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Bologna 15 Ottobre 2011: nuove professioni delle donne

Con sommo ritardo eccomi anche io a parlare di Nuove Professioni delle Donne: evento che ha visto il team GGDBologna impegnato per la prima volta insieme ad un’altra associazione Donne Pensanti e ad un media partner Artcolo37nella organizzazione, conduzione e svolgimento.

Nuove professioni delle Donne e’ partito tanto tempo fa, quando mi sentivo chiedere “Che lavoro fai?” e cercavo, lo faccio ancora oggi, di spiegare nel modo più semplice possibile, ai miei interlocutori e, puntualmente, mi sentivo dire “Che figata, come hai fatto?!Come si fa a fare un lavoro come il tuo?”.

A parte lo stupore iniziale, mi sono resa conto che

spiegare alle persone, in modo semplice, concreto e senza metteresi in bocca dei termini troppo tecnici, può aprire dei percorsi, può stimolare dei percorsi e anche una presa di coscienza.

E allora mi rullava in testa questa idea e mi rullava ancora.
Poi un giorno la vita mi ha messo sulla strada le ragazze del team GGDBologna e Francesca Sanzo.
Io e Francesca ci eravamo viste gia’ altre volte sempre a BarCamp o eventi piu’ o meno istituzionali, poi succede che un giorno, credo fosse Maggio, decidiamo di vederci al Pratello per un aperitivo.

[Dio salvi il Pratello!]

Tra uno spritz e un chiacchiera, spiego questa idea che avevo in testa a Francesca….e con o stupore Francesca capiva perfettamente quello che intendevo, perché, la stessa cosa succedeva anche a lei!
E poi succede che GGDBologna e’ cresciuta tantissimo fino a distornerò una associazione, a Bologna e’ arrivata un po’ di aria nuova, le istituzioni ci hanno teso alano interessandosi alle nostre iniziative. Poi un giorno ci contatta Tommaso Gavioli de Lo Stile Di Bologna per proporci di partecipare a Minganti Tech, un progetto di riqualificazione del centro commerciale Officine Minganti…e allora dopo più di un anno da quell’aperitivo al Pratello, Le Nuove Professioni delle Donne inizia a prendere forma.
Passo dopo passo abbiamo messo in condivisione i nostri contatti, un piano di comunicazione, chiesto il patrocinio delle istituzioni e chiamato donne da tutta Italia che fossero interessate a condividere le proprie esperienze….
I lavori sono partiti a Luglio e da allora al 15 Ottobre abbiamo lavorato senza sosta, senza orari…ma con un unico scopo: organizzare una giornata di confronto.
Abbiamo avuto tantissime risposte, più di quelle che ci aspettavamo, abbiamo avuto tantissime adesioni di partecipazione ai workshop.
E soprattutto, ci hanno scritto tantissime donne chiedendoci di portare il format in altre zone d’Italia.
E’ stata una giornata intensa e piene di contenuti, sinergie e scambi di professionalita’.
Abbiamo fatto rete, in modo reale, concreto ed efficace…
Vi lascio al racconto di Silvia Storelli che come sempre ci ha donato questo suo prezioso contributo.
Le Nuove Professioni Delle Donne
Questo l’articolo che ho scritto su l’Informazione di Bologna, diva abbiamo aperto anche un blog in cui raccoglieremo tutti i contenuti relativi alla giornata del 15 e racconteremo gli sviluppi futuri di
NPDonne, che vi assicuro saranno interessanti 😉

Bologna: ritorno al futuro!

Il 17 Giugno scorso ho avuto l’onore e il piacere di partecipare come “ospite” al convegno Idee in Circolo organizzato dalla Regione Emilia Romagna con la collaborazione di TagboLab Sono stata invitata a prendere parte, in qualità di fondatrice di Girl Geek Dinners Bologna, alla tavola Rotonda dedicata alle on-line Community dell’Emilia Romagna.

Con me, allo stesso tavolo sedevano: Panzallaria per Donne Pensanti, Alessandra Farabegoli per Romagna Business Club, Matteo Fantuzzi per Know Camp, Roberto Ciacci per Bologna In, Giovanni Arata per Turismo Emilia Romagna, Anna Piacentini di Modena In e Marianna Roscelli di Creative Clusters; il tutto moderato da Gianluca Diegoli aka [mini]marketing.

