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Genova 10 anni dopo

Io a Genova non c’ero nel 2001 e non ci sarò domani.Nel 2001 avrei dovuto andare con il mio amico Gae, se non ricordo male, ma poi decisi di restare a Bologna…le grosse folle mi hanno sempre spaventata, si tratti di una manifestazione o di un concerto, mi fa paura la massa di gente.A Genova c’erano molti amici da cui ho sempre sentito e sempre sento raccontare episodi più assurdi.Il racconto che mi ha sempre colpito più degli altri e’ quello di Marco che racconta che ad un certo punto, sentendosi in trappola bloccati e pressati da tutte le parti, decidono di scappare in spiaggia,ma anche li’ trovano gommoni con le forze dell’ordine ad attenderli “via mare”.Li’ Marco ha capito che non c’era via di fuga.I racconti di Genova sono tanti e non credo ci sia aggiungere altro…li abbiamo sentiti e seguiti più volte in tutte le ricostruzioni possibili e le considerazioni sono sempre le stesse…Nel 2001 facevo pratica legale in uno degli studi del Social Forum e ricordo i ragazzi che arrivavano con le teste rotte e ricordo i fascicoli…Di Genova mi rimane impressa la frase che tutti coloro i quali erano li’, bene o male, ripetono sempre: “ci siamo sentiti persi…perché chi era li’ per difenderci ci dava la caccia.”.Genova sembra lontanissima, eppure ha segnato la vita di così tante persone in modo indelebile che non può che essere ancora qui, pesante, presente e ingombrante e resterà tale finche’ non sara’ fatta chiarezza e giustizia.

Le carriole restituiscono l’Aquila ai cittani.Pezzo dopo pezzo.

Si riprendono la città, sgomberano il centro dell’ Aquila dalle macerie.Infrangono la zona rossa, tornano in centro  perchè lo Stato, trascorsi 11 mesi, non ha  restituito al popolo dell’Aquila la cosa più preziosa: la quotidianità.Non c’è G8 che tenga: grandi alberghi,  opera faraoiniche e case prefabbricate non sono in grado di eguagliare il prezioso valore che della quotidianità.

La sicurezza della vita di tutti i giorni.

Pochi punti fermi come una casa, un negozio dove passare a prendere il pane o il tabaccaio dove comprare le sigarette.Queste piccoli – grandi cose, sono lì  che aspettano da  11 mesi.Le macerie sono ancora lì, la città è ancora chiusa ai cittadini, le case sono abbandonate senza che i legittimi proprietari possano farvi rientro senza essere denunciati.

Gli Aquilani si riprendono tutte queste cose,pezzo dopo pezzo, maceria dopo maceria.

Iniziano dalla piazza,si riprendono un pezzo di vita quotidiana una scelta che non più essere rimandata.In bocca al lupo!