mi piace l’atteggiamento di alcuni “adetti ai lavori” o anche di illustri “heavy user” di intraprendere delle crociate nei confronti di chi non è altrattanto esperto.Questo atteggiamento mi ricorda i tempi in cui in Italia l‘Hip Hop lo ascoltavamo in 20 più o meno, e quando arrivava qualcuno di nuovo che voleva avvicinarsi alla cultura Hip Hop veniva guardato male o tenuto alla larga solo perchè non sapeva chi fossero gli NWA oppure non avesse conoscenze approfondite delle origini della “doppia acca”.Questo incancrenirsi settario della appartenenza ad una casta lo trovo davvero poco social e agli antipodi della cultura 2.0.Io credo che essere sperti di qualcosa debba anche significare predisposizione alla comprensione e alla condivisione della conoscenza, che ricordiamolo, è bene comune.Essere esperti di qualcosa dovrebbe essere sinonimo di sicurezza e la sicurezza di se presuppone condivisione.Noto invece, che c’è un atteggiamento che porta “quelli che ne sanno” a vegliare sugli inciampi altrui per potersi vanagloriare della propria expertise.Tutti hanno il diritto di imparare e di sbagliare e andare tutti insieme addosso a chi sbaglia per ignoranze data dalla mancanza di consocenza delle cose, lo trovo avvilente.Dovremmo cercare di stimolare la crescita e lo sviluppo culturale delle persone soprattutto in Italia, un paese in cui il livello di alfabetizzazione digitale è ridicolo.Se una persona sbaglia dovremmo cercare di correggere e consigliare la soluzione adeguata invece di partire con tecniche e teoremi sui massimi sistemi di organizzazione del pensiero digitale in rete.La rete è fatta di utenti,non solo da super utenti skillati e gli utenti provano, sbagliano e facendo così imparano.

Il self made, la sperimentazione è da sempre alla base dello sviluppo della rete.

E allora?Cerchiamo di guardare al di là del nostro ombelico e di quello del nostro compagno di banco e aiutiamo chi non è esperto a divenirlo, perchè solo se la conoscenza è condivisa diviene un valore aggiunto: le pepite d’oro racchiuse in un scrigno brillano solo per chi ve le ha risposte.