Un panel piacevolissimo e divertente: eravamo tutti li’ a raccontarci e a raccontare di come sono nate le nostre community, di come ci ricolleghiamo al territorio e di cosa ci aspettiamo dalle istituzioni. La platea attenta ha partecipato attivamente  tramite twitter e domande dirette. Le cose più interessanti che ho sentito sono state le proposte relative alla domanda “Se fossi la PA, cosa faresti”, sono scaturiti spunti e proposte di accessibilità e trasparenza e buoni propositi. Al nostro panel è seguito il panel della PA con Leda Guidi e giovani esponenti della Regione, del Comune. Interessante sorprendente interloquire con la PA attraverso tweet e retweet: è successo più di una volta che i miei tweed fossero ripresi e girati come spunto di discussione. Sorprendente e di ispirazione. Eventi come questo lasciano intravedere un futuro prossimo carico di innovazione e eccellenze. Al convegno è seguito l’aperitivo di networking organizzato da GGDBologna: nuovi spunti, approfondimenti e nuovi progetti… La mia giornata di Networking si è conclusa con l’abbraccio ai Green Geek in missione Wi Fi tour Bologna,  in Piazza Nettuno , una testimonianza gioiosa che trasmette la carica emotiva della giornata.Che giornata Bologna, quante cose insieme, quante ne abbiamo viste e fatte, un città pazzesca, chi non ti vive non può capire.I Heart Bologna.

Panzallaria e”Gli sponsor a scuola e i bambini pubblicità”

Grazie a Francesca Sanzo aka Panzallaria su questo blog fa capolino nuovamente la politica.In un periodo in cui volantariamente mi disinteresso dal rilasciare un mio commento allo scempio imperante, Panzallaria mi da occasione  di condiviedere queste rilfessioni.Direttamente dal blog  Panzallaria un fanta-post acuto, profondo e magistralmente steso.Buona letturaQuesto fanta-post nasce dalla lettura di questo articolo, dedicato ai banchi delle scuole con targhetta degli Sponsor e di quest’altro, dedicato alle biblioteche, che anche loro cercano sponsor. E’ ambientato in un fantafuturo fatto di cultura appaltata alle grandi e piccole marche. Il Preside della scuola elementare “La prova del cuoco” mi ha mandato un sms.Vuole vedermi.  ”La prova del cuoco” è la scuola elementare frequentata da mia figlia Silvia. Si chiama così perché lo sponsor ufficiale è il noto e ormai rodato programma della Rai.Sono stati gentili: in cambio di un restyling strutturale e sugli arredi della vecchia Scuola “Giuseppe Garibaldi”, hanno voluto solo un nome sulla facciata.A noi è andata bene.C’è chi frequenta la Media “Paperissima” o il Liceo Classico “Tampax”.La Gelmini ha avuto un’idea geniale: non ci sono soldi per la scuola, cerchiamoli tra i privati.  Ci abbiamo messo un pochino ad abituarci, ma poi mia figlia è sembrata contenta e piuttosto che affrontare il calvario dell’istruzione on line come alcuni suoi coetanei, abbiamo preferito scendere a patti con questo Paese.I genitori di Martina hanno scelto di farle fare la prima elementare su Second Life – opportunità formativa in grado di abbattere i costi statali –  ma la bambina non ha reagito bene. Ha sviluppato strani tic e ha il tunnel carpale infiammato per la maggior parte del tempo.Per ciò chi se ne frega di Garibaldi, mi va benissimo che un po’ di Risorgimento venga appaltato in cambio di una cultura minima sufficiente.Comunque.Dicevo.Il Preside mi vuole vedere.Sospetto che sia per quello che è successo ieri.Silvia si è rifiutata di andare in cortile, durante l’ora di ricreazione, con la sua targa lampeggiante.Ha 8 anni ma è già una piccola ribelle.Sarà un problema, sarà.Ha già tentato di schiodare dal banco per due volte la targhetta di colui che ne ha permesso l’acquisto, il Conte Slapponi da Loiano e ora si rifiuta di compiere il suo dovere di scolara.Dovete sapere chese la sua maestra viene pagata per insegnarle la geografia dei calanchi – quella che le permetterà di girare sicura per le nostre colline, in questa visione localistica, specialistica e provincia-centrata del mondo – è tutto merito dello Sponsor, i pompelmi Giraffa, che ne pagano lo stipendio geografico.Ogni bambino oggi è dotato di uno Sponsor tematico. A seconda dell’ora di scuola deve mettere al collo una diversa targa lampeggiante e ha l’impegno di uscire in cortile e mostrarla ai passanti almeno due volte al dì.Per contratto.Solo così potrà assicurarsi un posto nella scuola pubblica. Se la targa non la indossi, se la perdi, se viene rovinata o metti quella sbagliata, rischi il posto. Hai solo due possibilità, alla terza sei fuori, sei out.Ti restano solo le lande desolate di Second Life.La Silvia è recalcitrante. Certo, come darle torto, lo Sponsor ci avrà pure messo dei soldi nella sua geografia, ma lei ci ha fatto una figuraccia, quest’estate a Milano Marittima, chiedendo a quel bambino di Bergamo come mai non andava al mare dalle sue parti…non si fida, si è appellata all’Emendamento del giovane consumatore.Avevo intuito che stava tramando qualcosa. Domenica mi si è avvicinata e mi ha chiesto: “Mamma, sei sicura che i pompelmi siano il brand giusto per la geografia?”Con gli altri Sponsor non ha problemi, pagano la maestra adeguatamente per l’istruzione della piccola e lei in cambio svolge un’importante funzione di passaparola sia su facebook che in real life.Prendiamo ad esempio la “Pomata del Dr. Sanguinetti per emorroidi e ragadi anali, dal 1937″, la Pomata è generosa e la Silvia conosce la storia che è una meraviglia.Grazie al Dr. Sanguinetti sa anche chi sono i Greci e che l’Imperatore di Roma non era Totti ma Augusto!Per non parlare del Salvavita Begoni. Il Salvavita è lo sponsor dell’ora di chimica e le ha mandato a casa anche un paio di tavole periodiche degli elementi che parlano.Lei non è che non sia volenterosa. Le pause pubblicità se le fa tutte e a volte – quando è possibile – intona anche i gingol con la sua vocetta armoniosa, tanto che i passanti si fermano e a volte applaudono.La maestra di ginnastica le ha detto che come bambina pubblicitaria è molto brava e che secondo lei da grande potrà fare la Velina.A lei – a dire la verità – piacerebbe di più l’Umbrella girl, perché dice che si lavora soltanto la domenica e si gira il mondo, ma adesso vediamo.Speriamo solo che questo sms del Preside non equivalga a una squalifica dalla scuola.Perché diciamoci la verità, un avatar di Second Life non ha le stesse possibilità di fare carriera di un corpo in carne e ossa.E oggi come oggi,è meglio pensarci in tempoal futuro professionaledi questi ragazzi….Grazie Francesca, felice di ospitarti

Panzallaria e “Gli sponsor a scuola e i bambini pubblicità”

Grazie a Francesca Sanzo aka Panzallaria su questo blog fa capolino nuovamente la politica.
In un periodo in cui volantariamente mi disinteresso dal rilasciare un mio commento allo scempio imperante, Panzallaria mi da occasione  di condiviedere queste rilfessioni.
Direttamente dal blog  Panzallaria un fanta-post acuto, profondo e magistralmente steso.

Buona lettura

Questo fanta-post nasce dalla lettura di questo articolo, dedicato ai banchi delle scuole con targhetta degli Sponsor e di quest’altro, dedicato alle biblioteche, che anche loro cercano sponsor. E’ ambientato in un fantafuturo fatto di cultura appaltata alle grandi e piccole marche.

Il Preside della scuola elementare “La prova del cuoco” mi ha mandato un sms.

Vuole vedermi.  ”La prova del cuoco” è la scuola elementare frequentata da mia figlia Silvia. Si chiama così perché lo sponsor ufficiale è il noto e ormai rodato programma della Rai.

Sono stati gentili: in cambio di un restyling strutturale e sugli arredi della vecchia Scuola “Giuseppe Garibaldi”, hanno voluto solo un nome sulla facciata.

A noi è andata bene.

C’è chi frequenta la Media “Paperissima” o il Liceo Classico “Tampax”.

La Gelmini ha avuto un’idea geniale: non ci sono soldi per la scuola, cerchiamoli tra i privati.  Ci abbiamo messo un pochino ad abituarci, ma poi mia figlia è sembrata contenta e piuttosto che affrontare il calvario dell’istruzione on line come alcuni suoi coetanei, abbiamo preferito scendere a patti con questo Paese.

I genitori di Martina hanno scelto di farle fare la prima elementare su Second Life – opportunità formativa in grado di abbattere i costi statali –  ma la bambina non ha reagito bene. Ha sviluppato strani tic e ha il tunnel carpale infiammato per la maggior parte del tempo.

Per ciò chi se ne frega di Garibaldi, mi va benissimo che un po’ di Risorgimento venga appaltato in cambio di una cultura minima sufficiente.

Comunque.

Dicevo.

Il Preside mi vuole vedere.

Sospetto che sia per quello che è successo ieri.

Silvia si è rifiutata di andare in cortile, durante l’ora di ricreazione, con la sua targa lampeggiante.

Ha 8 anni ma è già una piccola ribelle.

Sarà un problema, sarà.

Ha già tentato di schiodare dal banco per due volte la targhetta di colui che ne ha permesso l’acquisto, il Conte Slapponi da Loiano e ora si rifiuta di compiere il suo dovere di scolara.

Dovete sapere che

se la sua maestra viene pagata per insegnarle la geografia dei calanchi – quella che le permetterà di girare sicura per le nostre colline, in questa visione localistica, specialistica e provincia-centrata del mondo – è tutto merito dello Sponsor, i pompelmi Giraffa, che ne pagano lo stipendio geografico.

Ogni bambino oggi è dotato di uno Sponsor tematico. A seconda dell’ora di scuola deve mettere al collo una diversa targa lampeggiante e ha l’impegno di uscire in cortile e mostrarla ai passanti almeno due volte al dì.

Per contratto.

Solo così potrà assicurarsi un posto nella scuola pubblica. Se la targa non la indossi, se la perdi, se viene rovinata o metti quella sbagliata, rischi il posto. Hai solo due possibilità, alla terza sei fuori, sei out.

Ti restano solo le lande desolate di Second Life.

La Silvia è recalcitrante. Certo, come darle torto, lo Sponsor ci avrà pure messo dei soldi nella sua geografia, ma lei ci ha fatto una figuraccia, quest’estate a Milano Marittima, chiedendo a quel bambino di Bergamo come mai non andava al mare dalle sue parti…non si fida, si è appellata all’Emendamento del giovane consumatore.

Avevo intuito che stava tramando qualcosa. Domenica mi si è avvicinata e mi ha chiesto: “Mamma, sei sicura che i pompelmi siano il brand giusto per la geografia?”

Con gli altri Sponsor non ha problemi, pagano la maestra adeguatamente per l’istruzione della piccola e lei in cambio svolge un’importante funzione di passaparola sia su facebook che in real life.

Prendiamo ad esempio la “Pomata del Dr. Sanguinetti per emorroidi e ragadi anali, dal 1937″, la Pomata è generosa e la Silvia conosce la storia che è una meraviglia.

Grazie al Dr. Sanguinetti sa anche chi sono i Greci e che l’Imperatore di Roma non era Totti ma Augusto!

Per non parlare del Salvavita Begoni. Il Salvavita è lo sponsor dell’ora di chimica e le ha mandato a casa anche un paio di tavole periodiche degli elementi che parlano.

Lei non è che non sia volenterosa. Le pause pubblicità se le fa tutte e a volte – quando è possibile – intona anche i gingol con la sua vocetta armoniosa, tanto che i passanti si fermano e a volte applaudono.

La maestra di ginnastica le ha detto che come bambina pubblicitaria è molto brava e che secondo lei da grande potrà fare la Velina.

A lei – a dire la verità – piacerebbe di più l’Umbrella girl, perché dice che si lavora soltanto la domenica e si gira il mondo, ma adesso vediamo.

Speriamo solo che questo sms del Preside non equivalga a una squalifica dalla scuola.

Perché diciamoci la verità, un avatar di Second Life non ha le stesse possibilità di fare carriera di un corpo in carne e ossa.

E oggi come oggi,

è meglio pensarci in tempo

al futuro professionale

di questi ragazzi….

Grazie Francesca, felice di ospitarti